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Parco Natura Viva
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Parco Natura Viva è un giardino zoologico costituito da Parco Faunistico, Parco Safari ed Extinction Park situato a Bussolengo (VR) a due passi dal Lago di Garda
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Una melodia unica, nella magia della sera!
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❄️❄️ DISAGIO METEO ❄️❄️

L'apertura del Parco è posticipata di un giorno, ed è fissata per domenica 4 Marzo, salvo aggiornamenti meteo!

C'è però chi apprezza: Amka si gode il reparto innevato. 🐯
Foto di Nedeljka Stevanovic

#letitsnow #nevedimarzo #parconaturaviva #neve
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Con la maschera o senza maschera? E' nato un piccolo saki dalla faccia bianca!
Ha una settimana di vita ed è ben nascosto dal ventre di mamma Guya, che non smette mai di saltare da un ramo all’altro del suo reparto al Parco Natura Viva di Bussolengo. Difficilissimo da intravedere, è nato un piccolo saki dalla faccia bianca, la scimmia sudamericana “con la maschera”.
Eppure, per sapere se questo piccolo avrà la tipica grande maschera bianca sul pelo bruno, bisognerà attendere: in questa specie si tratta di una caratteristica esclusiva dei maschi, che usano per attirare l’attenzione delle femmine nel folto della foresta sudamericana. “Solo al superamento dei primi anni di vita sarà possibile capire dalla colorazione del pelo se il piccolo è femmina o maschio, con l’eventuale formazione della maschera bianca e la colorazione scura del pelo”, spiega Caterina Spiezio, responsabile del settore ricerca e conservazione del Parco Natura Viva. “Per il momento, il piccolo saki è ancora nascosto dal pelo della mamma, ancorato al suo ventre. Tra qualche settimana verrà “trasferito” sul suo dorso, da dove inizierà a esplorare il mondo e a sperimentare le prime relazioni sociali del gruppo familiare”. Ed è a causa della notevole differenza tra maschio e femmina che accade non di rado che papà Ticiano e mamma Guya vengano scambiati per individui appartenenti a due specie diverse. “Lui bruno con il volto bianco, lei grigia con strisce arancioni che vanno dagli occhi al naso - precisa Caterina Spiezio - i due neogenitori sono un esempio di quello che viene chiamato dimorfismo sessuale, ovvero la presenza di differenze fisiche evidenti tra maschio e femmina”. Ma nonostante questo, tutti i componenti del gruppo familiare si prenderanno cura del nuovo nato: la sorellina aiutando la mamma, il papà difendendole dai pericoli. Originari delle foreste brasiliane, queste scimmie arboricole hanno imparato a ritagliarsi uno spazio lontano dai predatori terrestri: vivono nella parte più alta della foresta, tra i 15 e 25 metri di altezza, e scendono a terra solo occasionalmente. Vivono esclusivamente in aree protette e questo sembra tenerli ancora al sicuro dalla minaccia della presenza distruttiva dell’uomo.
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1° aprile ore 11:30 parte la seconda spedizione italiana in Mongolia per contare i leopardi delle nevi
Il team di ricerca parte domattina alle ore 11:30 dall’aeroporto di Bologna. Via Mosca, l’arrivo è previsto domenica 2 aprile ad Ulan Bator. Dalla capitale della Mongolia, Francesco Rovero e i suoi impiegheranno non meno di altri 2 giorni per raggiungere il Parco Nazionale Tavan Bogd, dove i Monti Altai toccano i 4.300 metri e ospitano alcuni degli ultimi 4mila leopardi delle nevi stimati che sopravvivono alla scomparsa. Da quel momento, la spedizione italiana in Mongolia avrà18 giorni per posizionare 60 fototrappole nei punti in cui si rinvengono le tracce del passaggio di uno dei felini più minacciati al Mondo, ribattezzato “il fantasma delle montagne”. Obiettivo: aumentare le conoscenze su questa specie e censire il numero di esemplari presenti nei 1000 chilometri quadrati da campionare. La spedizione guidata da Rovero, curatore della sezione biodiversità del Museo delle Scienze Naturali di Trento (Muse) è sostenuta in Italia dal Parco Natura Viva di Bussolengo che con con Nudan e Samira, due leopardi degli 8 leopardi delle nevi a vivere in Italia, lancia l’hastagh #fantasmadellemontagne e seguirà la diretta della spedizione, in contatto via internet o via satellite fino al rientro previsto per il 22 aprile.
