"FAKE NEWS": PRONTA LA LEGGE LEGGE BAVAGLIO CHE METTERA' FINE ALLA LIBERTA' DI OPINIONE IN ITALIA

Nel testo della proposta di legge hanno già messo le mani avanti, spiegando perché l'aggiunta degli articoli in questione al codice penale non è in contrasto con l'articolo 21. In ogni caso la libertà di espressione in Italia è carta straccia da un pezzo e la legge sulle "fake news" non farà altro che chiudere definitivamente la questione. Questo perché in sede penale l'imputato non ha e non ha mai avuto alcun diritto alla difesa. Difendersi significa dimostrare di essere innocenti o di avere diritto all'esimente per la provocazione o, ancora, di non aver diffamato alcuno, giacché il fatto descritto era rispondente alla verità. L'imputato non viene mai ascoltato dall'inizio alla fine delle fasi del processo. L'intero dibattimento è sotto il controllo del Pubblico Ministero ed il Giudice non è terza parte, soprattutto se l'imputato è, a prescindere, da condannare.

Questa legge è uno strumento eccezionale nelle mani del regime, poiché una semplice segnalazione per il reato ipotizzato, permette al PM di turno di sottoporre a sequestro preventivo le apparecchiature ipoteticamente usate per "commettere il reato" e rinviare a giudizio il "colpevole" di lesa maestà di tizio o caio.

Immaginate come si fregano le mani personaggi che, da prassi, ormai da anni, preparano i dossier per i magistrati che, diligentemente, rinviano a giudizio il sottoscritto.

La proposta di legge della firmataria Adele Gambaro (Scelta cinica ex Cinque stalle) cerca di sistemare quel vuoto che si è andato a creare con la recente sentenza della Cassazione a sezioni riunite, nella quale si chiarisce bene che scrivere su un blog o su un social network non è ascrivibile a diffamazione a mezzo stampa, per cui le aggravanti alla diffamazione semplice non sono associabili a coloro che scrivono su dette piattaforme senza avere il patentino di giornalista.

La proposta di legge, guarda caso, non fa riferimento a quei portali come, ad esempio, liberogiornale.com o il fattoquotidaino.com etc. (ve ne sono almeno una decina sul genere e sono creature governative atte a creare il casus belli mediatico) che producono notizie false (queste sì), ma pone il dito su chi scrive su blog e portali di condivisione come Facebook o Google Plus, mettendo a repentaglio (secondo il relatore della legge) la sicurezza dello Stato in merito a fatti come quelli che noi definiamo "false flag", creando allarme, sempre secondo la Gambaro, nell'opinione pubblica. Leggiamo:

[...]

Art. 2

(Diffusione di notizie false che possono destare pubblico allarme, fuorviare settori dell'opinione pubblica o aventi ad oggetto campagne d'odio e campagne volte a minare il processo democrativo)

1. Dopo l'articolo 256 del codice penale sono inseriti i seguenti:

1) <<256-bis. Chiunque diffonde o comunica voci o notizie false, esagerate o tendenzionse, che possono destare pubblico allarme, o svolge comunque un'attività tale da recare nocumento agli interessi pubblici o da fuorviare settori dell'opinione pubblica, anche attraverso campagne con l'utlizzo di piattaforme informatiche destinate alla diffusione online, è punito con la reclusione non inferiore a dodici mesi e con l'ammmenda fino ad euro 5.000,00.
256-ter. Ai fini della tutela del singolo e della collettività, chiunque si rende responsabile, anche con l'utilizzo di piattaforme informatiche destinate alla diffusione online, di campagne d'odio contro individui o di campagne volte a minare il processo democratico, anche a fini politici, è punito con la reclusione non inferiore a due anni e con l'ammenda fino ad euro 10.000,00.

[...]

Oltremodo interessante è l'articolo 3, che invito a leggere.

Leggi la legge qui: http://media2.corriere.it/corriere/pdf/2017/AS-2688-Gambaro.pdf

Chi, secondo voi, è l'obiettivo di questa nuova legge liberticida creata su misura?
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