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Così come per il vino, anche le #olive da tavola hanno i loro #fermenti che aiutano il processo di fermantazione.

Composizione: I fermenti non contengono nulla di artificiale, sono solo una selezione accurata dei migliori fermenti e lieviti già presenti sulla buccia dell'oliva che portano la fermentazione verso la fermentazione lattica e non butirrica

Tra gli altri vantaggi abbiamo:
+ CONSERVAZIONE STABILE DEL COLORE.
+ CROCCANTEZZA DEL PRODOTTO CHE SI MANTENGONO PIU' A LUNGO.
+ LA FERMENTAZIONE NON SI FERMA ANCHE SE LE TEMPERATURE SONO PIU' RIGIDE

Se vuoi provare il prodotto, contattaci attraverso il nostro sito http://oliq.it/#contatti
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" Schiacciatrice per olive: la soluzione economica "

Le macchine per schiacciare le olive di tradizione italiana sono dei macchinari molto grandi e costosi, taluni dotati di macina in pietra e di conseguenza pesanti e scomodi.
La nostra macchina ha dimensioni contenute, poco più di un cubo di mezzo metro e riesce a schiacciare alla perfezione le olive precedentemente calibrate.

Guardate il video che abbiamo fatto ancora due anni fa sulle olive Bella Di Cerignola.

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" NUOVI PRODOTTI: MACCHINA PER SCANDAGLIARE LE PEZZATURE DELLE OLIVE DA TAVOLA "

Quando: Conferimento Campagna Olive Fresche
Problema: Capire le pezzature medie delle olive conferite dai fornitori
Soluzione: Macchina Scandaglio per Olive

Una assoluta novità per il mercato italiano che capita a fagiolo per la campagna 2017 è lo "SCANDAGLIO PER OLIVE".

La macchina è composta da una parte meccanica e da un software di elaborazione dei dati e comando della parte pneumatica.

Si prende una campionatura delle olive conferite e le si dà in pasto alla macchina. Lo SCANDAGLIO PER OLIVE effettua una calibrazione della campionatura e divide le olive secondo i loro calibri nelle tramogge visibili nella foto.

Successivamente la macchina pesa AUTOMATICAMENTE ogni calibro e invia i dati ad un software che produce l'esatta distribuzione dei calibri delle olive inserite.

In pochissimo tempo è possibile capire il calibro predominante, la % di ogni pezzatura, la % di sottocalibro e di sovracalibro.
E' possibile così avere una prova analitica e imparziale delle olive conferite.

Possiamo consegnare in 30 giorni, siamo ancora in tempo per la campagna 2017.

per info: info@oliq.it
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" UNAPROL: AZIONI DI MIGLIORAMENTO DELLA FILIERA DELLE OLIVE DA TAVOLA 2016 "

Il settore delle olive da tavola rappresenta ancora una nicchia di mercato, ma la ristrutturazione delle aziende, unitamente ad una maggiore attenzione nei confronti della produzione, consentono di intravedere con maggiore ottimismo lo sviluppo del settore.
Tuttavia, lo sviluppo del settore è legato alla possibilità di valutare la dinamica dei principali fattori di natura socio strutturale ed economica che lo caratterizzano e che rendono il prodotto nazionale poco competitivo rispetto a quello estero.