“Una delle grandi minacce alla sopravvivenza del fantasma delle montagne è la perdita di habitat a causa dell’espansione delle attività pastorali e la conseguente scomparsa delle prede naturali”, spiega Francesco Rovero. “Nella prima spedizione del 2015 abbiamo registrato un’estensione drammatica degli allevamenti di capre cachemere, che devono soddisfare la domanda del pregiato tessuto anche da parte dell’Occidente”. Si tratta di una specie elusiva e solitaria, poco conosciuta, che sta a guardare mentre il proprio habitat viene compromesso.
“Mentre in campo si cerca di ottenere il maggior numero di dati possibile, Nudan e Samira sono inseriti nello European Endangered Species Programme - precisa Caterina Spiezio, responsabile del settore ricerca e conservazione del Parco Natura Viva - che consente di preservare un patrimonio genetico che in natura va scomparendo. L’allevamento nei parchi zoologici significa per molte specie a rischio avere la possibilità di contare su una diversità genetica preziosa per scongiurarne l’estinzione e offrire un'alternativa alla scomparsa”.
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31/03/17
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Ibis eremita, migrazione primaverile: Idefix vola a sud e torna sul Gargano
Bussolengo, 27 marzo 2017 - Jazu e Peter tagliano per primi il traguardo della migrazione primaverile degli ibis eremita, battendo ogni record di rientro nei quartieri estivi con un viaggio durato meno di 72 ore. Nei prossimi giorni si attendono almeno 25 uccelli solcare i cieli italiani da Orbetello verso il fresco dei siti di riproduzione a Salisburgo e in Baviera, dove gli esemplari trascorreranno l’estate fino al momento di tornare a svernare in Toscana. Nel frattempo viaggiano celeri Francesco, Salem, Flumisel, Luna e Sommo, in volo nel triangolo tra Treviso, il Tirolo e Brescia. Ma c’è chi fa parlare di sé più degli altri: si chiama Idefix, anello 029, e anche quest’anno è volato in direzione opposta, dritto a sud, verso quel Parco Nazionale del Gargano in cui lo scorso anno trascorse la primavera, l’estate e l’alba dell’autunno. Poi le batterie esaurite del suo gps costrinsero i ricercatori ad andarlo a prendere in auto. Oggi, arrivato a Manfredonia, sembra intenzionato a fermarsi ancora.
Tornati (quasi) indietro dall’estinzione
Tutti dotati di anello identificativo e gps, gli esemplari fanno parte del progetto cofinanziato dall’Unione Europea “Reason for hope” per la reintroduzione in natura dell’ibis eremita, promosso dai ricercatori austriaci del Waldrappteam e sostenuto dal Parco Natura Viva di Bussolengo, unico partner italiano. “Estinti in Europa da 4 secoli, gli ibis sono stati riportati nei nostri cieli grazie al prelievo di esemplari nati nei parchi zoologici”, spiega Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del Parco Natura Viva di Bussolengo. “L’uomo è intervenuto per mostrare loro la rotta di migrazione e fare in modo che questa specie tornasse a migrare, per svernare nel Mediterraneo e riprodursi in nord Europa”. Ogni anno in estate, un genitore adottivo sale a bordo di un ultraleggero e guida un gruppo di ibis in Toscana, per lo svernamento; in primavera poi, gli esemplari sono in grado di tornare autonomamente per riprodursi e trascorrere la bella stagione al fresco del nord. “Tranne qualcuno, stando a quanto ci indicano i fatti. Non sappiamo bene perché Idefix abbia scelto per la seconda volta consecutiva di percorrere la stessa rotta e fermarsi nello stesso posto. E’ possibile che sia stato disorientato dallo sbalzo temperature ma è possibile anche che abbia ripetuto la rotta quest’anno poichè l’aveva già percorsa la scorsa primavera. Di certo c’è che sul Gargano abbia trovato buon cibo: diversamente, è difficile che si sarebbe fermato”, conclude Cesare Avesani Zaborra.
