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Dr.ssa Patrizia Gorini - Psicologo e Psicoterapeuta - Reggio Emilia
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Bel libro scritto da Aldo Cazzullo edito nel 2016, parla in modo positivo della figura femminile, attraversa vari secoli e posa lo sguardo sull’oggi pensando al futuro. Espone una carrellata storica di donne più o meno note e finisce coi racconti di…
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Così scrive Mymovies a proposito di questo film: “Howard è il manager di maggior successo di una grande azienda. Colpito dalla tragedia della morte della figlia di 6 anni, non riesce a tornare a vivere. I suoi tre migliori amici e colleghi di lunga data…
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Secondo le statistiche, il sessanta % dei terroristi tedeschi degli anni ’80 proveniva da famiglie di pastori protestanti.
A. Miller scrive:” Il lato tragico della situazione sta nel fatto che quei genitori hanno nutrito senza dubbio le migliori intenzioni verso i loro figli. Sin dal principio essi volevano che quei bambini diventassero buoni, comprensivi, bravi, affettuosi, modesti, che pensassero agli altri, non fossero egoisti ma controllati e riconoscenti, non fossero ostinati, testardi o dispettosi e soprattutto diventassero molto pii. Con ogni mezzo vollero inculcare quei valori nei loro figli e quando non ci riuscirono in altro modo, dovettero ricorrere anche alla violenza per raggiungere quei buoni obiettivi educativi. Se poi quei bambini, una volta diventati adulti, compirono atti di violenza, non fecero altro che dare espressione al tempo stesso al lato non vissuto della loro infanzia e a quello nascosto, non vissuto e represso dei loro genitori, noto soltanto al loro figlio.”
Sostanzialmente è una catena, sono comportamenti a cascata che tenderanno a ripetersi finché non si spezza questa catena, finché non portiamo alla luce ciò e gli diamo possibilità di espressione, di elaborazione.
Il meccanismo o, meglio, i meccanismi che vengono coinvolti sono quelli della scissione e della proiezione.
Si scindono le parti di noi che non ci piacciono o che ci hanno inculcato che sono da correggere se non da eliminare e le proiettiamo su altri, su altri individui.
Scrive ancora A. Miller: “L’educazione a una durezza insensata costringe a soffocare “senza pietà” nel Sé ogni forma di debolezza (inclusi emotività, lacrime, compassione, capacità di immedesimarsi in se stessi e negli altri, sentimenti di impotenza, di paura e disperazione).
Per facilitare tale lotta da condursi nel proprio intimo contro questi impulsi umani, ai cittadini del Terzo Reich venne offerto un oggetto da considerare carico di tutte le qualità aborrite (perché proibite nell’infanzia e dunque pericolose): il popolo ebraico. Un cosiddetto “ariano” poteva sentirsi puro, gagliardo, duro, limpido, buono, privo di ambivalenze e moralmente a posto, libero dagli impulsi emotivi “cattivi” perché deboli e incontrollati, a patto che tutte le intime paure che lo tormentavano sin dai tempi dell’infanzia dovessero e potessero essere ascritte agli ebrei e in loro tornassero inesorabilmente ad essere sempre da capo combattute in modo collettivo. “
Lo trovo attuale, ancora attuale sia pensando alle relazioni personali che, in macro, ai massimi sistemi, al terrorismo internazionale, alle guerre di religione o al convivere con altre etnie, altre culture, altre religioni.
“Perciò non ci si deve meravigliare che esistano guerre religiose, sebbene questo dovrebbe essere una contraddizione in termini.
Il vero perdono non passa sopra all’ira, ma passa “attraverso” di essa.
Solo quando sono in grado di indignarmi per un’ingiustizia che mi è stata fatta, quando riconosco la persecuzione in quanto tale e riesco a riconoscere e a odiare il mio persecutore, solo allora mi si apre la via al perdono."

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Mi allontano un po’ da tutto quello che viene scritto detto, spesso urlato, spinto, pompato, caricato sull’essere persone eccezionali ovvero quella parte del mondo che spinge per essere sempre all’apice, straordinari in tutto e persone di successo. Accade…
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Sì, a volte gli adolescenti possono essere stressati, possono sentirsi a disagio, è un momento importante di cambiamenti, si perdono le certezze acquisite nell’infanzie ed inizia un confronto con nuove regole, un corpo che cambia e con richieste da parte…
Stress in adolescenza?
