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Registratore di cassa semplice
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il tuo negozio fisico sopravvive se usa bene il digitale

La minaccia per i tradizionali operatori del commercio è reale: nonostante un'economia in crescita, le chiusure dei negozi negli Usa proseguono.

I dati di Fung Global Retail & Technology mostrano che 6.121 negozi hanno chiuso negli Stati Uniti nel 2017, con un incremento del 203% rispetto all'anno precedente. Dati parzialmente compensati dalle aperture in aumento del 54% rispetto all'anno precedente (3.470).

La situazione è anche peggiore in Italia dove la lunga crisi ha colpito duro il comparto del commercio al dettaglio e portato alla chiusura un negozio su dieci.

Si tratta di oltre 90.000 imprese del commercio che hanno cessato o cambiato il perimetro dell’attività. Colpa della crisi e, come succede soprattutto negli Usa, della crescita delle vendite online. Per questo la vendita al dettaglio deve elaborare delle strategie per contrastare le nuove tendenze di consumo.





Le 5 cose che puoi attuare affinché decolli il tuo negozio
1 Massimizzare la portata dei dati raccolti. Fare sì che i consumatori entrino nei negozio dipende anche dalla capacità di sapere chi sono e raggiungerli con precisione. Questo può essere una sfida per alcuni operatori marketing considerando che, in media, il consumatore di oggi possiede più di tre dispositivi.

Iniziare facendo in modo che i profili anonimi dei consumatori siano duraturi e stabili, il che è parte integrante per conoscere i tuoi consumatori nel tempo.

I dispositivi possono quindi essere abbinati ai profili appropriati in modo da essere in grado di comunicare con fiducia ai consumatori sul dispositivo giusto quando arriva il momento.

2 Rendere il contenuto rilevante. Non è sufficiente raggiungere i consumatori con un messaggio sul dispositivo. Il contenuto deve essere pertinente per ogni singolo individuo.

Gli studi continuano a dimostrare che i consumatori vogliono che gli annunci siano importanti per loro; come testimonia uno studio del 2017 di Epsilon il quale ha rilevato che l' 80% degli intervistati è più propenso a fare un acquisto quando i marchi offrono esperienze personalizzate.

Il riferimento si estende non solo ai messaggi che mostriamo al consumatore, ma anche ai canali in cui vengono raggiunti. Ad esempio, puoi raggiungere i clienti fidelizzati con una pubblicità online più personalizzata; poiché si tratta di consumatori conosciuti, creare offerte personalizzate è più facile da realizzare e l'approccio può tradursi in un rendimento significativamente maggiore sulla spesa pubblicitaria.

Quando si capiscono le abitudini di acquisto di un consumatore è possibile costruire relazioni significative che si estendono oltre il dispositivo o canale e creare visite più interessanti nel tuo punto vendita.
continua su...
https://www.registratoredicassasemplice.it/?p=322&preview=true
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01/10/18
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Ti presento l’uomo che ha bruciato 5.000 euro in Un registratore di cassa!
Ecco come bruciare i soldi con i sistemi per il punto vendita!

Diciamoci la verità senza girarci troppo intorno, per te il registratore di cassa è l’ultimo dei pensieri in assoluto.
Non è forse così?
Il tuo interesse per loro è pari all’emozione che ti suscita stare davanti ad un semaforo rosso aspettando che diventi verde.
Nulla, nada, nothing!
Lo so, non posso certo darti torto.

Per non parlare delle scocciature che vengono dall’assistenza tecnica sulla verificazione periodica, manutenzione ecc.
Ogni volta che c’è da sostituire il giornale di fondo elettronico al misuratore fiscale infatti arrivano di quelle “bordate” da pagare che francamente ne faremmo tutti a meno, soprattutto se poi si parla di scontrini buttati nel cestino!
Visto che siamo sulla stessa lunghezza d’onda, ti vorrei raccontare di Agata, diventata una dei nostri migliori clienti, responsabile del punto vendita di una pasticceria del coneglianese.
Considera che tutti i mesi loro pagavano 50€ circa di contratto per l’assistenza tecnica, che tradotto in euro significava circa 500 euro l’anno!
A questa cifra bisognava aggiungere soldi annuali di carta termica omologata per il registratore di cassa, per un totale di € 1.000 spesi in scontrini.
Perché dico “acquistavano”?
Perché oggi non spendono più quelle cifre, pur mantenendo lo stesso regime di lavoro!

continua la lettura su http://www.registratoredicassasemplice.it/category/blog/
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SCOPRI IL PRIMO SEGRETO PER RENDERTI LIBERO

“CHE BASTARDI”
“Ma la Finanza non ha di meglio da fare”
“Ma dove siamo arrivati”
“Vergogna”
Eccetera Eccetera.

Questi e molti altri i commenti legati alla notizia della parrucchiera multata perché:

si fa la piega nel suo negozio Non si è emessa lo scontrino: maximulta

Il caso della titolare visitata dalle Fiamme Gialle «Hanno aspettato la dipendente e chiesto a lei la fattura». Ma le regole parlano chiaro

La titolare di un salone, è stata sanzionata dalla Guardia di finanza, per la violazione della normativa sull’autoconsumo, articolo 3 del Dpr 633/72; ora, si aspetta una multa da 500 euro; «nel verbale - racconta – mi è stato contestato di non essermi auto-emessa la fattura per l’acconciatura che mi era appena stata eseguita, all’interno del mio stesso salone, da una mia dipendente, tra una cliente e l’altra; anzi: siccome si trattava appunto di un passatempo, ci abbiamo impiegato parecchio.

