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Maurizio Ceravolo
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Le differenze di aggiornamento mappe di Google e Apple

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Pornhub compie 10 anni: #porndata o #dataporn?
E lo fa diffondendo una serie di infografiche sui mostruosi dati di traffico che fa.

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Con .net si inizia ad andare giù pesanti con soluzioni server side che girano indistintamente su windows, linux o mac e che hanno prestazioni inimmaginabili per il più diffuso php.
ho iniziato a scrivere una serie di articoli riguardanti .Net Core, Angular 2 e Typescript.

Il primo lo trovate nel link allegato al post ;)!

Enjoy!


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Omeopatia contro antibiotici vince un morto a zero
Decenni fa, cose banali ora, erano fatali. Adesso tornano ad essere fatali perché, per mancanza di educazione scientifica, si crede a tutte le stupidaggini che si leggono su internet.

Ed ora c'è un bambino morto per chi ha voluto arricchire la lobby dei produttori di prodotti omeopatici.
:(

da Roberto Burioni

Era una donna giovane, forte, bellissima e in perfetta salute. Un giorno cominciò a sentire del dolore all'orecchio, ma non ci fece caso, le altre volte era passato dopo qualche giorno. Ma quella volta non fu così: l'infezione - non contrastata dall'antibiotico . si diffuse prima alle ossa della testa, poi al cervello. La portarono in ospedale dove a quei tempi si andava a morire e lei morì a causa di questa otite, lasciando soli il marito e quattro figli, il più grande dei quali aveva 10 anni.

Questa donna era Maria, la mia nonna materna che non ho mai conosciuto, e la più piccola di quei figli mia madre Elvira, che è rimasta orfana a tre anni. Gli antibiotici ancora non c'erano: sarebbero bastate alcune pastiglie per salvarla, invece morì.

Che oggi, nel 2017, a causa dell'ignoranza, della superstizione e della scelleratezza di alcuni medici (che questa volta spero non solo siano giudicati con severità dall'ordine provinciale al quale io stesso sono iscritto, ma anche dai tribunali) si debba tornare a quei tempi in cui una tonsillite rovinava per sempre il cuore di un bambino, una appendicite era una condanna a morte, il pungersi un dito con una spina poteva portare a una cancrena fatale è intollerabile.

Per oggi abbadono le polemiche e faccio un appello a tutti i genitori.

Con la salute non si scherza.

Quando non vaccinate i vostri figli, quando li curate con "cure alternative" che sono tanto alternative quanto un tappeto volante lo è rispetto un paracadute, quando vi affidate a praticoni che sfruttano come avvoltoi le vostre paure di genitori e il vostro dolore, fate una curva contromano. Magari siete fortunati e nell'altra corsia non c'è nessuno, ma tenete sempre presente che potrebbe pure esserci un autocarro.

Se c'è - e qualche volta c'è - chi ci rimette è vostro figlio.

-------------

http://www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/cronaca/otite-bambino-omeopatia-nonno-1.3151130

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+Michele Diodati contro i complottisti spaziali
Altro post monumentale dal grande Diodati, esempio di grande divulgazione scientifica, contro i negazionisti dello spazio.
Gustosissimi alcuni commenti complottisti sullo stesso post e la chiosa
Perché ci si convince di una cosa del genere? È una diffidenza che nasce dall’esperienza di essere stati truffati in passato? O, piuttosto, chi ha questa paranoia ha in sé la mentalità del truffatore e pensa che tutti agiscano inevitabilmente allo stesso modo? Non lo so.
LA FAQ ANTICOMPLOTTISTA DI SPAZIO TEMPO LUCE ENERGIA

PREMESSA: FAQ sta per Frequently Asked Questions, cioè risposte alle domande frequenti dei lettori. Ma, a scanso di equivoci, questa non è una FAQ nel senso tradizionale. Il suo unico scopo è rispondere a quei lettori che non perdono occasione, nei commenti ai post, di ribadire le loro paranoie complottiste sull'esplorazione spaziale e lo sbarco sulla Luna.