Tali fattori sono:
 Un’eccessiva polverizzazione dell’offerta. In Italia si utilizzano molte varietà di olive ed i metodi di lavorazione sono differenti a seconda del luogo di produzione. Questo è sicuramente un pregio, in quanto esprime un patrimonio culturale che caratterizza la nostra società alimentare. Esso, tuttavia, diventa un elemento negativo nel momento in cui l’offerta finale su scala nazionale risulta, anche a causa della bassa dimensione media delle aziende olivicole, incapace di garantire una massa critica minima; a ciò si aggiungono i problemi relativi alla mancata standardizzazione del prodotto;
 La mancata concentrazione dell’offerta. Tale aspetto non consente di garantire al produttore redditi tali da consentirgli le necessarie soddisfazioni economiche, a fronte degli investimenti di capitale e di lavoro che la coltivazione richiede;
 La forte utilizzazione di varietà a duplice attitudine che rallenta lo sviluppo di un’olivicoltura da mensa specializzata nei territori vocati;
 L’inadeguatezza dell’industria di trasformazione determinata da diversi fattori:
o modeste dimensioni degli impianti,
o tecnologie di lavorazione obsolete,
o confezionamento del prodotto non sempre rispondente agli standard richiesti dal mercato;
 La limitata attenzione degli operatori verso il settore. Se si escludono gli ultimi anni, infatti, in Italia sono mancate azioni strategiche finalizzate alla riqualificazione del settore, attraverso misure mirate al riordino produttivo, alla riduzione della frammentazione colturale, alla valorizzazione e promozione della produzione.
Da fonti diverse e con larga approssimazione si può stimare che in Italia operano 300 industrie di trasformazione delle olive da mensa, di queste circa il 30% confeziona il prodotto. Nella generalità dei casi si tratta di imprese di ridotte dimensioni: circa il 60% degli impianti ha una potenzialità di lavorazione e di stoccaggio sotto i 2.000 quintali, mentre solo una percentuale intorno al 10% supera capacità maggiori a 5.000 quintali.
Lo sviluppo del settore è da considerarsi sempre più come una operazione di filiera e culturale, legata ad aspetti storici, paesaggistici, gastronomici. Sono questi gli elementi su cui far leva per rilanciare il consumo delle olive da tavola.
Sebbene l’esigenza di un rilancio del settore sia largamente avvertita, non si sono registrati ancora significativi miglioramenti, per motivi che riguardano principalmente aspetti produttivi legati alla dispersione territoriale, allo scarso valore merceologico del prodotto lavorato, alla carenza organizzativa lungo l’intera filiera, alla cattiva organizzazione commerciale e ai modesti livelli produttivi.
Bisogna costruire i presupposti perché il comparto esca allo scoperto e, insieme all’olivicoltura da olio, traini l’intero settore. A ciò può contribuire lo sviluppo di un percorso progettuale avente come finalità:
 l’acquisizione delle informazioni di mercato (monitoraggio dei flussi commerciali e dei prezzi praticati sui vari territori) e degli aspetti tecnici e qualitativi delle produzioni;
 la cura degli aspetti tecnologici delle imprese di prima lavorazione e trasformazione delle olive;
 la specializzazione varietale e la tipizzazione delle produzioni verso cultivar ad elevata attitudine;
 la costruzione di una rete di conoscenze per l’acquisizione delle innovazioni nel campo delle tecnologie di produzione, della ricerca, delle opportunità di mercato e di investimento.


fonte: Programma UNAPROL ai sensi dei Regg. (CE) nn. 611 e 615 2014 FILIERA OLIVICOLA
ANALISI DI SCENARIO
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" Le vendite di oliva da tavola nella GDO "

I dati IRI InfoScan, rilevati per il mercato globale delle olive da mensa presso Ipermercati, Supermercati e Liberi Servizi Piccoli (LSP), evidenziano, negli ultimi 12 mesi (febbraio 2015-gennaio 2016), un incremento sia delle vendite in volume (3,6%) che in valore (6,0%), grazie anche a un lieve incremento del prezzo medio (2,3%).

La percentuale di prodotto venduta attraverso le promozioni è intorno al 29% e risulta pressoché stabile rispetto ai 12 mesi precedenti. Per quanto riguarda la tipologia di olive vendute, è stata rilevata una netta predominanza delle olive verdi, con oltre la metà delle quantità (59%) e dei valori (54%) commercializzati.

Va tuttavia rilevato che i dati sui prezzi medi unitari sono estremamente variabili e dipendono solo in parte dalla tipologia di olive basata sul colore, ma è condizionata da altri fattori importanti quali ad esempio il calibro, il tipo di lavorazione, la provenienza (nazionale o importazione), la presenza o meno di nòcciolo, il tipo di contenitore, la presenza di condimenti, ecc..