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Giornata Internazionale delle Foreste: i ricercatori italiani partono per la Foresta Pluviale degli Alberi Dragoni, Madagascar
Una settimana fa il Madagascar contava le perdite causate da Enawo, il ciclone tropicale che ha lasciato 51 morti, 21 dispersi e 87mila sfollati. L’unica stazione di ricerca italiana sull’isola ha retto l’urto con un’invasione di fango e alcuni danneggiamenti al tetto che non hanno impedito ai programmi scientifici di andare avanti: stamattina, durante la Giornata Internazionale delle Foreste, i ricercatori partiranno alla volta di Maromizaha dove da più di un decennio, Università di Torino e Parco Natura Viva di Bussolengo proteggono i 1600 ettari della Foresta Pluviale degli Alberi Dragoni. Sorvegliati speciali i 10 gruppi di indri che vivono in quell’area: durante questa spedizione, verranno posizionate camera traps e registratori acustici per monitorare il comportamento del più grande di tutti i lemuri, l’unico in grado di cantare, gravemente minacciato di estinzione.
“La nostra Giornata Internazionale delle Foreste la celebreremo in campo in un Paese che ha perso il 90% della foresta pluviale originaria”, spiega Cristina Giacoma, direttore del dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei sistemi dell’Università di Torino. “La spedizione durerà fino al 30 aprile, con l’obiettivo di proseguire gli studi sull’indri, una specie ad un passo dall’estinzione. Ma questa foresta ospita tutte le specie più rare di lemuri, per un totale di 13 tra le quali anche l’aye aye, il lemure notturno che si credeva estinto e che fu riscoperto da Gerald Durrell negli anni ‘90”. Rari e tutti sottoposti alla stessa minaccia.
“Le grandi difficoltà economiche delle popolazioni rurali del Madagascar portano ad uno sfruttamento insostenibile delle risorse naturali”, ricorda Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del Parco Natura Viva di Bussolengo. “Si chiama slash-and-burn: la foresta viene tagliata per poi appiccare il fuoco. Così, si fa spazio alle colture ma si sottrae agli animali ogni possibilità di sopravvivenza. E’ necessario quindi lavorare su più fronti: per la salvaguardia degli habitat e per offrire alle persone un’alternativa valida e vantaggiosa”, conclude Avesani Zaborra.

DOMENICA 26 IL PARCO NATURA VIVA PIANTA UN NUOVO ALBERO
E’ tradizione del Parco Natura Viva piantare in occasione della Giornata Mondiale delle Foreste un nuovo albero all’inizio della stagione di apertura, per salutare la primavera e lasciare sbocciare con la natura anche i desideri di grandi e piccini. La pianta verrà messa a dimora domenica 26 marzo con i bambini presenti. Il primo anno un melograno, il secondo un melo: quest’anno è stato scelto il fico, da sempre considerato un albero sacro, simbolo della vita e della conoscenza sia per il sacro che per il profano. Nel giardino dell’Eden della Bibbia infatti, Adamo ed Eva si coprono con foglie di fico quando scoprono di essere nudi, mentre nell’antichità era sacro alla dea Atena (dea della saggezza) e a Dioniso e considerato simbolo di abbondanza, fertilità e immortalità.
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Da uno scantinato di Milano affidata al Parco Natura Viva: Wendy ha dato alla luce un bradipino
Wendy era a metà della sua vita quando nel 2010 fu tolta da uno scantinato di Milano per essere affidata al Parco Natura Viva di Bussolengo. Oggi è un bradipo didattilo dodicenne, anziana ma ancora in forze. E’ stato proprio durante una lenta passeggiata tra rami e corde del suo reparto, che Wendy ha mostrato l’inaspettato: un piccolo bradipo era saldamente ancorato sulla sua pancia, tutto naso, pelo e artigli, che già tentava di scalare il corpo di mamma. Nessun “segnale di preavviso”, difficile da intercettare in questa specie notturna che trascorre anche tre quarti della giornata dormendo sugli alberi.
