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RA/avv. Schuster Alexander, PhD
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Comunicato

La cliente Rose Morelli ha accolto l'idea di utilizzare una parte importante del denaro che sarà eventualmente ottenuto dalla causa a Fratelli d'Italia per l'utilizzo abusivo della sua fotografia per l'istituzione di un fondo dedicato a Samuelle Regina Daves per finanziare azioni di contrasto all'omo-transfobia. Samuelle, persona trentina transgender e apprezzata esperta di moda, era nota al pubblico nazionale per le sue apparizioni allo show Grand Hotel Chiambretti e per l'impegno a favore dei diritti civili. Si è tolta la vita a Riva del Garda lunedì scorso, giorno del suo quarantunesimo compleanno. La proposta di istituzione del fondo sarà presentata più avanti da ArciGay del Trentino ai familiari di Samuelle per ottenere il loro consenso e definire le linee di intervento.
Della vicenda dell'abuso della fotografia di Rose Morelli si sta interessando anche la BBC inglese.

Studio legale Schuster, per conto di Rose Morelli.
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Comunicato stampa
La Corte EDU condanna l’Italia nel ricorso Oliari, originato a Trento
L’avv. Schuster: «Il riconoscimento delle coppie omosessuali è un diritto umano»


D’intesa con i clienti si comunica quanto segue.
Con sentenza resa pubblica oggi 21 luglio 2015 la Corte europea per i diritti umani, con sede a Strasburgo, ha condannato l’Italia per non prevedere alcuna forma di riconoscimento delle unioni fra persone dello stesso sesso. La quarta sezione, pur riconoscendo che la non estensione del fondamentale diritto al matrimonio rimane una scelta legittima degli Stati, afferma però come non sia più ammissibile lasciare queste coppie nel vuoto normativo. L’Italia è tenuta a introdurre le unioni civili.
La decisione è stata adottata all’unanimità.
LA SENTENZA:
La sentenza riconosce come ad oggi il matrimonio egalitario sia una decisione che compete (ancora) agli Stati. Tuttavia, la Corte è chiara nell’affermare che le coppie omosessuali hanno le stesse necessità di riconoscimento e di tutela della loro relazione al pari delle coppie eterosessuali. Per questo l’Italia e gli Stati firmatari della CEDU devono rispettare il loro diritto fondamentale ad ottenere forme di riconoscimento che sono sostanzialmente allineate con il matrimonio. L’Italia è l’unica democrazia occidentale a mancare a questo impegno ed è stata quindi condannata per violazione dell’art. 8 della Convenzione.
Un passaggio chiave della sentenza:
174.  In view of the above considerations, the Court considers that in the absence of marriage, same-sex couples like the applicants have a particular interest in obtaining the option of entering into a form of civil union or registered partnership, since this would be the most appropriate way in which they could have their relationship legally recognised and which would guarantee them the relevant protection – in the form of core rights relevant to a couple in a stable and committed relationship – without unnecessary hindrance. Further, the Court has already held that such civil partnerships have an intrinsic value for persons in the applicants’ position, irrespective of the legal effects, however narrow or extensive, that they would produce (see Vallianatos, cited above, § 81). This recognition would further bring a sense of legitimacy to same-sex couples. 
180.  The Court notes that in Italy the need to recognise and protect such relationships has been given a high profile by the highest judicial authorities, including the Constitutional Court and the Court of Cassation. Reference is made particularly to the judgment of the Constitutional Court no. 138/10 in the first two applicants’ case, the findings of which were reiterated in a series of subsequent judgments in the following years (see some examples at paragraph 45 above). In such cases, the Constitutional Court, notably and repeatedly called for a juridical recognition of the relevant rights and duties of homosexual unions (see, inter alia, paragraph 16 above), a measure which could only be put in place by Parliament.
181.  The Court observes that such an expression reflects the sentiments of a majority of the Italian population, as shown through official surveys (see paragraph 144 above). The statistics submitted indicate that there is amongst the Italian population a popular acceptance of homosexual couples, as well as popular support for their recognition and protection.
185.  In conclusion, in the absence of a prevailing community interest being put forward by the Italian Government, against which to balance the applicants’ momentous interests as identified above, and in the light of domestic courts’ conclusions on the matter which remained unheeded, the Court finds that the Italian Government have overstepped their margin of appreciation and failed to fulfil their positive obligation to ensure that the applicants have available a specific legal framework providing for the recognition and protection of their same-sex unions.
187.  There has accordingly been a violation of Article 8 of the Convention.