A mezzogiorno si è presentata la signora che era prenotata per quell’ora, abbiamo quindi interrotto la mia acconciatura, che non era neppure finita (mancavano la lacca e quant’altro); la mia dipendente, intanto, aveva terminato il suo orario e – prosegue - è uscita; io ho fatto accomodare la cliente; in quel mentre, è entrato il finanziere e mi ha chiesto se mi fossi fatta pettinare, e dov’era la fattura; il suo collega è comparso di lì a poco, riaccompagnando la mia dipendente, fermata a pochi passi dal negozio. È stata rivolta praticamente a lei l’accusa di non avere emesso la ricevuta fiscale, quando invece – precisa la titolare – la ragazza non ha neppure accesso alla cassa. Comunque – continua allibita la parrucchiera – confesso che, inizialmente, ho creduto che i finanzieri scherzassero e ridevo; invece, hanno fatto sentire me e la dipendente come se avessimo evaso chissà che cosa: ho iniziato a stare male e a piangere. Inutilmente ho invocato il buon senso, spiegando che 500 euro sono tantissimi per non avere commesso pressoché niente. Macché».

Una disavventura che vuole risparmiare ad altri: in gioco c’è l’Iva.

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15/04/17
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MA SE MI PORTO A CASA UNA CREMA O MI FACCIO FARE UN MASSAGGIO?

Prendendo spunto dalla multa data alla parrucchiera che si è presa la sanzione per essersi fatta una piega senza scontrino chiariamo un pò meglio il modo in cui devi comportarti nella situazione in cui AUTOCONSUMI qualcosa.



📝 Cosa vuol dire AUTOCONSUMARE?

Significa che usi il tuo negozio come se fossi una cliente anziché la titolare.

Il che, come hai intuito, cambia completamente la situazione fiscale.

E siccome il fisco è complicato ci sono tutta una serie di varianti da considerare nel momento in cui decidi di AUTOCONSUMARE qualcosa.

La prima mega distinzione da fare è:

📌 autoconsumo un prodotto? (tipo mi porto a casa una crema)
📌 autoconsumo un servizio? (tipo mi faccio fare un massaggio)

Perché fiscalmente cambia.

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11/04/17
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TESSERA SANITARIA – SLITTA L’INVIO DELLE SPESE SANITARIE

Ti comunichiamo che con il provvedimento n. 17731/2017 l’Agenzia delle Entrate ti concede più tempo per inviare le informazioni sulle spese sanitarie dei tuoi clienti. Il termine era
fissato al 31 gennaio ma slitta al 9 febbraio 2017.
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Il segreto dell’apprendimento nascosto in un solarium a gettoni