“Wendy ha vissuto una situazione difficile e si è dovuta abituare pian piano a tornare a comportarsi secondo la propria natura, in un ambiente consono”, spiega Caterina Spiezio, responsabile del settore ricerca e conservazione del Parco Natura Viva. Ma ce l’ha fatta e quest’anno ha dato alla luce il suo terzo piccolo”. Il neonato non arriva a pesare mezzo chilo, è lungo circa 25 centimetri e si manterrà al sicuro sul ventre di sua mamma finchè non avrà forza a sufficienza per muoversi da solo. “Per il momento, mamma bradipo lo terrà con sé tra i rami, dove vivranno gran parte della loro giornata mangiando e dormendo e dove gli insegnerà ad arrampicarsi”. Specie arboricola, il bradipo scende a terra raramente con una velocità di movimento che al suolo si aggira intorno ai 16 metri all’ora: una caratteristica che rende nota questa specie come la più lenta del regno animale, ma che trova anche una ragione specifica. “La lentezza è una strategia di sopravvivenza per il bradipo che, confuso tra la vegetazione tropicale di Centro e Sud America, riesce ad eludere anaconde, giaguari, ocelot e rapaci”. Quello a cui è sempre più difficile sottrarsi tuttavia, è l’azione dell’uomo: il Sudamerica è uno dei punti più colpiti dalla deforestazione, che converte interi ecosistemi in appezzamenti agricoli intensivi e che inserisce questo animale nella Lista Rossa delle specie a rischio di estinzione.
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IL PARCO NATURA VIVA FESTEGGIA 48 ANNI: NUOVO APPRODO ALLE SEYCHELLES IN DIFESA DELLE TESTUGGINI GIGANTI E NUOVE SPECIE IN ARRIVO
Inaugurato il quarantottesimo anno a difesa della biodiversità: hanno riaperto al pubblico le porte del Parco Natura Viva di Bussolengo, il parco zoologico del Lago di Garda che ospita 1500 animali appartenenti ad un totale di 200 specie. Nell’epoca che gli esperti hanno ribattezzato la “sesta estinzione di massa delle specie animali”, si confermano tre i pilastri fondanti di un moderno parco zoologico: conservazione delle specie a rischio di estinzione, attività di ricerca scientifica in grado di alzare costantemente gli standard di benessere degli animali ospitati ed educazione delle nuove generazioni alla salvaguardia di habitat e animali.

CONSERVAZIONE DELLE SPECIE A RISCHIO: NUOVO APPRODO ALLE SEYCHELLES, POI LA MONGOLIA E LA SPAGNA
Sono 16 i progetti di conservazione delle specie a rischio estinzione che il Parco Natura Viva sostiene in situ (nell’habitat originario delle specie) dal Sudamerica all’Asia, passando per il Madagascar. Ma il 2017 è l’anno di un nuovo approdo: i ricercatori sbarcano alle Seychelles e nelle loro attenzioni entrano le testuggini giganti e l’ultima colonia che conta di meno di 50 pipistrelli, che vivono solo sulle isole dell’arcipelago. Il 1° aprile poi la rotta si sposterà in Asia, per sostenere la seconda spedizione italiana in Mongolia, con l’obiettivo di contare i leopardi delle nevi che sopravvivono sulle vette delle cime asiatiche. In autunno si torna in Europa: gli ibis eremita nati lo scorso anno al Parco Natura Viva lasceranno le loro le voliere per essere reintrodotti sulla costa atlantica della Spagna in Andalusia, dove vive l’unica colonia stanziale del nostro continente.
