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Penny Lane
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Arrival è un fantascientifico sui generis, per chi è abituato ai classici del genere, tutti effetti speciali e battaglie. Piuttosto il film si inserisce in un filone che negli ultimi anni va crescendo sempre di più, che abbiamo visto ad esempio con Interstellar, o con The Martian: quello cioè che, pur con ovvi voli fantastici (quindi vi prego sostenitori del puro vero, back off), si addentra davvero nella meraviglia della scienza.

E in questo caso la scienza meravigliosa che ci viene mostrata, e che viene piegata a intenti fantascientifici, è la linguistica. E non la linguistica delle vocali aperte e delle vocali chiuse, dei dialetti e delle varietà regionali, ma quella più interdisciplinare della linguistica teorica, che studia i meccanismi che stanno alla base della capacità del nostro cervello di capire e produrre il linguaggio.

Può la lingua condizionare il nostro modo di pensare, di categorizzare la realtà? Fior fior di studiosi lo hanno dimostrato, ma fino a che punto è possibile piegare questa teoria? Quanto è bella la visionarietà alla base del film di Denis Villeneuve?
(Mi sono dilungata un pochetto, ma scusatemi, la linguistica mi manda in brodo di giuggiole)

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Arrival è un fantascientifico sui generis, per chi è abituato ai classici del genere, tutti effetti speciali e battaglie. Piuttosto il film si inserisce in un filone che negli ultimi anni va crescendo sempre di più, che abbiamo visto ad esempio con Interstellar, o con The Martian: quello cioè che, pur con ovvi voli fantastici (quindi vi prego sostenitori del puro vero, back off), si addentra davvero nella meraviglia della scienza.

E in questo caso la scienza meravigliosa che ci viene mostrata, e che viene piegata a intenti fantascientifici, è la linguistica. E non la linguistica delle vocali aperte e delle vocali chiuse, dei dialetti e delle varietà regionali, ma quella più interdisciplinare della linguistica teorica, che studia i meccanismi che stanno alla base della capacità del nostro cervello di capire e produrre il linguaggio.

Può la lingua condizionare il nostro modo di pensare, di categorizzare la realtà? Fior fior di studiosi lo hanno dimostrato, ma fino a che punto è possibile piegare questa teoria? Quanto è bella la visionarietà alla base del film di Denis Villeneuve?
(Mi sono dilungata un pochetto, ma scusatemi, la linguistica mi manda in brodo di giuggiole)
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Oggi sul blog parliamo dell'ultima graphic novel che mi è capitato di leggere: L'approdo del premio Oscar Shaun Tan, Tunué.
Più che una graphic novel sarebbe meglio definirlo un libro illustrato, perché immediatamente una caratteristica lo pervade: l'assenza di parole. E così il lettore si lascia trasportare dalla potenza immaginifica delle immagini, come di fronte ad un film muto da comprendere o da un vecchio album di fotografie la cui storia è tutta da ricostruire.
Date un'occhiata, è stata una delle migliori scoperte dell'anno appena concluso.

http://whenwetalkaboutbooks.blogspot.it/2017/01/recensione-lapprodo-di-shaun-tan.html

Graphic novels #9 L'approdo di Shaun Tan
Graphic novels #9 L'approdo di Shaun Tan
whenwetalkaboutbooks.blogspot.it
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Stanotte si è svolta la serata dei Golden Globes, che ha premiato le migliori serie tv dell'anno appena concluso ( The Crown <3 <3 <3 ). Ma volendo fare un piccolo passo indietro, ecco che vi consiglio Guerra e Pace, miniserie della BBC uscita nel 2015!