A furia di dire che la formazione è come l’abbronzatura stamattina mi è venuta la paranoia di essere troppo bianco (questa mancava alla mia collezione).
Così oggi - per la prima volta in vita mia - sono andato a fare una lampada.
Ho cercato un solarium su Google e sono andato nel primo che mi è capitato a portata di click.
Nel solarium non c’era personale. Funziona a gettoni.
Il personale è presente solo un paio d’ore al giorno dalle 16.00 alle 19.00.
Okay sono capitato in quello da barboni. Bene così.
All’inizio non ci capivo nulla.
C’era un sacco di roba da leggere appesa alle pareti e non capivo da dove cominciare.
“I benefici di una lampada?”
No li so già altrimenti non sarei qui.
“Quale potenza utilizzare?”
Ecco questa è un’informazione che mi può servire.
“Quanto costa la tariffa e qual è la più adatta a te?”
Ecco questa è decisamente quello che mi serve.
“Prodotti da utilizzare prima e dopo la lampada.”
Accidenti sto entrando nel tunnel degli acquisti.
8 euro per un paio di occhialini senza neanche la montatura? Really?
Okay comincia la mia missione.
Per prima cosa inserisco dei soldi nella macchinetta.
Parte un cronometro che mi fa salire l’ansia (stranamente).
Manca solo un minuto e mezzo all’inizio dell’operazione ed io sono ancora vestito con tanto di sciarpa e berretto.
Allora realizzo che mi devo spogliare nella maniera più veloce possibile.
Quando sono a metà della procedura la macchina si attiva.
Merda.
Trafelato mi precipito dentro per usufruire dei minuti restanti.
Sento aria che arriva ed un po’ di calore. Sta funzionando? Boo.
Il trattamento finisce.
Una voce automatica si congratula con me e spera che io abbia ottenuto i risultati sperati.
Mi rivesto ed esco fuori per guardarmi allo specchio visto che nessuno ha pensato di inserirne uno all’interno.
Sono più bianco di prima.
“Mmmmhhh questo trabiccolo non funziona”, penso tra me e me.
Rientro dentro per dare un’occhiata alla macchina e mentre la fisso mi appoggio.
Si muove.
Si muove?
Non l’avevo chiusa. Per forza non funzionava.
Mi confermo il solito genio - e mi do il cinque da solo - congratulandomi con me stesso.
Altro giro altra corsa.
Ma dal momento che ne ho appena fatto una - e nella parte posteriore ha funzionato perché non c’era bisogno di chiudere la macchina - mi reco al distributore per comprare una crema ed evitare di bruciarmi.
Metto i soldi nel distributore e leggo il cartello di fianco che indica i prodotti.
Il tasto 22 è quello per la crema idratante protettiva.
Lo schiaccio.
La spirale gira a vuoto e non mi da nulla in cambio.
Mi sono dimenticato di verificare che il prodotto fosse effettivamente disponibile.
Non lo era. Ovviamente.
Altri 8 euro buttati.
Bene così.
Rientro dentro deciso a fare senza (non prima di farmi appioppare gli occhialini senza montatura).
Inserisco altri 5 euro e finalmente riesco a spararmi la mia lampada per intero.
Ovviamente la nuca è bruciata. Ma va be …
Il bilancio è che per fare una lampada da 5 euro ne ho speso in totale 30.
E mi sono parzialmente bruciato.
Ma adesso so usare il solarium a gettoni. La prossima volta andrà meglio.
Qual è il punto di questa storiella all’apparenza insignificante?
Presto detto.
Tornando a casa mentre riflettevo su quanto sono coglione ed impacciato ogni volta che mi approccio a qualcosa che non conosco … mi sono reso conto che anche per la mia azienda è andata esattamente così.
La prima volta che sono incappato in queste info non sapevo da che parte cominciare, proprio come dentro il solarium.
Leggo prima questo?
Leggo prima quello?
Questa info è più importante? O questo libro va letto prima dell’altro per essere compreso al meglio?
Boo proviamo a mettere un po’ di soldi qui.
Non funziona?
Proviamo a metterli qui allora.
Ah già meglio!
Ci sono stati giorni in cui sentivo un certo bruciore (e non era la nuca purtroppo, bensì una parte del corpo dove solitamente non batte il sole) ma ho sempre pensato che andava bene così.
Provare, sperimentare, bruciarsi, sbagliare, perdere qualche soldo, recuperarli e farne molti di più.
Questa è la formula che ha funzionato per me.
Nel tempo ho cercato di prepararne una che funzioni anche per te, cercando di minimizzare la parte della bruciatura.
Non ti posso garantire che tutto funzionerà fin dal primo istante.
Ma col tempo, se ci seguirai e sarai costante nello studio e nell’applicazione, tutti i pezzi andranno al loro posto e potrai beneficiare anche tu dell’oscura arte di registratore di cassa semplice.
Nel frattempo ti regalo la guida su:
Registro dei corrispettivi IVA: come si compila e cos’è
Registri IVA: cos’è e come si esegue la compilazione del registro dei corrispettivi (anche detto libro corrispettivi)
Tu, quale commerciante al minuto e soggetto che svolge attività simili (ad esempio bar, ristoranti, pizzerie, parrucchieri…), esonerato dall’obbligo di emissione della fattura, devi annotare le operazioni effettuate in un apposito registro contabile, denominato “registro dei corrispettivi” e disciplinato dall’art. 24 del D.P.R. 633/1972.
Generalmente tale registro sostituisce quello delle fatture emesse, anche se in determinate circostanze è possibile tenerli entrambi.