Dopo quasi 750 post è diventato necessario scrivere questo elenco di chiarimenti a beneficio di nuovi (e vecchi) lettori, che rimarrà da ora in poi in evidenza, in modo che possa essere letto e trovato dal maggior numero possibile di iscritti.

Nei commenti ai post si presentano infatti spesso alcune questioni che evidentemente suscitano particolare interesse, ma che, altrettanto evidentemente, dimostrano che chi le pone manca di importanti informazioni di base. Ciò naturalmente non è una colpa, se nella vita ci si occupa di altro. Diventa una colpa, invece, quando si giunge a conclusioni sbagliate, pensando di sapere già tutto quel che c’è da sapere su argomenti che richiedono invece approfondimento, umiltà e pazienza.

Lo sbarco sulla Luna, l’esplorazione di Marte, le immagini prodotte dai telescopi spaziali: capire come sono andate veramente le cose e come funzionano le tecnologie spaziali richiede un sincero sforzo di approfondimento, fatto con la curiosità di scoprire quali sono le fonti autorevoli e imparare da esse, senza la presunzione di sapere già in anticipo tutte le risposte. Non so come chiamare le persone che questo sforzo non sono disposte a farlo, ma dispensano ugualmente le loro “perle di saggezza” su argomenti che ignorano in modo pressoché totale: troll? complottisti? pigri? Il napoletano ha una definizione perfetta per questo tipo di persone: “ciucci e presuntuosi”.

DOMANDA: Che mi puoi dire del pianeta Nibiru? È vero che è in rotta di collisione con la Terra?

RISPOSTA: Nibiru non esiste. Ripeto: NIBIRU NON ESISTE. Negli ultimi quindici anni sono state scoperte decine di oggetti trans-nettuniani (TNO): corpi tutti più piccoli della Terra, ai limiti della visibilità, situati alla periferia del sistema solare. Se siamo riusciti a scoprire dei fiochi e lontanissimi TNO, potete stare certi che, se esistesse un corpo di dimensioni planetarie nel sistema solare interno, cioè in una zona prossima alla Terra, sarebbe già stato scoperto da molto, molto tempo.

Inoltre, l’ipotetico pianeta Nibiru, se esistesse, produrrebbe evidenti perturbazioni gravitazionali sugli altri pianeti. Gli astronomi riscontrerebbero anomalie nelle orbite della Terra, di Marte, di Venere: anomalie che invece non ci sono. Per inciso: Nettuno fu scoperto proprio per le anomalie che, con la sua gravità, creava nell’orbita di Urano.

Tuttavia, mentre è certo che non c’è nessun nuovo pianeta nel sistema solare interno, è possibile però che esista un nono pianeta, forse anche più grande della Terra, nell’estrema periferia del sistema solare (ma senza il benché minimo rischio di collisione per noi): https://plus.google.com/u/0/+MicheleDiodati/posts/By6mq4zz5RS.

DOMANDA: Perché nelle foto della Terra vista dallo spazio, o di Saturno o di una sua luna ecc., non si vedono mai anche le stelle?

RISPOSTA: La domanda quasi sempre è posta in modo retorico e ha la risposta incorporata: non si vedono le stelle perché la foto è falsa. Il che, nella mente di chi fa simili ragionamenti sballati, significa automaticamente che non sono mai state effettuate neppure le missioni spaziali che avrebbero prodotto quelle foto di corpi celesti “stranamente” privi di stelle visibili nei dintorni.

