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Un riferimento per chi ama il vino e la sua cultura
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Con il nome Malvasia vengono indicati molti vitigni, molti dei quali di antica origine Greca e geograficamente distribuiti un po’ in tutta Italia. Sebbene di origini diverse, le Malvasie condividono alcune caratteristiche di base: infatti presentano tutte, anche se con diversi gradi di intensità, una fragranza piccante di muschio e di albicocca e residui zuccherini piuttosto alti. Queste caratteristiche rendono i vitigni del gruppo delle Malvasie particolarmente adatti alla produzione di spumanti e di passiti.

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Il Verduzzo Friulano è presente sia in versione secca che amabile e dolce, fermo e spumantizzato. Il suo utilizzo più comune è comunque nella produzione di vini dolci, passiti o spumantizzati, in quanto le sue caratteristiche intrinseche di acidità vanno ad equilibrare la dolcezza dei suoi succhi e rendono il vitigno adatto all’appassimento e alla vendemmia tardiva. Il Verduzzo si presta anche all’affinamento in legno e molte versioni passite di questo vino vengono arricchite da note terziarie speziate che vanno ad aggiungersi ai sentori fruttati tipici dei passiti.

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Lo Zibibbo viene utilizzato per lo più per la produzione di vini passiti. Il Moscato di Pantelleria è disponibile sia nella versione dolce che nella versione liquoroso, ma anche fermo, spumante e frizzante. Di seguito degustazione e abbinamenti per lo Zibibbo in versione passita, di gran lunga la più importante. Le caratteristiche delle altre tipologie sono assimilabili a quelle del Moscato bianco.

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Chardonnay e Sauvignon sono le tipologie per le quali la Nuova Zelanda si è distinta a livello internazionale. Gli Sauvignon della Nuova Zelanda presentano caratteristiche uniche e straordinarie, da far quasi pensare che sia questa la terra d’elezione ideale per questo vitigno. Una delle prime uve ad essere coltivata in Nuova Zelanda è stata il Müller-Thurgau, scelta per la somiglianza dei climi fra i due paesi, seguita dal Pinot Nero.

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La Passerina è un vino che nelle sue varie declinazioni presenta tutte le possibili sfaccettature caratteristiche dei vini bianchi del centro Italia. Sia fermo che spumantizzato, secco, amabile o dolce, esprime tutti i profumi, la freschezza e la struttura del vitigno di base. La Passerina è un vino che nelle sue diverse tipologie consente un’ampia gamma di abbinamenti, dagli aperitivi e antipasti, alle portate, ai dolci e ai formaggi.

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L’Orvieto bianco è presente nelle tipologie base, classico, classico superiore, vendemmia tardiva e muffa nobile. La versione classico superiore è più complessa e strutturata rispetto alla versione base. La vendemmia tardiva (vino da uve stramature) presenta già le note di frutta in confettura e miele caratteristiche dei passiti, mentre la versione “muffa nobile” ossia attaccata da botrytis cinerea ha dato vita alla famiglia dei vini “Muffati Orvietani“.

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L’Australia è l’ottavo produttore del vino al mondo, con più di 149.000 ettari vitati e 13 milioni di ettolitri di vino prodotto. Il consumo pro capite di vino è sui 20 litri annui, pochi rispetto ai livelli Europei, ma di assoluto rilievo per un paese di recente sviluppo a livello enologico. L’Australia produce più vino di quanto ne consumi e l’export verso i mercati più ricettivi, come gli Stati Uniti d’America, è vicino al livello dei produttori Europei come l’Italia e la Francia.

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I vini che si ottengono dal Manzoni bianco sono freschi e sapidi, dotati di una buona componente aromatica derivata dal Riesling renano. La buona capacità del vitigno a produrre zuccheri lo rende capace di dare vini di struttura e alcolicità a volte ragguardevole. Vino fresco e piacevole, da bersi giovane, adatto ad aperitivi e piatti di pesce, trova anche delle interpretazioni che ne esaltano la capacità di produrre struttura ed intensità sia minerale che alcolica.

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La produzione vinicola Cilena è basata soprattutto sui vitigni internazionali. Le aree viticole si trovano per la maggior parte nelle valli, che si estendono dalla Valparaiso fino a Bío-Bío. Grazie all’Oceano Pacifico da un lato e alla catena delle Ande dall’altro, il clima del Cile è piuttosto mite. Le temperature raramente salgono al di sopra dei 32 gradi e le notti estive sono fresche. Le uve a bacca bianca prevalentemente coltivate in Cile sono lo Chardonnay, il Sauvignon e la Sauvignonnasse, mentre le uve a bacca rossa includono il Cabernet Sauvignon, il Carmenère, il Merlot e il Pais, la prima uva ad essere coltivata in Cile e usata soprattutto per la produzione di vini da tavola.

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La viticoltura nel sud degli Stati Uniti era già scarsa e basata soprattutto su ibridi autoctoni, quando ricevette il colpo mortale con il proibizionismo agli inizi del ‘900. Oggi la coltivazione della vite inizia a risorgere, guidata in primo luogo dallo stato della Virginia, mentre in Georgia e nel Maryland si stanno facendo notevoli progressi. A sud la viticoltura si è diffusa praticamente solo in alcune zone del Texas e del New Mexico, soprattutto a partire dagli anni ’70.
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