Dati da annotare nel registro dei corrispettivi
In tale registro devi annotare i corrispettivi giornalieri (generalmente ricavabili dagli scontrini/ricevute fiscali rilasciate). Nell’ammontare dei corrispettivi giornalieri vanno anche compresi i corrispettivi, comprensivi di imposta, delle operazioni:
• effettuate con emissione di fattura, che deve essere comunque obbligatoriamente rilasciata se espressamente richiesta dal cliente;
• relative a immobili e beni strumentali.
Insomma, per farla breve, dalla chiusura fiscale, che emetti tutti i giorni con il tuo registratore di cassa, registri l’importo corrispondete alla voce “corrispettivo giorno” o “ totale vendite” dipende dal modello, nel tuo libro dei corrispettivi più l’importo delle fatture emesse.
Nel registro dei corrispettivi, per ciascuna tipologia di operazione effettuata, devi annotare i seguenti dati:
• gli importi delle operazioni tassabili (comprensive delle relativa iva incorporata nel corrispettivo) distinti secondo l’aliquota applicabile (4%, 5%, 10%, 22%);
• gli importi delle operazioni non imponibili;
• gli importi delle operazioni esenti iva;
• gli importi delle operazioni soggette al regime del margine;
• gli importi delle cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuati nei confronti di soggetti passivi debitori d’imposta in un altro stato UE;
Anche se non obbligatorie puoi annotare anche la data di registrazione e la descrizione dell’operazione, mentre devi obbligatoriamente annotare eventuali variazioni per correzioni ed il numero iniziale e numero finale delle fatture emesse nel giorno oltre che, se effettuate, le operazioni non rilevanti a fini iva.
Termini e modalità di compilazione del registro corrispettivi
La regola generale dettata dall’art. 24 comma 1 del D.P.R. 633/1972 stabilisce che l’annotazione nel registro dei corrispettivi devi eseguirla, con riferimento al giorno in cui le operazioni sono effettuate, entro il giorno non festivo successivo.
Ma visto che certifichi i corrispettivi mediante l’emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale puoi tuttavia, limitatamente alle operazioni per le quali sono stati rilasciati tali documenti, annotare nel registro le operazioni effettuate in ciascun mese solare anche con un’unica registrazione entro il giorno 15 del mese solare successivo.
Nel caso in cui tu emetta fattura su richiesta del cliente potrai provvedere alla registrazione della medesima secondo due modalità alternative:
• nel registro delle fatture emesse;
• nel registro dei corrispettivi, secondo le modalità che ti ho indicato prima.
A cosa serve il registro dei corrispettivi? La liquidazione dell’Iva
La tenuta del registro dei corrispettivi è preliminare all’indicazione della posizione del contribuente nei confronti dell’erario ai fini della liquidazione dell’iva, liquidazione che deve essere effettuata mensilmente o trimestralmente a seconda della tipologia di attività e dei volumi dell’impresa.
Una volta annotate le operazioni nel registro (al lordo dell’Iva) perché tu possa procedere alla liquidazione dell’imposta devi utilizzare il cosiddetto “metodo matematico”: con tale metodo, l’imponibile è determinato dividendo gli importi complessivi per i seguenti valori:
• 104, per l’aliquota del 4%;
• 110, per l’aliquota del 10%;
• 122, per l’aliquota del 22%.
Una volta determinato l’imponibile, si applica la relativa imposta.
Esempio
La società BETA, per il mese di gennaio 2016, ha realizzato un totale di corrispettivi con aliquota 22% pari ad euro 50.000.
Lo scorporo, utilizzando il metodo matematico, avviene come segue:
€ 50.000: 122 * 100 = € 40.983,61 (imponibile)
€ 40.983,61 * 22% = € 9.016,39 (imposta)
Modalità di tenuta del registro dei corrispettivi
Come per gli altri registri obbligatori a fini Iva (registro delle fatture emesse e registro degli acquisti) anche il registro dei corrispettivi è esente da imposta di bollo e non è soggetto a vidimazione iniziale.
Per la regolare tenuta è quindi necessario che tu provva alla sua numerazione progressiva su ogni pagina; il registro dei corrispettivi puoi dunque tenerlo su fogli normali da compilare sia manualmente che con un sistema di elaborazione (PC) con l’unico obbligo di numerare progressivamente le pagine a mano a mano che le utilizzi, indicando accanto al numero progressivo di ciascuna pagina anche l’anno di riferimento delle registrazioni.
Il registro va tenuto secondo le norme di un’ordinata contabilità, senza spazi in bianco, interlinee, trasporti a margine, abrasioni cancellazioni o correzioni (nel caso di correzioni devi eseguirle in maniera tale da rendere comunque leggibili le parole cancellate).
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22/12/16
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Abbiamo visto Trasmissione telematica dei corrispettivi, il primo film in realtà virtuale
Scritto, diretto e recitato non proprio in maniera eccelsa, uscirà a Gennaio on demand e probabilmente in qualche negozio. Forse è il futuro ma di certo non è il presente