La spiegazione in realtà è molto semplice: le stelle non si vedono perché altrimenti renderebbero sovraesposta l’immagine dell’oggetto principale della foto (la Terra, Saturno, ecc.). Chi ha un minimo di conoscenza di tecnica fotografica sa molto bene di cosa si tratta: o si tara la sensibilità della fotocamera sull’oggetto pienamente illuminato dal Sole (e in quel caso i particolari meno luminosi non saranno visibili) oppure si aumenta la sensibilità per riprendere i dettagli nell’ombra, ma in quel caso ciò che sta sotto il Sole apparirà nell’immagine come una macchia accecante senza dettagli. È una questione di corretta esposizione, tutto qui: le stelle sono enormemente meno luminose della Terra, di Saturno o di una sua luna fotografati dallo spazio, perciò non possono essere visibili nella stessa immagine in cui un corpo illuminato dal Sole sia esposto correttamente. Ma le stelle ci sono, naturalmente, come dimostrano per esempio le immagini della sonda Cassini prodotte con lo scopo preciso di riprendere i dettagli meno luminosi inquadrati dall’obiettivo fotografico: https://plus.google.com/u/0/+MicheleDiodati/posts/FjoFCEVKZME.

DOMANDA: Come è possibile che nell’immagine si veda anche il velivolo che sta compiendo la missione spaziale? Non può certo fotografare se stesso, dunque la foto è falsa e la missione non c’è mai stata.

RISPOSTA: Per quanto possa sembrare surreale, chi fa simili domande - traendo le relative conclusioni sbagliate - spesso non si accorge della differenza tra immagine fotografica e rappresentazione artistica (cioè disegno, illustrazione). È una pratica comune di agenzie spaziali e centri di ricerca accompagnare i comunicati stampa e gli articoli con illustrazioni di disegnatori professionisti, che cercano di rappresentare nel modo più suggestivo ciò che una lontana sonda sta facendo in un certo momento della sua missione spaziale. Spesso i post di questa raccolta riproducono tali raffigurazioni artistiche, che sono in genere molto ben fatte. Nella didascalia che accompagna l’immagine è però SEMPRE chiaramente indicato se si tratta di un disegno, di un’illustrazione. Dunque, se leggete nella didascalia “rappresentazione artistica” o “illustrazione”, quella non è una fotografia e, se vi compare anche la sonda, non prova nulla, tantomeno che la missione spaziale sia falsa.

Per di più, ci sono splendide fotografie di missioni spaziali in cui compare a pieno titolo un velivolo ripreso in volo, senza che si tratti di un falso. È il caso per esempio delle fotografie del LEM, il modulo lunare delle missioni Apollo, scattate dal terzo componente della spedizione, che rimaneva a bordo del modulo di comando orbitante intorno alla Luna, in attesa che gli altri due astronauti, a bordo del LEM, svolgessero la propria missione. Per esempio questa foto del modulo lunare dell’Apollo 10 in volo, scattata dall’astronauta John Young dal modulo di comando: https://www.nasa.gov/image-feature/apollo-10-lunar-module-ascends.

DOMANDA: Perché continui a pubblicare post con immagini tratte dalle missioni del Programma Apollo, quando basta studiare un attimo quelle foto per capire che sono dei falsi e che, quindi, sulla Luna non ci siamo mai andati?

RISPOSTA: SULLA LUNA CI SIAMO ANDATI, CERTO CHE CI SIAMO ANDATI! È stata un’impresa ai limiti del credibile, estremamente pericolosa, ma assolutamente vera. È comprensibile che i più giovani, quelli che non hanno vissuto l’epopea spaziale degli anni ’60 e dei primi anni ’70, abbiano dei dubbi: si chiedono per esempio perché, nonostante le tecnologie sofisticate di cui oggi disponiamo, non mandiamo più astronauti sulla Luna da 45 anni. E ne concludono che, se non riusciamo ad andare sulla Luna con i mezzi odierni, allora a maggior ragione non ci siamo stati in passato. In questo caso la risposta è semplice: politica e danaro. Dietro la corsa allo spazio, c’era l’enorme pressione politica della guerra fredda tra USA e URSS. Senza i miliardi di dollari che la politica decise di investire nel Programma Apollo per recuperare lo svantaggio iniziale degli americani nei confronti dei sovietici, l’uomo sulla Luna non ci sarebbe mai andato. È triste, ma è così.