Oltre che per il colore, è possibile analizzare gli andamenti delle vendite in funzione del metodo di conservazione (refrigerate o a temperatura ambiente). La seguente tabella riporta i quantitativi delle vendite di olive refrigerate, suddivise per categoria, in cui si rileva la predominanza delle olive verdi, anche grazie a prezzi unitari più contenuti rispetto alle olive nere e miste.

La seguente tabella riporta i dati riguardanti le olive conservate a temperatura ambiente. Queste registrano vendite sensibilmente superiori alle olive refrigerate. Anche in questo caso le olive verdi assorbono la maggior parte delle vendite e hanno un prezzo medio lievemente superiore alle olive verdi refrigerate. Le olive miste e morate a temperatura ambiente scontano prezzi unitari sensibilmente più elevati rispetto alle olive verdi e nere della stessa categoria.

I dati relativi alle quantità vendute suddivise per tipologia di superficie di vendita, mette in risalto che la quota maggiore ricade nei supermercati, con il 70% delle vendite, seguiti a larga distanza dagli ipermercati e dai LSP.

Se guardiamo alla distribuzione geografica delle vendite, è nelle regioni del Nord, dove si concentra più della metà del volume degli acquisti di olive da mensa presso le diverse tipologie di esercizi della GDO (57,2%). Ed è in queste regioni dove i prezzi medi di vendita sono maggiori. Nel periodo considerato l’incremento maggiore dei volumi venduti è stato registrato nel Nord-ovest, mentre quello minore è stato riscontrato nel Sud.

L’analisi dei principali brand commercializzati presso la GDO, mette in evidenza una netta predominanza delle vendite da parte delle Private label (37%), con un incremento, rispetto all’anno precedente, del 6,1%. Tra i brand commerciali prevale Saclà (14%), seguito da Madama Oliva (7%), Ficacci (5%) e altri 11 marchi con quote di mercato tra l’1% e il 3%. Un rilevante numero di altri produttori, con quote individuali inferiori all’1% si divide circa il 17% delle vendite.

I dati confermano le Private Label come leader indiscusse per quanto riguarda le olive commercializzate a temperatura ambiente con il 47% delle quote di mercato per le olive verdi e il 51% per le olive nere. Queste tuttavia detengono quote inferiori per le olive refrigerate (15% verdi e 9% nere), laddove i leader sono Madama Oliva (32% verdi e 42% nere) e Ficacci (20% verdi e 11% nere).
Tra gli altri marchi importanti, si segnalano Saclà, specializzato nella produzione di olive verdi e nere a temperatura ambiente, di cui detiene rispettivamente il 30% e il 9% delle quote commercializzate presso la GDO e Food Alisa (12% per le olive nere ambiente).

fonte: Programma UNAPROL ai sensi dei Regg. (CE) nn. 611 e 615 2014 FILIERA OLIVICOLA
ANALISI DI SCENARIO
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09/09/17
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" Analisi Scenario Olive da Tavola ITALIA 2016 "

Il settore delle olive da tavola rappresenta in Italia una realtà interessante che caratterizza alcune aree territoriali olivicole, con la presenza di varietà di alto pregio che hanno anche ottenuto riconoscimenti comunitari come la Dop Nocellara del Belice e la Dop Bella della Daunia (nota come Bella di Cerignola),
l’Oliva tenera Ascolana. Molte altre sono le varietà di elevata qualità e prestigio che riusciamo a trovare in diverse regioni italiane. Dalla Taggiasca della provincia di Imperia e Savona alla Itrana che si concentra nel basso Lazio, la Majatica del materano, la Dolce di Rossano e la Carolea in Calabria, la Cellina di Nardò e il Leccino del leccese, la Peranzana del tavoliere, la Tonda Iblea del ragusano, la Giarraffa di Paternò, e così via.
Si tratta di un patrimonio di alto valore che però non riesce a trovare adeguata collocazione sul mercato.
Inoltre, quello delle olive da tavola è un settore che soffre in modo particolare la vicinanza con quello
dell’olio di oliva che assorbe la quasi totalità dell’attenzione sia delle politiche, sia degli interventi.