La realtà virtuale è sempre più vicina.

A Treviso come a Padova e nel resto d’Italia erano state presentate le prime osservazioni. Si chiama Trasissione telematica dei corrispettivi e come puoi capire racconta la storia del tuo registratore di cassa o misuratore fiscale.

Qui a Treviso ne abbiamo visto e parlato con buon anticipo rispetto all’uscita, prevista nel non sorprendente periodo di inizio anno.
La prima cosa che impressiona è che nemmeno gli addetti ai lavori e tutto il mondo attorno sappiano cosa devono fare.
Stiamo parlando di una trasmissione telematica a 360°, ovunque ti giri, ovunque ti guardi, ci sarà l’invio telematico, sei in mezzo alla scena, in un punto deciso dal regista (che poi è dove ha piazzato il misuratore fiscale), e sei libero di comprare quello che vuoi.
Ma mettendo da parte soggetto, sceneggiatura e realizzazione, l’idea stessa di una trasmissione telematica dei corrispettivi appare ancora immatura.
Non sono quindi risolti i problemi che ha riscontrato chi abbia mai provato un qualsiasi tipo di trasmissione dati tramite le nostre linee telefoniche. Presenta evidenti difetti di realizzazione, specie nelle zone dove non arriva ne linea telefonica ne rete telefonica. Abituati come siamo a dare tutto al commercialista e compilare il registro non è proprio il massimo.
Ma allora diciamo addio a scontrini e ricevute dal 2017?
La novità per la trasmissione telematica corrispettivi in cui le Partite IVA che effettuano cessioni di beni o servizi ai privati potranno eliminare il registro dei corrispettivi.
La Commissione europea ha pubblicato le bozze del provvedimento e le specifiche tecniche.
A partire dal 1° gennaio 2017 tu che hai la Partita IVA e effettui cessioni di beni o servizi ai privati, che non sei quindi obbligato a emettere fattura (cessioni di beni e prestazioni di servizi, di cui all’articolo 22 del D.P.R. n. 633/1972) potrai optare per la trasmissione telematica corrispettivi eliminando così la tenuta tradizionale del registro dei corrispettivi.
La Commissione europea ha pubblicato le bozze del provvedimento e le specifiche tecniche che definiscono le regole per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica opzionale dei dati dei corrispettivi per te che sei un contribuente Iva.
Le indicazioni altro non sono che l’attuazione delle disposizioni contenute nell’articolo 2 D.Lgs. 127/2015, il quale prevede la facoltà, per chi come te è un soggetto Iva che effettua operazioni di cui all’articolo 22 D.P.R. 633/1972, di scegliere questo sistema a partire dal 2017.
Si tratta di un’opzione facoltativa, fatta eccezione per i soggetti IVA che vendono attraverso distributori automatici e la grossa distribuzione. In questo caso dal 2017 la comunicazione potrà avvenire in forma esclusivamente telematica.
Registratore di Cassa Telematico
Se desideri adottare la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi dovrai dotarti di un Registratore Telematico che consenta di registrare, memorizzare, elaborare, sigillare, trasmettere telematicamente i dati fiscali relativi alle operazioni effettuate.
I registratori telematici devono essere approvati dall’Agenzia delle Entrate tramite specifico procedimento, e sottoposti a verifiche (la classica verificazione periodica da parte di un laboratorio abilitato) con periodicità biennale. Il tuo misuratore fiscale sarà identificabile grazie ad uno specifico QRCODE e l’attivazione avviene ad opera di personale appositamente abilitato.
E’ inoltre consentito adattare il tuo normale Registratore di cassa a Registratore Telematico, purché sia previsto dalla casa madre; sarà proprio quest’ultima incaricata a sviluppare un’apparecchiatura idonea da collegare al tuo vecchio misuratore fiscale che consentirà l’invio telematico.
Trasmissione telematica dei corrispettivi
La trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi avviene quotidianamente.
Il Registratore Telematico, al momento della chiusura giornaliera, genererà un file, lo sigillerà e lo invierà all’Agenzia delle Entrate. Il processo si riterrà concluso con successo solo alla completata ricezione del file da parte dell’Agenzia.
Nel caso di esito negativo della trasmissione telematica dei corrispettivi sarai tenuto a effettuare nuovamente l’invio entro i 5 giorni lavorativi successivi alla prima comunicazione non andata a buon fine.
Scelta dell’opzione di trasmissione telematica e revoca
La bozza del provvedimento prevede che la scelta devi esercitarla entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello di inizio della memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi.
La scelta di passare all’invio telematico ti lega obbligatoriamente fino alla fine del quarto anno solare successivo (quindi, per cinque anni) e, se non la annulli, si estende di quinquennio in quinquennio.
Se inizi l’attività in corso d’anno potrai esercitare l’opzione sin dal primo giorno di attività e l’opzione avrà effetto già dall’anno solare in cui è esercitata.
La scelta e la revoca dell’opzione potrai effettuarla esclusivamente in modalità telematica mediante un’apposita funzionalità che sarà presente nel sito web dell’Agenzia delle Entrate. La revoca può essere esercitata entro il 31 dicembre dell’ultimo anno del quinquennio e ha effetto a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo.
Pro e Contro
L’opzione per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi segue in molti sensi la serie di norme per la semplificazione dei rapporti tra contribuenti e Agenzia delle Entrate, ma a un esame attento non sembra essere così impattante come sembra al primo sguardo.
I lati positivi secondo noi:
• Viene digitalizzata una comunicazione eliminando di fatto il registro dei corrispettivi.
• Il controllo fiscale o verificazione periodica del misuratore fiscale avviene ogni due anni.
• Forse il commercialista costerà di meno.
Le pecche:
• Essenzialmente scontrini e ricevute non spariscono, la necessità di emetterli permane.
• La comunicazione telematica introduce comunque un costo per uno specifico registratore di cassa o per l’adattamento dell’esistente.
• Scontrini e ricevute sono ancora necessarie per giustificazioni delle spese e per questioni di garanzia dei prodotti.
• La mancata o parziale o non corrispondenti al vero comunicazione dei dati telematici ti sottopone a nuove tipologie di sanzioni amministrative da € 258,00 a 2.065,00
• L’obbligo di dotarti di un contratto di ADSL con un qualsiasi operatore con i relativi costi di mantenimento del contratto
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02/11/16
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Il segreto dell’ottico per trasformare i clienti arrabbiati … in ACQUIRENTI soddisfatti – senza l’utilizzo di armi da fuoco.

Ti è mai capitato in passato di aver fatto qualcosa che ha irritato profondamente i tuoi clienti (non importa che fosse colpa tua o meno), e di non sapere come aggiustare le cose per recuperare il rapporto e non correre il rischio di perdere il cliente a cui nel tempo ti eri cosi tanto affezionato? (… si a lui ed ai suoi contanti ovviamente).

Uno dei consigli più preziosi che abbia mai sentito su come calmare i clienti arrabbiati viene direttamente da … Totò Riina!
Esatto proprio lui.

Zu Totò. Il terribile capomafia corleonese tristemente noto alle cronache negli anni 90 per aver insanguinato la splendida Sicilia in nome della sua sete di conquista.

Prima di venire accecato dal suo delirio di onnipotenza Totò ha dimostrato di essere un vero e proprio maestro della comunicazione persuasiva …

“Grazie al cazzo anche io sarei bravo a persuadere le persone con un mitra in mano …”

Già, non posso certo darti torto.

Tuttavia nella fiction che ne ripercorre per intero le gesta, dall’ascesa al declino, è presente una scena in particolare in cui il boss dimostra di saper convincere gli altri a stare dalla propria parte – anche senza l’ausilio delle armi da fuoco.

In quella scena, infatti, Totò non impugna una semiautomatica bensì … una bottiglia di vino.