C’è poi chi va ben oltre il dubbio. È la schiera dei lunacomplottisti: individui incrollabilmente convinti che tutto il Programma Apollo sia stata un’incredibile e sofisticatissima messinscena, architettata dalla NASA per far sembrare reale in ogni dettaglio un’impresa che si svolse invece - secondo loro - solo negli studi cinematografici di Hollywood. E, per dimostrare l’assurda tesi, si profondono in analisi complicatissime di bandiere che sventolano (o non sventolano) come dovrebbero, di ombre che non stanno al posto giusto, di riflessi che dovrebbero mostrare una cosa e non un’altra, di movimenti che non rispettano realmente la gravità lunare e mille altri dettagli di questo genere.

Una FAQ non è il luogo adatto per demolire singolarmente ogni critica dei lunacomplottisti. A tale scopo occorrerebbe un libro, un libro che guarda caso esiste. Lo ha scritto qualche anno fa il giornalista Paolo Attivissimo: è un testo documentatissimo, chiaro e comprensibile e, soprattutto, gratuito nella versione e-book. Bisogna però avere la pazienza di leggerlo con attenzione, possibilmente senza pregiudizi: http://www.attivissimo.net/luna/luna-si-ci-siamo-andati/.

In questa sede mi limiterò ad alcune considerazioni generali, ma non per questo meno decisive. I lunacomplottisti sono come quei teologi bizantini che continuavano a discutere animatamente del sesso degli angeli, mentre i Turchi erano ormai alle porte di Bisanzio (Costantinopoli) e stavano per mettere fine per sempre, non solo alle loro inutili dispute teologiche, ma all’esistenza stessa dell’Impero romano d’Oriente. Voglio dire che, per valutare se siamo andati realmente sulla Luna tra il 1969 e il 1972, ci sono prove molto più convincenti delle speculazioni sul materiale fotografico e filmato prodotto dagli astronauti (materiale che spesso i lunacomplottisti criticano non sulla base degli originali, che pure sono accessibili, ma di versioni di seconda o terza mano).

Ecco tre spunti di riflessione.

1. Alle missioni lunari Apollo lavorarono nel complesso qualcosa come 400.000 tecnici civili. Vi sembra possibile che, dopo circa mezzo secolo, nessuna di quelle persone abbia mai tradito, neppure in forma anonima, il presunto segreto, cioè che tutto il loro lavoro non serviva a costruire razzi e strumenti in grado di permettere agli astronauti di andare sulla Luna, fare esperimenti scientifici e prelevare campioni di suolo lunare, ma era solo una messinscena ad uso e consumo dei media? E come mai, invece, documenti realmente segretissimi come quelli della CIA, conosciuti da un numero infinitamente minore di persone, prima o poi finiscono in rete perché qualcuno ha deciso nonostante tutto che il mondo deve sapere?