I DATI SULLA PRODUZIONE
La produzione di olive da mensa è pari a circa 60.000 tonnellate. Tale quantitativo rappresenta un valore di circa il 3% della produzione nazionale di olive, valore ben al di sotto della media europea dei Paesi produttori, mettendo in evidenza che l’Italia attribuisce al settore olive da mensa un ruolo piuttosto marginale.
Il nostro paese si conferma il terzo produttore in ambito UE, dopo Spagna e Grecia, con una produzione che a partire dal 2010 ha fatto registrare un progressivo aumento, particolarmente rilevante tra il 2012 e il 2013, per poi subire una contrazione nel 2014.

Il 35% circa della produzione proviene da cultivar da mensa, la restante parte da cultivar a duplice attitudine la cui utilizzazione è estremamente variabile in dipendenza della domanda di mercato e dell’andamento stagionale.
Il quadro produttivo nazionale vede il ruolo di Puglia e Sicilia quali principali aree di produzione di olive da mensa. La Sicilia si attesta su una quota del 42%, mentre la Puglia rappresenta circa il 27% della produzione nazionale. In Italia le Dop sono tre: La bella della Daunia in Puglia, la Nocellara del Belice in Sicilia e l’oliva ascolana del Piceno in Abruzzo e Marche.

I DATI SUI CONSUMI
Il consumo totale, secondo gli ultimi dati COI (campagna 2014/15), è stato stimato intorno a 146.000
tonnellate. Il consumo pro capite annuo si aggira intorno a 2 Kg, di cui circa il 65-70% (strutturalmente) è costituto da olive di importazione semilavorate o già confezionate, mentre la restante parte, è rappresentata da olive di produzione nazionale. L’analisi dell’export delle ultime campagne mostra una tendenza alla crescita.
I principali paesi importatori sono gli Usa (25%), l’UE (18%) e il Brasile (13%). La maggior parte della materia prima commercializzata a livello mondiale (circa il 60%), proviene da Grecia, Spagna, Tunisia e Marocco; paesi in grado di garantire qualità, disponibilità e prezzi competitivi.

I consumi di olive da tavola registrano un graduale, ma progressivo aumento, soprattutto nel Paesi dell’Ue, Usa, Egitto e Turchia, dove si stima che venga consumato circa il 55% della produzione mondiale.

L’analisi del contesto fa emergere un comparto nazionale con importanti margini di crescita grazie anche al maggior credito riscontrato dalle olive da tavola, sempre più apprezzate sia per la caratteristiche merceologiche, sia per quelle sensoriali. Nel settore delle olive da tavola è sempre più apprezzabile la forte innovazione e la differenziazione del prodotto, anche sotto forma di conserve, paté, creme, che hanno consentito la strutturazione di politiche di marketing in grado di raggiungere segmenti più ampi di consumatori, più attenti agli aspetti edonistici. Il loro consumo, infatti, sta trovando spazio in occasione del consumo di aperitivi e posti fuori casa o fuori pasto. È possibile trovare tali prodotti, infatti, sempre più nei bar, nelle pizzerie, nei fast food. L’utilizzo di tecnologie sempre più avanzate anche per il packaging (sottovuoto, termoplastica ecc), ha contribuito all’aumento dei consumi nei mercati internazionali.