(NO … la sua tecnica non consiste nell’ubriacare il suo interlocutore. Abbi pazienza che adesso te la spiego.)
 La scena è questa:

“Totò ha appena fatto eliminare Beppe di Cristina e Pippo Calderone, due dei più illustri capimafia palermitani. Prima di dare l’ordine si è consultato con la commissione rappresentante della cupola che ha espresso parere contrario. Tuttavia Zu Totò decide di agire lo stesso – come suo solito – ed ora si trova a dover giustificare il suo gesto, davanti a tutti i membri IMBUFALITI della commissione. Non proprio un branco di agnellini insomma …

Qualsiasi gesto in quella situazione potrebbe rivelarsi fatale. Ed in quel caso perdere la fiducia dei clienti equivarrebbe anche a perdere la vita. Per cui è necessario agire con la massima freddezza.
 
Cosa fa Totò per prima cosa quando entra nella sala da pranzo … dove per giunta si presenta in ritardo?

 1 – Si scusa per il ritardo. Per cui non si scusa per il gesto che è la causa principale della collera dei presenti. Ma comunque esordisce chiedendo scusa.

2 – Dopo di che comincia a versare il vino a tutti i presenti. Compie per cui un gesto di grande cortesia ed umiltà. Si mette a disposizione e comunica con quel gesto che le sue azioni sono volte al bene comune ed alla salvaguardia degli interessi di tutti i presenti.

3 – Ringrazia tutti della possibilità di passare la domenica insieme. Li ringrazia della loro compagnia. Li fa sentire importanti e considerati.
Finisce il suo breve – ma tremendamente efficace – discorso con la frase:

“Totò Riina è sempre al vostro servizio, per il bene di Cosa Nostra”
A questo punto i presenti non possono fare altro che placare i loro bollenti spiriti, scambiarsi uno sguardo di intesa come a dire: “Stu figl e buttana c’ha fottuto anche stavolta” … brindare alla salute e seppellire sotto un lauto pasto (… e anche due metri di terra) tutta questa brutta storia.

Ora prima che qualcuno si possa risentire, voglio specificare che io NON sono assolutamente un fan del personaggio in questione.

L’esempio che faccio è da intendersi a puro scopo didattico.
La lezione che c’è da imparare in questo caso è la seguente:

“E’ difficile restare arrabbiati con chi ti versa da bere”
Più in generale, è difficile restare arrabbiati con chi fa un bel gesto nei tuoi confronti. Con chi fa qualcosa di “carino” per te.

E tu che sei un ottico di successo nella tua città hai fatto un bel gesto nei confronti del tuo cliente?

Come quale? I tuoi clienti posso detrarre le spese sostenute per l’acquisto di occhiali da vista, lenti a contatto e liquidi per lenti a contatto già da 4 anni.

Si lo so che non spetta a te saperlo, sono i clienti che dovrebbero essere informati.

Ma se tu li informassi saresti un passo avanti rispetto a chi non lo fa, e i tuoi frequentatori potrebbero così detrarre le spese.

Ma a condizione che tu imposti, inoltre, lo scontrino o la fattura in modo corretto.

Infatti per i prodotti venduti dagli ottici come te (ad esempio: occhiali da vista, lenti a contatto e liquidi per lenti a contatto) è sufficiente integrare lo scontrino fiscale/fattura con la dicitura “Prodotto con marcatura CE” e con l’indicazione del tuo numero di iscrizione al Ministero della Salute.

in più resta l’onere a tuo carico di allegare, alla consegna dell’occhiale da vista, la dichiarazione di conformità. 

e se lo scontrino non ha la dicitura corretta?

Se non hai ancora aggiornato lo scontrino fiscale, come provvedimento temporaneo era, dico era perché la norma risale al 2012!, possibile utilizzare un’autocertificazione per la vendita di liquidi per lenti a contatto e lenti a contatto, mentre per la vendita di occhiali da vista (su misura) vale la dichiarazione di conformità.

Inoltre preciso che l’acquirente, per l’acquisto dei dispositivi medici, ha diritto alla detrazione prevista per legge, qualora:

• dallo scontrino o dalla fattura che emetti risulti il soggetto che sostiene la spesa e la descrizione del dispositivo medico;

• è in grado di comprovare per ciascuna tipologia di prodotto per il quale si chiede la detrazione che la spesa sia stata sostenuta per dispositivi medici contrassegnati dalla marcatura CE, che ne attesti la conformità alle direttive europee 93/42/CEE, 90/385/CEE e 98/79/CE. Per i dispositivi medici compresi nell’elenco allegato alla circolare n. 20/E di Federottica, del 13 maggio 2011, i cosiddetti dispositivi medici di uso comune, è sufficiente conservare per ciascuna tipologia di prodotto (ad es. lenti a contatto e liquidi per lenti a contatto) la sola documentazione che indichi la marcatura CE (confezione del prodotto o cosiddetto “bugiardino”).
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2016-10-09
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12 domande sui temi fiscali che ti sei sempre posto e 12 risposte che nessuno ha mai avuto il coraggio di darti.

Nell’articolo di oggi andrò a rispondere ad alcune domande dei clienti che durante le settimane si sono affacciati alle porte del Registratore di cassa semplice.