2. Il Programma Apollo è stata un’impresa di enorme complessità e grandezza. Senza contare i reperti fisici, come i 382 kg di rocce lunari riportati sulla Terra dagli astronauti delle sei missioni sbarcate sulla Luna (rocce analizzate da laboratori di tutto il mondo), l’intero programma ha dato origine a un numero incalcolabile di documenti. Tutto questo materiale è direttamente accessibile a chiunque sia interessato: ci sono gli schemi tecnici dei razzi, del modulo lunare, del modulo di comando; ci sono le procedure, dettagliatissime, che gli astronauti dovevano eseguire; ci sono le registrazioni audio, le immagini e le trascrizioni di ogni singola operazione compiuta dagli astronauti durante le varie missioni Apollo; ci sono fotografie e filmati a colori realizzati, nello spazio e sulla Luna, utilizzando le migliori pellicole e le fotocamere e le cineprese più sofisticate che la tecnologia dell’epoca consentiva. Ci sono, ancora, migliaia di studi scientifici, pubblicati sulle più importanti riviste di settore, che descrivono e analizzano i risultati delle missioni Apollo. Vi sembra mai possibile che si possa falsificare integralmente, mantenendone la coerenza, una simile, immensa mole di informazioni, prodotta peraltro da migliaia di persone diverse e, spesso, senza rapporti tra loro, per di più nel corso di molti anni? La cosa veramente fantascientifica è pensare seriamente che tutto il materiale esistente sulle spedizioni lunari sia falso! Comunque, per chi vuole rendersi conto di persona della ricchezza di informazioni disponibili sulle missioni Apollo, consiglio di dedicare qualche ora a spulciare i seguenti siti: https://ntrs.nasa.gov/search.jsp / http://www.virtualmicroscope.org/collections/apollo / https://www.hq.nasa.gov/alsj/main.html.

3. L’Unione Sovietica tentò fino all’ultimo di insidiare agli americani il primato nell’esplorazione lunare. Provarono anche i sovietici a mandare un essere umano sulla Luna, ma fallirono. Tutto ciò che riuscirono a fare fu inviare, tra il 1970 e il 1976, delle sonde senza equipaggio, che prelevarono in totale 500 grammi di suolo lunare e li riportarono a Terra. La lotta tra USA e URSS per il primato nello spazio fu feroce, costosissima e senza esclusione di colpi. Eppure, la televisione sovietica, maestra nell’arte della censura, annunciò praticamente in tempo reale la notizia dello sbarco sulla Luna degli americani del luglio 1969, mandando in onda addirittura alcuni spezzoni della diretta effettuata dall’Apollo 11. Ai sovietici non mancavano certo le spie e la capacità di procurarsi informazioni segrete. Se vi fosse stata anche una sola, minima possibilità che lo sbarco degli odiati “imperialisti” americani sulla Luna fosse stata una finzione, una messinscena cinematografica, vi pare che i sovietici non avrebbero colto l’occasione al volo, smascherando l’imbroglio e umiliando il nemico di fronte al mondo intero?

DOMANDA: Perché continui a pubblicare post con immagini di Marte (o di Saturno o di Giove o di Plutone ecc.), quando è chiaro che le foto sono false e che le missioni che avrebbero prodotto quelle foto non ci sono mai state?

RISPOSTA: Ci sono davvero persone convinte che tutte le immagini prodotte da centinaia di satelliti e sonde in 60 anni di esplorazione spaziale siano false. È una convinzione a dir poco paranoica, ma non per questo meno reale: i post di questa raccolta con immagini da Marte, da Saturno ecc. hanno ricevuto spesso commenti che tentavano di ridicolizzare le foto scattate da Mars Reconnaissance Orbiter, da Cassini e altre sonde, considerandole del tutto fasulle. Perché ci si convince di una cosa del genere? È una diffidenza che nasce dall’esperienza di essere stati truffati in passato? O, piuttosto, chi ha questa paranoia ha in sé la mentalità del truffatore e pensa che tutti agiscano inevitabilmente allo stesso modo? Non lo so.

Quello che so è che mandare sonde su Marte o in orbita intorno a Saturno è un lavoro complicato, difficile, costoso, che richiede altissime competenze, ma assolutamente possibile. È dagli anni ’60 del secolo scorso che americani e sovietici, giusto per citare i primi, possiedono la tecnologia per spedire sonde verso la Luna e verso altri pianeti del sistema solare: ne sono esempi le dieci sonde del Programma Mariner degli Stati Uniti e le sedici del Programma Venera dell’URSS.