IL COMPARTO DELLE DOP
Le olive da mensa DOP nel nostro paese, ormai fanno parte della tradizione e le regioni coinvolte sono la Puglia per la DOP “La Bella della Daunia”, la Sicilia per la “Nocellara del Belice” e l’Abruzzo e le Marche per l’Oliva ascolana del Piceno.
Le province in cui ricade l’area di produzione delle tre denominazioni sono quelle di Foggia, Trapani, Ascoli Piceno e Teramo.
La produzione di olive da mensa DOP nel nostro paese tuttora fa registrare quantitativi certificati limitati, sia pur in crescita rispetto agli anni passati. Gli ultimi dati riportano, per la denominazione predominante “La Bella della Daunia” una produzione di 3.460 quintali con un fatturato di 1,44 milioni di euro. Segue la Nocellara del Belice con una produzione di 1.715 quintali, mentre la DOP Ascolana si mantiene su valori estremamente di nicchia.

fonte: Programma UNAPROL ai sensi dei Regg. (CE) nn. 611 e 615 2014 FILIERA OLIVICOLA
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09/09/17
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" FOTOGRAFIA DEL SETTORE OLIVICOLO TURCO "
L’oliva è stata un simbolo della civiltà mediterranea nel corso di tutta la storia ed è presente in Turchia sin dall’antichità. Si sa infatti che l’Anatolia sud-orientale è la culla e il centro genetico dell’oliva, una rivendicazione che è avvalorata dalle sottospecie di olive trovate lungo una linea che va da Hatay a Kahramanmaraş e Mardin. Dall’Anatolia sud-orientale, questo nobile albero si è diffuso nell’Anatolia occidentale, passando poi in Grecia, Italia e Spagna attraverso le Isole egee.
È opinione ampiamente condivisa che l’olivo sia il primo albero mai esistito. È citato in tutti i più importanti scritti sacri ed è usato dal 6.000 a.C. in base ai ritrovamenti archeologici e geologici. Il primo metodo di produzione di olio di oliva consisteva nello schiacciare le olive con i piedi estraendo l’olio dalla poltiglia con acqua calda. Il più antico stabilimento di lavorazione dell’olio di oliva, che risale al 600 a.C. si può trovare nell’antico insediamento di Klazomenai nell’Anatolia occidentale, nel distretto di Urla vicino alla città di Izmir.

DOVE?
Come in altre parti delle coste del Mediterraneo, l›olio di oliva è un alimento molto importante in Turchia e occupa un posto d›onore nella cucina turca. Nei primi anni 2000, la Turchia contava 100 milioni di olivi. Per la stagione 2014/15, nuove piantagioni avevano portato il numero a 169 milioni. Nelle ultime cinque campagne, la Turchia ha prodotto in media 170.000 t di olio di oliva e 527.000 t di olive da tavola. L›olivicoltura si concentra intorno alle città di Aydın, İzmir, Muğla, Balıkesir, Bursa, Manisa, Çanakkale, Gaziantep e Mersin e nelle regioni dell›Egeo, di Marmara e dell›Anatolia sud-orientale. La Turchia ha una ricca tradizione di varietà native. In linea generale, la Edremit (Ayvalık) è la varietà predominante nel nord della zona olivicola della Turchia e la Memecik al sud. La varietà Gemlik viene prodotta e consumata per lo più sotto forma di olive da tavola nere. Tra le altre varietà turche ricordiamo Büyük Topak, Ulak, Çakır, Çekişte, Çelebi, Çilli, Domat, Edincik Su, Eğriburun, Erkence, Halhalı, İzmir sofralık, Kalembezi, Kan Çelebi, Karamürsel Su, Kilis yağlık, Kiraz, Manzanilla, Memeli, Nizip yağlık, Samanlı, Sarı Haşebi, Sarı Ulak, Saurani, Taşan yüreği, Uslu e Yağ çelebi.

VARIETA' DI OLIVE: SAPORE E QUALITA'
A differenza di altri frutti, le olive non si possono mangiare appena raccolte dall’albero. Vari procedimenti si sono evoluti nel tempo per eliminarne l’acuto sapore amaro. In un primo tempo, le olive venivano messe in acqua. In seguito, sono state addolcite immergendole in cenere, aceto o calce. Per conservarle, venivano messe in una salamoia aromatizzata con limone, finocchio, mastice, timo, menta e altre erbe per renderle più gradevoli al gusto. L’alternativa alla salamoia era conservare le olive nel mosto, nel vino o anche in acqua e miele.
In Turchia si producono in tutto 84 varietà di olive.