CONSIDERAZIONI:
«Lo Stato italiano – afferma l’avv. Schuster, difensore della coppia sin dall’inizio e anche davanti alla Corte di Strasburgo – è nuovamente condannato per aver violato i diritti umani. Laddove quasi tutto il mondo occidentale considera il matrimonio un diritto fondamentale, l’Italia non riesce nemmeno a quagliare sulle unioni civili».
«Questa sentenza non è solo importante per l’Italia, ma per tutti quegli Stati del Consiglio d’Europa che ancora oggi negano piena dignità a una parte importante dei propri cittadini».
IL PERCORSO CHE HA PORTATO ALLA SENTENZA OLIARI:
Nel 2009 due coppie trentine furono seguite dall’avv. Alexander Schuster per contrastare il rifiuto opposto dal sindaco di Trento, Alessandro Andreatta, di procedere alle pubblicazioni di matrimonio. 
Il Tribunale rigettò il ricorso, ma la Corte di appello ritenne che la legge italiana poteva essere ritenuta in violazione della Costituzione e rinviò la questione alla Consulta (l’ordinanza in Gazzetta ufficiale). La Corte costituzionale statuì che riservare il matrimonio alle coppie eterosessuali non era incostituzionale, ma che vi era un diritto fondamentale delle coppie omosessuali a ottenere il riconoscimento delle loro unioni (sentenza n. 138/2010). Il Parlamento, come noto, è tuttora inadempiente a questo sollecito, tanto che è stato ribadito dalla Corte costituzionale nel 2014 (sentenza n. 170/2014).
La Corte di appello prese atto di tale esito dell’incidente di costituzionalità e rigettò il reclamo. Questo studio legale considerò un ricorso in Cassazione privo di prospettive di successo e il 21 marzo 2011 depositò personalmente a Strasburgo il ricorso di Oliari e al. c. Italia (n. 18766/11). Si tratta del primo ricorso mai presentato da un avvocato italiano su questioni LGBTI alla Corte europea e questa è la prima sentenza mai adottata su tali temi nei confronti dell’Italia in relazione alla CEDU.
Nei mesi e anni successivi vennero depositati altri ricorsi sulla medesima questione o sul rifiuto di trascrivere matrimoni stranieri. I diversi ricorsi sono stati riuniti sotto il nome del primo caso, Oliari, appunto. Oggi la Corte ha dato giustizia alla coppia ricorrente, così come alle altre che l’hanno seguita.
NOTE:
Questa iniziativa giudiziaria era parte della campagna di Affermazione civile, promossa dall’associazione radicale Certi diritti e dall’ass. Avvocatura per i diritti LGBTI – Rete Lenford. Quest’ultimo sodalizio non condivise la scelta di ricorrere direttamente alla Corte di Strasburgo in quanto ritenuta tecnicamente impraticabile e strategicamente inopportuna. I clienti diedero tuttavia fiducia all’avv. Schuster, il quale decise di interrompere la collaborazione con Avvocatura per i diritti LGBTI Rete Lenford e l’avv. Francesco Bilotta, coordinatore della campagna. L’esito positivo del giudizio ha confermato la strategia fatta propria dalla coppia, dimostrando che tale strada non solo era tecnicamente percorribile, ma anche la scelta giusta da compiere per ottenere tutela a Strasburgo. Si tratta di uno dei primi casi di applicazione della dottrina dei rimedi effettivi al contesto italiano.
Dal 2010 l’avv. Schuster collabora con l’Ass. Famiglie arcobaleno e l’Associazione radicale Certi diritti, con le quali sono stati compiuti importanti passi avanti nelle aule dei tribunali. 
La decisione non è definitiva. Nei prossimi tre mesi i ricorrenti così come lo Stato italiano possono chiedere il riesame da parte della Grande Sezione.

Trento, 21 luglio 2015.
Studio legale / Kanzlei
RA/Avv. Alexander Schuster, Ph.D. (Strasbourg)
Via C. Abba, 8 – I-38122 Trento
Tel.: +39 0461 935257 – Fax.: +39 0461 331092
E-mail: avv@schuster.pro
Iscritto all’Ordine degli Avvocati di Trento
American Bar Association - Int'l Law Associate
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PRESS RELEASE
LEGAL RECOGNITION OF SAME-SEX UNIONS IS A HUMAN RIGHT, STRASBOURG COURT SAYS
ITALY FOUND IN VIOLATION OF THE ECHR

In agreement with the clients, the law firm Alexander Schuster communicates a new success in the legal fight for equal rights of LGBTI people.