La casa di produzione britannica è ben nota per le sue trasposizioni televisive di grandi classici della letteratura (si pensi a Dickens, soprattutto), e la delicatezza, nonché il rispetto con cui vengono trattati i libri è particolarmente evidente, anche in questo caso, in cui misurarsi con un autore "larger than life" quale Tolstoj è impresa niente affatto semplice.
Buona lettura e buona visione!
Oltre le pagine #10 Guerra e Pace, miniserie BBC
Oltre le pagine #10 Guerra e Pace, miniserie BBC
whenwetalkaboutbooks.blogspot.it
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Tutte le cose belle prima o poi hanno fine, e così anche il nostro Speciale Natale. Oltre ogni previsione mi sono divertita davvero moltissimo, ho scoperto io stessa moltissimi nuovi libri, e soprattutto ho adorato ogni singolo commento o riscontro ricevuto dai lettori del blog! Davvero, grazie mille.

L'ultimo appuntamento dell'anno sarà dedicato al meglio del mio 2016. Come noterete sono stati 12 mesi abbastanza scarni dal punto di vista delle letture d'annata. Al contrario posso dire che questo, per me è stato l'anno dei classici e degli intramontabili.

Alla fine la rosa (per pura fortuna) si è ristretta a 10 titoli: di alcuni vi ho già parlato, di altri no. Alcuni sono vecchi come il cucco, altri sono recentissimi. Ma per affinità o contrasto hanno tutti qualcosa in comune.
Buona lettura! (Ora però non voglio vedervi fino al 2017! ^_^ )

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Ultima puntata prima del best of 2016 di domani, penultima del nostro #SpecialeNatale, non potevamo certo farci mancare sotto l'albero un bel libro che ci ricordi come in realtà il mondo sia un posto orribile e a tinte fosche, e che auguri un buon 2017 all'insegna di un'ansia incontrollata per il futuro, no?!

Buona lettura coi consigli di oggi! :)
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Mi sono divertita tantissimo a scrivere l'ottava puntata del nostro #SpecialeNatale, dedicata alla letteratura in giro per il mondo.

Avete presente la stranota frase di Umberto Eco, la quale dice che «chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni»? Bene. La stesso principio non è soltanto alla base di un criterio storico, ma anche spaziale: chi non legge probabilmente, almeno con la mente, non andrà mai al di là del proprio orticello; chi legge conoscerà un intero universo.

Pronti ad esplorare i paesi boreali con i libri Iperborea? E a girare l'America con Exòrma Edizioni ed Giulio Einaudi Editore? E ad uno spericolato viaggio da Roma a Saigon a bordo di una Vespa con la Feltrinelli?
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Giornate atrocemente convulse si affacciano all'orizzonte da qui al 25 dicembre: dunque quale momento migliore per acquistare un po' di self control inglese?

Oggi sul blog inizia il mini-speciale (massì, rendiamo tutto sempre più complicato!) del nostro #SpecialeNatale, dal titolo Anglofonia portami via!

Partiamo con la letteratura inglese e in lingua inglese. Spero che troverete poche conferme e molte nuove scoperte provenienti dai cataloghi La Nave di Teseo, il Saggiatore, Adelphi Edizioni, e (che ve lo dico a fare?) Fazi Editore!
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Siamo esattamente a metà del nostro percorso, quella decisiva metà in cui si capirà se entro il 24 avrò un esaurimento nervoso o meno ^^
Oggi tocca ai classici!
Indubbiamente una delle tappe più ardue da scrivere, perché prima presuppone tutta una serie di domande: che cosa definisce un classico? L'importanza dell'autore? La sua sedimentazione nel panorama estetico e narrativo dei lettori? Semplicemente il tempo? E soprattutto, come non essere banali ed evitare di consigliarvi l'inflazionassimo Dickens?
Spero di essermela cavata. Buona lettura!

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Ecco l'episodio che tutti aspettavamo di questo Speciale Natale, ammettiamolo: libri per bambini!
È stata una scelta molto ardua, perché il panorama è davvero ricchissimo, coloratissimo e irresistibile, ma alla fine ho selezionato per voi 5 libri dai cataloghi Rizzoli, Mondadori, Topipittori e Donzelli, che sono convinta faranno la felicità dei vostri piccini di casa!
Enjoy it :)

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