IL SETTORE OLIVICOLO TURCO IN FATTI E CIFRE:
• 180 milioni di olivi
• 700 000 ettari di oliveti
500 000 t olive da tavola/anno
• 300 000 t olio di oliva/anno
• 500 000 famiglie impiegate nella produzione di olive e olio di oliva
• > 500 frantoi a processo continuo
• Sufficienti raffinerie e stabilimenti di confezionamento per la vendita al dettaglio dotati di moderne tecnologie
• Laboratori statali/privati per il controllo della qualità per soddisfare gli standard internazionali
• 70 000 t esportazioni di olive da tavola/anno
• 60 000 t esportazioni di olio di oliva/anno

OPERATORI E ORGANIZZAZIONI
I produttori di olive in Turchia sono per lo più di piccole dimensioni e aziende a conduzione familiare. Vi sono infatti circa 320.000 aziende a conduzione familiare impegnate nella produzione di olive e olio di oliva (Ministero delle Dogane e del Commercio - GTB 2015).
Vi sono 481 aziende di lavorazione e confezionamento certificate e 1.794 produttori di olio di oliva certificati (. Vi sono stabilimenti integrati, che sono composti di unità di lavorazione con impianti di confezionamento e imbottigliamento. Vi sono 1005 frantoi (515 continui, 102 super press e 580 sistemi a pressa idraulica), 100 stabilimenti di imbottigliamento/confezionamento di olio di oliva e 478 stabilimenti di lavorazione di olive da tavola (Ministero degli Affari EU – ABGS, 2006). Le raffinerie di olio di oliva e gli stabilimenti di estrazione di sansa non hanno un ruolo diretto nella catena di valore dell’olio di oliva vergine, ma svolgono una funzione importante nel settore olivicolo turco. Vi sono 15 raffinerie di olio di oliva (ABGS 2006) e 20 stabilimenti di estrazione di sansa, 14 dei quali impiegano metodi tradizionali e 6 la tecnica della centrifuga.