Piccole “giganti rubate” - Oggi l’isola di Curieuse, la quinta più grande delle Seychelles, ospita il centro di allevamento per le testuggini giganti endemiche dell’arcipelago e la settimana scorsa ha ricevuto 70 nano-microchip per il tracciamento degli esemplari via gps. Mittente il Parco Natura Viva di Bussolengo: è ufficiale la firma all’accordo con Seychelles National Parks Authority, che vede la collaborazione anche di Green Teen Team Foundation, guidata dalla Principessa Theodora Von Liechteinstein. La prima delle misure previste dall’accordo intercontinentale pone un freno ai furti dei piccoli di testuggine gigante destinati al commercio illegale di animali esotici. “Durante un viaggio di ricerca - spiega Caterina Spiezio, responsabile ricerca e conservazione del Parco Natura Viva di Bussolengo – abbiamo riscontrato che in una sola notte della scorsa estate, sparirono dall’isola di Curieuse 25 piccoli di testuggine gigante delle Seychelles, trafugati direttamente dalla nursery del centro. In una manciata di ore furono vanificati 4 anni di lavoro e perso il 20% degli esemplari allevati sull’Isola, su un totale di 128 individui”. Letteralmente estirpata dalle isole alla fine del 1700 quando i marinai europei scoprirono l’arcipelago, oggi questa specie incontra la nuova minaccia del commercio illegale. Ma oltre alla salvaguardia delle testuggini giganti, nelle azioni di tutela della biodiversità previste dall’accordo intercontinentale c’è anche l’ultima popolazione di meno di 50 individui di pipistrelli delle Seychelles, dei microcrirotteri rimasti a guardare la distruzione delle loro foreste sostituite dalle coltivazioni di cocco. Prima che sia troppo tardi, il Parco Natura Viva di Bussolengo ha voluto garantire un sostegno alla ricerca e alla conoscenza di questa specie tamponando l’emergenza e collaborando con una guida locale ci si recherà presso i siti per effettuare la conta degli individui.

2. I NANDù VANNO DAI TAPIRI E ALTRE FACCE NUOVE: CHI E' ARRIVATO E CHI ARRIVERA'
I nandù - Durante la stagione di chiusura è tornata una vecchia conoscenza al Parco Natura Viva di Bussolengo: un maschio e una femmina di nandù sono arrivati dallo zoo Duisburg e hanno costituito il primo mix-ehibit (reparto misto) dell’area dedicata al Sudamerica, insieme alla famiglia dei tapiri già inquilina del reparto. Più grande tra gli uccelli non volatori del continente americano, i nandù hanno abbandonato l’attitudine al volo, molto dispendiosa dal punto di vista energetico, per un’altra strategia di sopravvivenza: diventare talmente grandi da entrare difficilmente nelle attenzioni dei predatori. Insieme agli struzzi africani, ai casuari della Nuova Zelanda, e agli emù australiani, i nandù completano la collezione zoologica dedicata ai grandi uccelli non volatori.
Lo wallaby - E’ albino lo wallaby che ha fatto capolino nei primi giorni di febbraio dal marsupio della sua mamma, grigia come tutte altre femmine della colonia ospitata al Parco Natura Viva di Bussolengo. Del piccolo si intravedono appena il musetto roseo e gli occhi rossi, che ancora si confondono tra il candore del pelo bianco-latte. Ma se generalmente l’albinismo è un fatto raro e straordinario, in questo caso c’erano le possibilità che questo si manifestasse: il maschio dominante della colonia di wallaby era esso stesso albino. “L’albinismo è determinato da un’anomalia genetica che causa l’assenza di pigmentazione e che in natura non avrebbe chance di sopravvivenza”, spiega Camillo Sandri, veterinario e direttore tecnico del Parco Natura Viva. “Nel caso degli wallaby infatti, il verde intenso delle foreste australiane di eucalipto in cui vive questa specie, non potrebbe nasconderli dai predatori, rendendoli una preda sin troppo facile”.
Formichiere gigante e cercocebo dal ventre dorato - A completare il mix-exhibit con nandù e tapiri arriveranno presto il formichiere gigante, considerato da IUCN il mammifero più a rischio del Centro America e il cercocebo dal ventre dorato, primate originario del Congo di cui si hanno conoscenze scientifiche insufficienti a fronte di un decremento registrato in natura.
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16/03/17
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Minacciate d'estinzione le coppie inossidabili del regno animale
Dal momento in cui si scelgono, trascorreranno insieme il resto della propria vita. Ogni notte dormiranno l’uno accanto all’altra e quando si leveranno in volo, si terranno talmente vicini che le loro ali si toccheranno. I pappagalli ara ambigua possono stabilire legami indissolubili raggiungendo il mezzo secolo di vita ma nelle ultime 3 generazioni, la loro specie è stata dimezzata dalla deforestazione e dalle catture illegali: oggi sopravvivono nelle foreste tropicali del Sudamerica non più di 2500 individui.