The European Court of Human Rights today found that Italy violated Article 8 ECHR by not introducing any form of legal recognition of same-gender couples. Whereas equal marriage remains a decision for the Member States, recognition of same-gender unions is a human right.
The leading case Oliari et al v. Italy is the first ever against Italy in the field of LGBTI rights. The couple was represented by Dr. Alexander Schuster. The action started as part of the strategic campaign still coordinated by the Associazione radicale Certi diritti. Oliari is the leading of several joined cases and was lodged well ahead of the others on 21 March 2011.
Dr Schuster instituted proceedings on behalf of Ms Oliari and his partner before the courts of Trento (north of Italy) and the Court of Appeal referred the matter on the constitutionality of opposite-sex only marriage to the Constitutional Court in 2009. In its decision no 138/2010 (English translation) Oliari and others were told that Parliament could freely decide whether or not to open up marriage, but that Parliament had a constitutional obligation to introduce a form of legal recognition of their union. Five years later, there is still no civil union law. Italy is now found in violation of the Convention.
Alexander Schuster’s statement: “I am glad the couple is given long-awaited justice. Italy is yet again found in violation of human rights. The Oliari case is of the greatest importance to all people in Europe, especially to those living in countries that, as Italy, fail to comply with international standards and deny dignity and equality to LGBTI people.”
Alexander Schuster is a practicing lawyer and academic researcher in the field of fundamental rights. He coordinates the EU-funded project www.rightsonthemove.eu on the freedom of movement of rainbow families in Europe.

Excerpts from the judgment:
174.  In view of the above considerations, the Court considers that in the absence of marriage, same-sex couples like the applicants have a particular interest in obtaining the option of entering into a form of civil union or registered partnership, since this would be the most appropriate way in which they could have their relationship legally recognised and which would guarantee them the relevant protection – in the form of core rights relevant to a couple in a stable and committed relationship – without unnecessary hindrance. Further, the Court has already held that such civil partnerships have an intrinsic value for persons in the applicants’ position, irrespective of the legal effects, however narrow or extensive, that they would produce (see Vallianatos, cited above, § 81). This recognition would further bring a sense of legitimacy to same-sex couples. 
180.  The Court notes that in Italy the need to recognise and protect such relationships has been given a high profile by the highest judicial authorities, including the Constitutional Court and the Court of Cassation. Reference is made particularly to the judgment of the Constitutional Court no. 138/10 in the first two applicants’ case, the findings of which were reiterated in a series of subsequent judgments in the following years (see some examples at paragraph 45 above). In such cases, the Constitutional Court, notably and repeatedly called for a juridical recognition of the relevant rights and duties of homosexual unions (see, inter alia, paragraph 16 above), a measure which could only be put in place by Parliament.
181.  The Court observes that such an expression reflects the sentiments of a majority of the Italian population, as shown through official surveys (see paragraph 144 above). The statistics submitted indicate that there is amongst the Italian population a popular acceptance of homosexual couples, as well as popular support for their recognition and protection.
185.  In conclusion, in the absence of a prevailing community interest being put forward by the Italian Government, against which to balance the applicants’ momentous interests as identified above, and in the light of domestic courts’ conclusions on the matter which remained unheeded, the Court finds that the Italian Government have overstepped their margin of appreciation and failed to fulfil their positive obligation to ensure that the applicants have available a specific legal framework providing for the recognition and protection of their same-sex unions.
187.  There has accordingly been a violation of Article 8 of the Convention.
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Bene la Cassazione su non-sterilizzazione delle persone trans
Il tribunale di Trento ha rimesso alla Corte costituzionale altre due questioni di costituzionalità sulle persone trans.


Si accoglie con favore la notizia che la Cassazione civile con sentenza n. 15138/2015 ha statuito che per la rettificazione degli atti anagrafici non è obbligatorio l'intervento di adeguamento degli organi riproduttivi o la sterilizzazione della persona.
A tal proposito si rende noto che la Corte costituzionale è stata investita dal Tribunale di Trento nei mesi scorsi da altre due ordinanze di rimessione della questione di legittimità costituzionale in merito alla legge n. 164/1982. La Corte dovrà quindi giudicare in totale tre ordinanze di rimessione per altrettanti casi, ognuno dei quali ha caratteristiche e storie proprie.
L’udienza avanti alla Consulta per discutere del medesimo tema oggi positivamente risolto dalla Prima sezione della Corte di cassazione è fissata per il giorno 20 ottobre 2015, con relatore il prof. Giuliano Amato. La sentenza del giudice delle leggi sarà l’occasione per porre termine a prassi troppo divergenti fra i tribunali d’Italia.
Trento, 20 luglio 2015.
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La Francia interpreta la legge italiana e dice sì all’adozione della co-mamma
Il primo caso di adozione italiana in Francia