I PRODUTTORI DI OLIVE
Le cooperative e i consorzi agricoli di vendita di olio di oliva possono rivestire un ruolo significativo nella catena di valore6. Nel settore olivicolo vi sono tre cooperative e unioni di vendita: Tariş, Marmarabirlik e Güneydoğubirlik, che rivestono vari ruoli nella catena di valore. Acquistano, lavorano, confezionano, immagazzinano e commercializzano le olive e l’olio di oliva dei soci, offrono supporto in natura (fertilizzanti, pesticidi ecc.) e sostegno monetario oltre a servizi di formazione (GTB 2015). In Turchia, circa il 14 percento delle imprese a conduzione familiare fanno parte di queste tre unioni (GTB 2015), che acquistano e lavorano circa il 16 percento della produzione totale (ABGS 2006).
Tariş è stata costituita nel 1949. Serve attualmente 32 cooperative con circa 24.000 soci. Conta 29 stabilimenti di lavorazione con una capacità di lavorazione totale di 3,2 tonnellate al giorno, una raffineria con una capacità di raffinare 75.000 tonnellate all’anno, confezionare 3.000 tonnellate di olive da tavola e circa 56.000 tonnellate di olio di oliva all’anno, e una capacità di immagazzinamento di 55.000 tonnellate all’anno (GTB 2015). TARİŞ ha una quota intorno al 16 percento della produzione totale di olive della regione, al 13 percento della produzione totale nazionale e al 18 percento delle esportazioni di olio di oliva (TBMM 2008 p.165). Marmarabirlik, che è stata costituita nel 1954, serve otto cooperative nelle province di Bursa, Balıkesir e Tekirdağ, con circa 31.000 soci (GTB 2015). Questa unione è famosa per la produzione di olive da tavola ma ha anche impianti di produzione di olio. Acquista un terzo delle olive prodotte nella sua regione, ha una capacità di immagazzinamento di circa 70.000 tonnellate, una capacità di confezionamento di 150 tonnellate di olive da tavola e una capacità di lavorazione di 220 tonnellate di olio di oliva al giorno. Marmarabirlik è stato un pioniere nell’investire nell’immagazzinamento su licenza, che è cruciale per la qualità del prodotto. Güneydoğubirlik è stata costituita nel 1940 per i pistacchi e poi è stata ampliata nel 1989 a comprendere altre quattro unioni (per peperoncini, uva sultanina, olio di oliva e fagioli). Questa Unione, che riuniva circa 5.000 produttori di olive, è attualmente in liquidazione e ha sospeso la sua attività (GTB 2015). Akdenizbirlik, l’Unione olivicola del Mediterraneo orientale, non è organizzata come unione di cooperative di vendita ma è stata costituita nel 2001 come unione di produttori e riunisce produttori di olive delle regioni meridionale e sudorientale. Le sue attuali funzioni comprendono la fornitura di pianticelle di olivo, servizi di estensione e supporto tecnico per il controllo dei parassiti, e raccolta di scorte e servizi di rendicontazione.
In Turchia, i ruoli degli operatori delle catene di valore delle olive da tavola e dell’olio di oliva non sono molto chiaramente definiti, come illustra a grandi linee la Figura 2. Molti degli operatori sono attivi in varie fasi della catena di valore o svolgono più di una funzione in una fase specifica (Pehlivan Gürkan 2015). Alcuni operatori sono unicamente produttori di olive, società di lavorazione, di commercializzazione o esportazione, mentre altri espletano tutte queste funzioni o soltanto alcune. Per esempio, i coltivatori sono coinvolti nella fase di lavorazione (mettono le olive in salamoia a casa per la produzione di olive da tavola) e nella fase di commercializzazione (vendendo direttamente alle società di commercializzazione o nei mercati tradizionali l’olio di oliva che hanno prodotto tramite cooperative e frantoi, oltre alle olive da tavola che hanno lavorato privatamente). Vi sono inoltre produttori e società di lavorazione che commercializzano anche: producono olive e le lavorano per ottenere olio; raccolgono l’olio di oliva dai piccoli commercianti e lo mescolano per imbottigliarlo con i loro marchi; o forniscono l’olio di oliva che hanno raccolto a società di imbottigliamento e confezionamento che commercializzano con i loro marchi. Le singole società di commercializzazione hanno un ruolo significativo nella catena di valore poiché in Turchia non tutti i produttori di olive sono soci di cooperative.

