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Secondo voi quali sono i principali bisogno di un uomo?
Secondo uno studioso americano (di cui per ora non faccio il nome, altrimenti andate a sbirciare), sono principalmente 16.

Pennamontata sta preparando un approfondimento proprio su questo argomento. Perché? Semplice, perché un copywriter quando scrive deve far leva proprio sui bisogni del lettore. E' o non è il nostro scopo quello di vendere prodotti/servizi?

E allora, vi va di provare a indovinare quali possono essere questi famosi - e fatidici - 16 bisogni?
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Roberto Sala's profile photoPennamontata's profile photoMassimo Petrucci's profile photoBenedetto Motisi's profile photo
12 comments
 
Non credo che lo scopo di un copy sia quello di vendere, casomai di presentare in maniera "interessante". Ma se il prodotto è fuffa è particolarmente degradante per un copy dover presentare aria fritta. Per questo dicevo che un copy, talvolta, deve ingoiare rospi e sputare principesse :)
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Be' certo magari è riduttivo dire che lo scopo di un copywriter è quelli di vendere. Ma questa è la realtà. Non siamo poeti, anche se possiamo mettere della poesia nei nostri testi. Lo scopo ultimo del nostro lavoro è portare alla vendita.
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Non mi pare riduttivo. Esagerato, piuttosto. ;D
Nel processo di vendita intervengono tanti e tali fattori che immaginare che un copy, da solo, possa "far vendere" mi pare inimmaginabile.
Per me il copy deve stimoltare, suscitare interesse, colpire.
In quante occasioni ho visto copy ingaggiati solo per far digerire ai committenti o al pubblico dei progetti grafici inverecondi e costati una barca di soldi . Ecco, forse in quel caso la vendita poteva effettivamente passare attraverso un testo ben scritto.
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Roberto non mi arrogherei mai nella totalità il successo di un prodotto. Ma è anche vero che le parole aiutano a vendere. Concorrono nell'ottenimento di un risultato, e questo credo sia inconfutabile. Ovviamente sono uno dei tanti ingredienti che fanno lievitare il successo di un'azienda. Non sono l'unico, questo no.

Copy ingaggiati per placare le ire dei committenti o, peggio ancora, per intortarli sono evidentemente stati costretti a vestire i panni degli account. Non dei copywriter.
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Forse l'età mi fa essere troppo cinico, però io mi metto nei panni del cliente.

E' ovvio che se decido di spendere dei soldi per realizzare un catalogo, una brochure o un sito internet è perché voglio vendere, quindi pretendo da tutti i fornitori coinvolti nel progetto, non solo dal copywriter, che abbiano sempre ben presente le mie necessità:
vendere, vendere, vendere, vendere.

Quindi mi sembra un'eccellente idea la metodologia di andare a indagare su quali sono i principali bisogni di un uomo per far leva su di essi e così contribuire al obiettivo comune del mio progetto di marketing: vendere.

Secondo me tra i bisogni principali ci sono:
- sicurezza (sia nel prodotto sia nella transazione)
- realizzazione personale o autostima
- bisogno di appartenere ad un gruppo
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Mi sento di die una cosa che forse (e spesso) manca: la positività.
Ho letto testi, headline e altro a dir poco deprimenti. Non in quanto a creatività, stavolta, ma in quanto a positività.
Nel marasma della vita quotidiana, dove stress e problemi sono dietro l'angolo, l'uomo ha necessità di trovare un qualcosa di speciale, di frizzante, di positivo. Se il grigio lo vedi tute le mattine, meglio provare con un po' di azzurro, per intenderci.
Positività, questo è uno dei miei bisogni e spero sia un bisogno comune agli uomini :)
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La frase di +Roberto Sala (che fra l'altro partecipa al contest!) mi piace davvero molto, pur tuttavia concordo con +Valentina Falcinelli ...il fine del nostro lavoro è invogliare "la pancia" dell'utente a comprare il cibo dei suoi bisogni.
E non per questo significa che giocare con le parole ci sia vietato. Anzi!

Per quanto riguarda i bisogni, il mio podio:

1.Bisogni primari o rimandi a bisogni primari (la "pancia" appunto). Un es., anche se banale, può essere la continua allusività sessuale nei messaggi pubblicitari;
2.Sicurezza, intesa anche come conforto dell'appartenenza a un gruppo, oltreché l'affidabilità stessa del prodotto. (unisco i tuoi due punti +Valerio Notarfrancesco ;
3.Realizzazione del proprio io
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Grazie ragazzi. E' bellissimo poter condividere con voi tanti pensieri.

Nessuno, mi pare, ha evidenziato uno dei bisogni più naturali ed egoistici dell'uomo: quello della preservazione. Pensate a quante pubblicità fanno leva su questo bisogno - che poi è strettamente connesso col bisogno di protezione e sicurezza.
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Io parto sempre da questo presupposto: oggi abbiamo soddisfatti tutti i bisogni primari, quasi tutti quelli basati sul "desiderio", il vero bisogno, ciò che davvero ci manca, è il tempo. 
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Vero, +Massimo Petrucci. Ma non sempre abbiamo bisogno di ciò che ci manca. Spesso abbiamo bisogno di "ciò di cui abbiamo bisogno". O di preservare ciò che abbiamo già.
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Giusto, +Valentina Falcinelli, anche se poi entriamo nel campo della psicologia dei bisogni indotti ovvero della capacità del marketing di creare il bisogno del prodotto. Aggiungo alcuni "bisogni": relazionarsi, egocentrismo, essere ascoltato.
Interessante discussione, grazie.
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