Le coppie inossidabili del regno animale sono minacciate di estinzione ma per la primavera prossima, si attende il terzo pulcino consecutivo dei due ara ambigua “innamorati” al Parco Natura Viva di Bussolengo. I due, sin da quando si sono scelti nel 2014, hanno deposto un uovo l’anno. “Dal Nicaragua all’Ecuador, passando per la Colombia, centinaia di ettari di foresta originaria vengono riconvertiti a ritmi incessanti in colture intensive, come accade con le piantagioni di banane o ananas”, spiega Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del Parco Natura Viva di Bussolengo. “Ma le coppie di ara ambigua, quasi sempre inserite in grandi gruppi sociali, contano sugli alberi per la ricerca di cibo, per la nidificazione e per gli spostamenti. E in special modo in aree non protette di Costa Rica ed Ecuador, la superficie vitale a loro disposizione, si è ridotta del 90% nell’ultimo secolo”. Per questo, oltre ad ospitare una “coppia inossidabile” che ogni anno dà alla luce un pulcino, il Parco Natura Viva di Bussolengo è partner di un centro di recupero proprio in Costa Rica, dove vivono circa 80 individui destinati a ripopolare le proprie foreste.
“Purtroppo però, le minacce a carico di questa specie non si fermano qui: ogni anno le catture illegali dagli habitat naturali immettono sul mercato clandestino centinaia di esemplari di ara che per lo più finiscono per diventare solitari animali da compagnia. Niente di più lontano dalla natura di questa specie che per vivere, stabilisce legami sociali fortissimi con il proprio gruppo e coppie monogame inscindibili”, conclude Avesani Zaborra.
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Gonzalo non c'è più: si è spento il secondo ippopotamo più anziano d'Europa
Gonzalo era presente quando i cancelli del Safari al Parco Natura Viva di Bussolengo aprirono le porte al pubblico negli anni ’70 e oggi, nei parchi zoologici di mezza Europa, vivono più di dieci suoi figli. Ha sfiorato il mezzo secolo di vita al fianco della sua compagna Camilla ma il suo cuore, quello del secondo ippopotamo più anziano d’Europa, ha smesso di battere una mattina di metà gennaio, quando la vecchiaia l’ha sopraffatto.
“L’avevamo capito da qualche settimana, anche se non si arriva mai veramente pronti a questo tipo di appuntamenti”, racconta Camillo Sandri, veterinario e direttore tecnico del Parco Natura Viva di Bussolengo. “Negli ultimi mesi Gonzalo era diventato molto discreto. Solo di notte tornava dalla sua famiglia per scaldarsi e noi abbiamo cominciato ad offrirgli un’alimentazione personalizzata, posizionando il cibo nei punti che più facilmente avrebbe potuto raggiungere, più volte al giorno. Sulla terraferma camminava con molta fatica ma in acqua, l’ambiente ideale per un ippopotamo, Gonzalo riusciva ancora a trovarsi a proprio agio. E proprio in acqua molto probabilmente ha concepito il suo ultimo figlio Popo, nato con grande sorpresa di tutti solo cinque mesi fa”. Nonostante gli ippopotami siano noti per essere tutt’altro che docili, Gonzalo ha sempre dimostrato un carattere mite. E finchè il fisico glielo ha permesso, ha continuato a vivere in armonia con Camilla, i propri figli, le antilopi nyala e il rinoceronte Toby, in un esempio unico in Europa di reparto misto.
Ma ora che Gonzalo non c’è più, gli equilibri in famiglia non potranno più rimanere gli stessi: è arrivato per Njombe, suo figlio più grande, l’ora di allontanarsi da mamma Camilla. Il giovane maschio è infatti in età riproduttiva ed è destinato a formare una nuova famiglia nell’ambito del programma europeo per la conservazione della specie (ESB).
Gonzalo è stato la storia del Parco, insieme ad altri “giganti” come le due scimpanzé Giudi e Sami e Toby il rinoceronte, tutti ultraquarantenni che stanno vivendo l’epoca dell’anzianità. Assistette nel 2010 alla pedonalizzazione della sua area, che fino a quel momento si percorreva in auto; fu accanto al rinoceronte Toby dopo la scomparsa della sua compagna Sugar, quando si temeva che il rinoceronte si lasciasse andare e per più di quattro decenni, ha permesso a migliaia di bambini di riflettere sulle minacce che questo ancestrale pachiderma sta attraversando in natura a causa dell’avidità umana.
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