OLIVE DA TAVOLA
Con una produzione annua di 397 000 tonnellate (2015/16), la Turchia è il terzo produttore al mondo di olive da tavola. Le olive da tavola sono un ingrediente importante della dieta dei turchi e vengono consumate non soltanto per l’aperitivo ma anche a colazione. La Turchia consuma una parte importante delle olive da tavola che produce. Scomposte per tipologia, le olive nere rappresentano l’80% del consumo mentre quelle verdi il 12–13% e le olive cangianti il 7–8%. Le olive nere naturali in salamoia sono una delle principali preparazioni delle olive da tavola in Turchia. La “Gemlik” è la principale varietà commerciale utilizzata per produrre olive da tavola nere per via delle sue caratteristiche ottimali per la lavorazione (grandezza, rapporto polpa/nocciolo). La maggior parte della produzione di “Gemlik” viene consumata sotto forma di olive da tavola nere. Questa varietà è originaria dell’omonima regione ma recentemente si è diffusa in altre aree olivicole della Turchia. Con l’elevato rapporto polpa/nocciolo e una consistenza soda, la varietà “Domat” viene usata principalmente per le olive verdi trattate e ha un elevato valore di mercato. Viene coltivata diffusamente nella regione di Akhisar e anche di İzmir e Aydın. L’”Ayvalik” è un’altra delle principali varietà della Turchia. È più diffusa nella regione egea settentrionale e ha un rendimento medio elevato. Viene raccolta quando la buccia
Figura 1: Panel di assaggio per olio di oliva vergine turco, ORI–UZK, 05.11.2012–09.11.2012comincia a cambiare colore senza aspettare la completa maturazione e viene usata principalmente per produrre olive snocciolate della migliore qualità. La “Memecik” e la “Uslu” sono altre due importanti varietà per il settore turco delle olive da tavola, impiegate principalmente per la produzione di olive trattate verdi/nere. La prima ha un elevato rapporto polpa/nocciolo ed è la varietà più diffusa nella regione egea dove viene diffusamente coltivata. Le olive verdi e nere “Memecik” sono usate per produrre olive sotto sale e marinate per la colazione. La varietà “Usluk” è originaria della regione di Akhisar e viene generalmente consumata sotto forma di olive da tavola nere.
Le olive non si possono mangiare appena raccolte a causa dei composti amari che contengono. Devono quindi essere lavorate per eliminare l’amaro. Oltre a migliorare gli attributi sensoriali del frutto, la lavorazione determina anche cambiamenti fisici e chimici. Se le olive non vengono lavorate o immagazzinate correttamente, possono manifestarsi attributi negativi indesiderati. Questi cambiamenti anomali hanno un impatto negativo sul gusto delle olive da tavola e le rendono meno accettabili per i consumatori. Il “gusto” ha quindi un effetto diretto sul consumo e sulle preferenze dei consumatori.

fonte: OLIVAE N°123 Rivista Ufficiale del Consiglio Oleicolo Internazionale
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E' ormai tempo di raccogliere i fusti lasciati in giro dai clienti e di rimboccarsi le maniche con la lancia...oppure usare una Lava Fusti Automatica e non pensarci più. Il progetto di questa macchina è nato per le esigenze di una azienda che doveva pulire i fusti da 220 litri dalla pasta d'acciughe per cui il risultato con i fusti sporchi di salamoia è garantito.
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" Carichiamo in fretta 4 fusti alla volta "

Quanto tempo ci metti a caricare un camion di fusti?

#oliQ propone un accessorio per la movimentazione dei #fusti che permette di manovrare fino a 4 fusti alla volta, senza necessità di una pedana o pallet.
#Easybarrel utilizza un sistema di forche piatte trattate antiusura, ed è in grado di caricare in pochissimo tempo 4 fusti e successivamente di scaricarli tramite uno spintore idraulico.

Lo spintore è costruito in acciaio inox, mentre le forche piatte sono in acciaio verniciato con punte trattate antiusura.

Si può installare facilmente su ogni carrello FEM2 e per funzionare la macchina ha bisogno di 2 vie idrauliche

E' in grado di accomodare facilmente 4 fusti da 220 litri di quelli più comuni disponibile nel mercato.

Date un occhio al video, la macchina ha un prezzo promozionale fino a fine 2017.

#oliq, #fusti, #movimentazione
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" Aperti in Spagna più di 70 magazzini di olive da tavola in 5 anni "

Il settore spagnolo delle olive continua a crescere: dalla fine della campagna 2010/2011 hanno aperto circa 70 nuovi mulini, in particolare associati con lo slancio di nuovi oliveti intensivi.

L' Andalusia, con 841 mulini, è guidata dalla provincia di Jaen con 327 mulini, 184 Cordoba, 109 Granada e 83 Siviglia. Quest'ultima leader del settore delle olive da tavola.

Il settore olivicolo spagnolo con 1.806 frantoi e 1450 conserviere è diventato una delle multinazionali più potenti dell'industria e dell'economia spagnola. Con la presenza stabile e costante in oltre 150 mercati dagli Stati Uniti alla Cina, e con un fatturato a prezzi correnti che supera i 4.500 milioni di euro in questa stagione.

La Spagna è davanti all' Italia per volumi di produzione esportata e nei mercati chiave come gli Stati Uniti e la Cina.

Fonte: Revista Almazara 31/07
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