Dal momento che si tratta di argomenti sui quali vengo interrogato spesso, ho deciso di mettere le risposte a disposizione di tutti (ampliate ed argomentate) con la speranza di chiarire una volta per tutte tali dubbi.

Dunque cominciamo subito con la prima domanda.

“Esimio Dottore c’è una cosa che non mi è chiara … c’è la possibilità di registrare nel misuratore fiscale gli importi delle operazioni non soggette all’obbligo di documentazione del corrispettivo come ad esempio, vendita tabacchi, libri, giornali, etc. effettuate assieme ad operazioni soggette a tale obbligo … Lei cosa farebbe al posto mio?”

Ecco la mia risposta!

Allora Massimo, innanzitutto, devi per prima cosa farti programmare dal tecnico addetto, oppure se sei sufficientemente bravo te lo puoi fare tu, un reparto nel registratore di cassa con iva esente che ha una dicitura adeguata (ad esempio tabacchi), con il quale può emettere un solo scontrino fiscale contente tutti i beni che il tuo cliente sta acquistando.

Così facendo, le operazioni vengono salvate nella memoria del misuratore fiscale, e il totale giornaliero degli importi non sottoposti all’obbligo di emissione dello scontrino viene evidenziato separatamente nella chiusura giornaliera che effettui tutte le sere.

Bada bene però che quest’ultima deve riportare i dati chiamati non fiscali, i quali, ti danno la possibilità di registrare nel registro dei corrispettivi i vari incassi suddivisi per aliquota iva.

Via con la prossima domanda!

“Ciao Matteo, ti seguo sempre e sono curioso di sapere una cosa in particolare. Per le operazioni effettuate tramite carte prepagate o carte-regalo, rilasciate direttamente da un esercente come me ai propri clienti, utilizzabili per l’acquisto di beni e/o servizi presso il mio negozio, c’è la possibilità di ottenere che l’operazione di ricarica non rappresenti un corrispettivo soggetto ad Iva e che, conseguentemente, l’obbligo di emissione dello scontrino sia valido al momento successivo di esecuzione delle singole cessioni di beni/prestazioni di servizi.”

Bella domanda Paola!

I versamenti effettuati per la “carica/ricarica” della carta prepagata non assumono la natura di corrispettivo soggetto ad Iva, solo nell’ipotesi in cui i beni e i servizi per i quali è effettuato il pagamento non siano conosciuti e specificatamente individuati al momento del versamento.

Solo in tali ipotesi, pertanto, le somme versate per caricare/ricaricare la carta prepagata rappresentano semplici cessioni di denaro escluse da Iva e non sono soggette all’obbligo di emissione dello scontrino come descritto nell’articolo 2, terzo comma, lettera a) del D.P.R. 633 DEL 1972.

Mentre, per quanto riguarda le modalità di emissione dello scontrino degli importi relativi alla carica/ricarica della carta, puoi procedere come indicato nella precedente risposta.

Avanti con la terza domanda!

“Ehy Matteo potresti chiarirmi un punto riguardo lo scontrino cosiddetto di “mezzanotte”? Non ho ben capito se è possibile per le operazioni effettuate,oltre la mezzanotte, come da alcuni esercizi commerciali, esempio bar, ristoranti, non attività di spettacolo o intrattenimento, o  attività in più turni, la possibilità di posticipare l’obbligo dell’emissione dello scontrino di chiusura giornaliera al momento dell’effettiva chiusura. Mi puoi aiutare?”

Allora Giovanni, partiamo dalle disposizioni dell’articolo 1, comma 4 del DPR n.544 del 1999, dettate per gli esercenti attività di intrattenimento e spettacolo, che permette all’esercente di emettere lo scontrino di chiusura giornaliera al termine dell’effettivo svolgimento dell’attività, con riferimento alla data di inizio dell’evento, quindi anche dopo la mezzanotte, e lo estendiamo, come riferito dall’agenzia delle entrate,  anche a te che hai un esercizio commerciale che svolge l’attività anche oltre le ore 24.

Vai con la quarta domanda.

“Matteo  una curiosità … è possibile l’esonero dall’emissione dello scontrino di chiusura fiscale quando  il misuratore fiscale, durante le giornate in cui l’attività è stata svolta, non sia stato utilizzato per mancanza di transazioni e, quindi, di assenza di corrispettivo?”

Questa è facile Luisa,
Lo scontrino di chiusura giornaliera deve essere sempre emesso, anche ad importo zero, qualora non ci siano stati corrispettivi incassati. La possibilità di non eseguire l’azzeramento giornaliero viene concesso solo nelle giornate in cui l’attività non è stata esercitata.

Domanda successiva.

“ Buon giorno, sono un ambulante e vorrei capire le modalità di registrazione delle operazioni di commercio svolte su aree pubbliche, a fronte dell’obbligo di indicare sullo scontrino il numero di iscrizione al soppresso Registro Esercenti il Commercio (REC)”

Carissimo Luca, Ritengo che il riferimento al numero di iscrizione al REC, soppresso ormai nel lontano 2006 vada ora inteso con riferimento al numero di iscrizione al registro delle imprese (RI).

Quinta domanda.

“Ciao, per le operazioni fatte dai commercianti che, come me,  saltuariamente partecipano a mostre e fiere itineranti di breve durata, c’è la possibilità di indicare nello scontrino il riferimento alla sola sede fissa, evidenziando, solo nel libretto di dotazione, la data di inizio e fina manifestazione?”