Stress in adolescenza?
patriziagorini.wordpress.com
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Papà, mamma e un bambino. La famiglia formato a tre è una realtà sempre più definita nel nostro Paese. Come conferma il rapporto Istat 2014 secondo il quale crescono le coppie senza bambini e i figli unici sono più del 46 per cento delle famiglie italiane…
Figlio unico: 7 miti da sfatare
Figlio unico: 7 miti da sfatare
patriziagorini.wordpress.com
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Gianfranco Zavalloni è stato un maestro elementare per 16 anni e poi dirigente scolastico. Faceva anche il burattinaio per passione. Era un ecologista ed un illustratore. Ha dedicato gran parte della sua vita al mondo della scuola e dei bambini. Pensando…
I 10 diritti naturali dei bambini
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patriziagorini.wordpress.com
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Secondo le statistiche, il sessanta % dei terroristi tedeschi degli anni ’80 proveniva da famiglie di pastori protestanti. A. Miller scrive:” Il lato tragico della situazione sta nel fatto che quei genitori hanno nutrito senza dubbio le migliori…
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La psicoanalista  mantiene un atteggiamento antipedagogista, è contro ogni tipo di educazione anche quella antiautoritaria in quanto schema creato da adulti non del tutto imparziale ed a favore dei bambini.. Secondo lei le varie pedagogie mirano a…
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Secondo le statistiche, il sessanta % dei terroristi tedeschi degli anni ’80 proveniva da famiglie di pastori protestanti.
A. Miller scrive:” Il lato tragico della situazione sta nel fatto che quei genitori hanno nutrito senza dubbio le migliori intenzioni verso i loro figli. Sin dal principio essi volevano che quei bambini diventassero buoni, comprensivi, bravi, affettuosi, modesti, che pensassero agli altri, non fossero egoisti ma controllati e riconoscenti, non fossero ostinati, testardi o dispettosi e soprattutto diventassero molto pii. Con ogni mezzo vollero inculcare quei valori nei loro figli e quando non ci riuscirono in altro modo, dovettero ricorrere anche alla violenza per raggiungere quei buoni obiettivi educativi. Se poi quei bambini, una volta diventati adulti, compirono atti di violenza, non fecero altro che dare espressione al tempo stesso al lato non vissuto della loro infanzia e a quello nascosto, non vissuto e represso dei loro genitori, noto soltanto al loro figlio.”
Sostanzialmente è una catena, sono comportamenti a cascata che tenderanno a ripetersi finché non si spezza questa catena, finché non portiamo alla luce ciò e gli diamo possibilità di espressione, di elaborazione.
Il meccanismo o, meglio, i meccanismi che vengono coinvolti sono quelli della scissione e della proiezione.
Si scindono le parti di noi che non ci piacciono o che ci hanno inculcato che sono da correggere se non da eliminare e le proiettiamo su altri, su altri individui.
Scrive ancora A. Miller: “L’educazione a una durezza insensata costringe a soffocare “senza pietà” nel Sé ogni forma di debolezza (inclusi emotività, lacrime, compassione, capacità di immedesimarsi in se stessi e negli altri, sentimenti di impotenza, di paura e disperazione).
Per facilitare tale lotta da condursi nel proprio intimo contro questi impulsi umani, ai cittadini del Terzo Reich venne offerto un oggetto da considerare carico di tutte le qualità aborrite (perché proibite nell’infanzia e dunque pericolose): il popolo ebraico. Un cosiddetto “ariano” poteva sentirsi puro, gagliardo, duro, limpido, buono, privo di ambivalenze e moralmente a posto, libero dagli impulsi emotivi “cattivi” perché deboli e incontrollati, a patto che tutte le intime paure che lo tormentavano sin dai tempi dell’infanzia dovessero e potessero essere ascritte agli ebrei e in loro tornassero inesorabilmente ad essere sempre da capo combattute in modo collettivo. “
Lo trovo attuale, ancora attuale sia pensando alle relazioni personali che, in macro, ai massimi sistemi, al terrorismo internazionale, alle guerre di religione o al convivere con altre etnie, altre culture, altre religioni.
“Perciò non ci si deve meravigliare che esistano guerre religiose, sebbene questo dovrebbe essere una contraddizione in termini.
Il vero perdono non passa sopra all’ira, ma passa “attraverso” di essa.
Solo quando sono in grado di indignarmi per un’ingiustizia che mi è stata fatta, quando riconosco la persecuzione in quanto tale e riesco a riconoscere e a odiare il mio persecutore, solo allora mi si apre la via al perdono."

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