D’intesa con le clienti si rende pubblico quanto segue.
Con sentenza del 13 maggio 2015 il Tribunale di Parigi (Tribunal de Grande Instance de Paris) ha accolto la domanda di una cittadina italiana di adottare la figlia della donna con cui è coniugata secondo la legge francese. Per fare questo i giudici d’Oltralpe hanno dato la loro interpretazione della legge italiana applicandola favorevolmente al caso concreto: quella donna va considerata coniuge ai fini dell’adozione.
Le signore sono entrambe cittadine aventi la cittadinanza esclusivamente italiana. Vivono in Francia da lungo tempo e si sono sposate nel 2014. La Francia ritiene il diritto di sposarsi un diritto fondamentale che va garantito a tutte e tutti, anche in assenza di capacità matrimoniale secondo la legge del Paese di origine. Tuttavia, la Francia è lo Stato che forse più di tutti aderisce all’orientamento tradizionale di diritto internazionale privato che chiede di rispettare la legge personale, ovvero dello Stato di appartenenza, delle persone quando si interviene in materia di famiglia e di stato civile.
Il problema si poneva, quindi, per quanto riguarda l’ammissibilità dell’adozione da parte del co-genitore del figlio del coniuge. Infatti, non poteva trovare applicazione la legge francese, ma solo quella italiana, anche se si era di fronte ad un giudice non italiano.
Lo studio legale Schuster ha assistito la coppia unitamente allo studio Painblanc di Parigi e fornito i pareri pro veritate sul quadro giuridico italiano applicabile alla fattispecie, ponendo l’accento sul rispetto dei diritti fondamentali per minore e degli adulti coinvolti e sui recenti precedenti (Tribunale dei minorenni di Roma, sentenza 30 luglio 2014, n. 299, così come la questione pendente avanti la Corte costituzionale, giudice remittente Tribunale dei minorenni di Bologna, ordinanza 10 novembre 2014, n. 4701).
È stato così possibile superare il parere inizialmente negativo del pubblico ministero e ottenere l’accoglimento della domanda di adozione in casi particolare da parte del collegio. In particolare, i giudici parigini hanno ritenuto applicabile la lettera b) dell’art. 44  legge n. 184/1983, che consente l’adozione da parte del coniuge, e non la lettera d), base giuridica della nota decisione.
In altri termini, il giudici d’Oltralpe si sono trovati nella situazione di dover interpretare e applicare il diritto italiano e, pur consapevoli che in Italia il matrimonio allo stato attuale appare difficilmente riconoscibile, hanno ritenuto che ai fini dell’adozione la co-madre potesse essere considerata coniuge. Ora l’Italia sarà chiamata a rispettare questa decisione del giudice francese.
A quanto consta, si tratterebbe del primo caso in Francia.

Trento, 16 luglio 2015.
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Corte di appello di Napoli
Si trascriva in Italia matrimonio contratto in Francia

La Corte di appello di Napoli ha accolto la domanda di trascrizione del matrimonio contratto da una coppia di cittadine francesi, coniugate in Francia, di cui una cittadina avente anche la cittadinanza italiana.
Il decreto, che è di accoglimento della domanda, seppur sotto un profilo di parzialità, rappresenta un risultato per l’associazione Famiglie arcobaleno. Il collegio partenopeo, riformando il provvedimento di rigetto del tribunale di primo grado, ha accolto le argomentazioni della difesa, curata dallo studio legale Schuster unitamente all’avv. Giuseppe di Meo del Foro di Avellino. Queste evidenziavano il fatto che la coppia, di cui una componente aveva anche la cittadinanza italiana, aveva contratto l’istituto del matrimonio secondo la legge personale, ovvero francese.
Entrambe nate in Francia e madri di due bambini, risiedono e lavorano da anni in Italia.
Si esprime rammarico per il fatto che il provvedimento è in questi minuti stato fatto “trapelare”, peraltro rendendo note le generalità delle parti e prima ancora che l’esito favorevole del procedimento fosse portato all’attenzione delle dirette interessate. Fermo, ovviamente, il principio della pubblicità dei provvedimento giurisdizionali. Di tale fatto ci si riserva di fare le comunicazioni opportune. Esso, infatti, pregiudica di fatto la possibilità che il provvedimento possa passare in giudicato senza che venga proposto ricorso in Cassazione.
In allegato il testo del provvedimento, che non è ancora definitivo, con preghiera allo stato di non divulgare il nome delle persone interessate.
Trento, 8 luglio 2015.
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