Ciao, certamente,  lo scontrino fiscale che emetti durante fiere o manifestazioni itineranti occasionali e di breve durata può recare, come luogo di ubicazione dell’esercizio, l’indicazione della sola sede fissa, purché nel libretto di dotazione specifichi di volta in volta, la data di inizio e fine manifestazione e il luogo in cui il misuratore fiscale è utilizzato.

Settima domanda.

“ Ciao Matteo, ai fini fiscali, i termini di conservazione del dispositivo giornale di fondo elettroni (DGFE), sono quelli fissati per le scritture contabili con rilevanza fiscale oppure viene applicato il periodo biennale previsto per il DGF cartaceo? Inoltre, se utilizzo occasionalmente il registratore di cassa, è possibile conservare solamente la stampa del contenuto del dispositivo DGFE anziché il congegno stesso?Grazie della tua risposta”

Carissimo Samantha, la problematica che tu evidenzi ha inizio dal fatto che l’articolo 16-bis del DM 30 marzo 1992, non stabilisce un obbligo temporale specifico di conservazione del DGFE, né indica quali comportamenti siano necessari nel caso di guati o esaurimento.
Analizzando tutte le normative e leggi in vigore possiamo ritenere che tu possa conservare solamente per due anni il dispositivo giornale di fondo.

Nelle ipotesi in cui tu utilizzi il registratore di cassa solo per brevi periodi (per esempio nel caso di noleggio, sostituzione temporanea o altro) e per sollevarti dall’onere di acquistare la memoria fiscale, è possibile, in alternativa alla conservazione del dispositivo giornale di fondo elettronico, la stampa su carta dei dati memorizzati, con l’obbligo di conservazione di tali dati per il biennio successivo come stabilito dalla disciplina fiscale.

Ti ricordo inoltre, che questa soluzione non è applicabile, per esempio, per il noleggio di misuratori fiscali per attività stagionali.

Prossima domanda

“Salve, in caso di trasferimenti a terzi del misuratore fiscale o nell’ipotesi di defiscalizzazione dello stesso le operazioni da svolgere devono essere effettuate da un tecnico abilitato o posso farle da solo?”

Ciao omonimo, nelle varie normative in vigore vengono specificate le operazioni da effettuare come la conservazione del libretto per chi cessa l’attività o trasferisce la stessa a terzi, nonché l’obbligo di stampa del contenuto della memori fiscale relativa alle operazioni effettuate, senza però precisare se tutte queste procedure puoi effettuarle tu oppure deve intervenire un tecnico abilitato.

A tale proposito però, considerando la circostanza che, a seguito del trasferimento si determina una chiusura della funzione fiscale del registratore di cassa, sono dell’avviso che si rende applicabile le diposizioni dettate da un articolo del Decreto che tocca il tema della defiscalizzazione degli apparecchi misuratori fiscale, secondo cui la stampa dei dati contenuti nella memoria degli stessi deve essere effettuata da un tecnico abilitato.

Quesito numero dieci

“ Sto variando la ragione sociale della mia azienda o comunque in casi analoghi a variazione di ubicazione, partita iva o altro che possa interessare la variazione dei dati di intestazione dello scontrino entro quando deve essere fatta la variazione sul misuratore fiscale?”

Carissimo amico, l’adeguamento dei dati di intestazione dello scontrino fiscale de, da non dimenticare, del relativo libretto di dotazione del registratore devi farlo eseguire il prima possibile e, comunque, entro il termine per l’effettuazione della prima liquidazione IVA, successiva alla variazione.

Penultima domanda.

“Poco tempo fa ho fatto eseguire sul mio misuratore fiscale l’annuale visita fiscale, pochi giorni dopo però la macchina si è rotta, con la conseguenza che ho dovuto chiamare il centro assistenza. Eseguita la riparazione mi fanno pervenire la fattura dell’intervento e scopro che oltre al costo orario del tecnico abilitato e al pezzo sostituito mi è stato addebitato nuovamente la verificazione periodica. Ora io vorrei capire se era proprio necessario rifare la procedura di controllo oppure no”

Assolutamente non sei stato truffato, anzi il tecnico abilitato ha eseguito il suo intervento secondo le norme in vigore.

I misuratori fiscali, infatti, privi per qualsiasi motivo di sigillo fiscale, anche se dotati di targhetta di verificazione periodica con i termini di validità non ancora scaduti, sono sottoposti ad una nuova verificazione periodica.

Ne consegue che si deve procedere a una nuova verificazione anche nel caso in cui la rimozione del sigillo avvenga per conto di un tecnico (quindi senza intenti fraudolenti).
 
Ultima domanda

“ Salve Matteo, è possibile eseguire la conservazione delle ricevute fiscali e/o delle fatture emesse con il misuratore fiscale attraverso  di dispositivo giornale di fondo elettronico (DGFE) di cui è dotato?”

Carissimo Daniele, la conservazione delle ricevute e/o fatture, emesse con il misuratore fiscale,  è possibile attraverso il supporto informatico costituito dal dispositivo giornale di fondo elettronico (DGFE), purchè rispetti tutti i requisiti previsti.

Okay il tempo delle domande è giunto alla fine e l’ambulatorio è ormai vuoto.

Tempo di saluti. Anche per oggi è tutto.
 
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2016-10-05
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