A tutt’oggi sono migliaia i lanci spaziali effettuati in tutto il mondo, da molte nazioni e agenzie spaziali differenti, con finanziamenti e interessi politici differenti. Convincersi che tutto ciò non sia mai avvenuto, che i Pioneer non abbiamo mai fotografato Giove, che i Voyager non abbiano mai fatto il gran tour del sistema solare a cavallo tra gli anni ’70 e gli anni ’80, che i due Viking non siano mai scesi su Marte, che Cassini non sia da oltre 12 anni in orbita intorno a Saturno, che le sonde europee Giotto e Rosetta non abbiano mai visitato la cometa di Halley e la cometa 67P è quanto meno bizzarro.

Esistono letteralmente milioni di documenti, liberamente consultabili, che descrivono le fasi di progettazione, costruzione, test, lancio e navigazione spaziale di quasi ogni sonda lanciata nello spazio nell’ultimo mezzo secolo. Esistono archivi di immagini immensi, contenenti le coordinate spaziali e temporali di ogni scatto, che permettono di eseguire controlli incrociati sulla coerenza dei contenuti fotografati. Esistono centinaia di migliaia di studi scientifici, prodotti sulla base dei dati raccolti durante le missioni spaziali di tutte queste sonde. Esistono le ricadute pratiche, economiche, dei progressi resi possibili dal continuo affinamento delle tecnologie, inevitabile quando si deve vincere la sfida di mantenere una sonda pienamente operativa mentre si trova nello spazio, sottoposta a raggi cosmici, radiazioni e sbalzi termici di centinaia di gradi. Esiste un’industria mondiale che fattura miliardi di dollari ogni anno, della quale fanno parte società che costruiscono razzi, componenti elettronici, sensori, strumenti di ricerca, motori, isolanti termici e un’infinità di altri materiali usati in un modo o nell’alto nella costruzione di sonde, satelliti, telescopi e moduli spaziali (in Italia opera la multinazionale Thales Alenia, per citarne una): un’industria che dà lavoro a migliaia di persone. Cosa fanno gli ingegneri, i tecnici, gli operai, i manager di queste società tutti i giorni, tutto l’anno? Si grattano la pancia, perché tanto è tutto finto?

Mi sembra inutile proseguire oltre: chi è convinto che le immagini che riceviamo dalle sonde in orbita intorno a pianeti, comete e asteroidi del sistema solare siano false o è un burlone o non ha mai ragionato seriamente su questi argomenti oppure, davvero, ha solo bisogno di uno psicologo.

DOMANDA: Perché continui a pubblicare immagini della Terra vista dallo spazio, quando è noto che le fasce di Van Allen sono una barriera insuperabile per satelliti e velivoli spaziali e, dunque, si tratta di foto false?

RISPOSTA: Le Fasce di Van Allen (così chiamate da James Van Allen) furono scoperte nel 1958: la più interna delle due dal primo satellite lanciato dalla NASA, l’Explorer 1, la seconda, più ampia e più variabile, dai satelliti Explorer IV e Pioneer 3, sempre della NASA. Si tratta di due “ciambelle” attraversate da un plasma di particelle cariche - protoni ed elettroni - che si avvitano intorno alle linee del campo magnetico terrestre e risentono delle condizioni del tempo spaziale, per esempio delle tempeste solari.

L’attraversamento delle Fasce di Van Allen può causare problemi alle apparecchiature elettroniche e ai sistemi di comunicazione dei satelliti in orbita intorno alla Terra, ma nulla che non possa essere efficacemente contrastato da una buona schermatura. Il problema è talmente superabile che vi sono attualmente circa 1.000 satelliti in orbita intorno alla Terra. Se credete che ciò non sia vero, dovreste però anche spiegare come avviene la localizzazione tramite il sistema GPS che avete nel vostro telefonino o navigatore satellitare e da dove arrivano le immagini televisive dell’ultimo Gran Premio di Formula 1 che state guardando attraverso la piattaforma SKY.

A dispetto degli scettici, vi sono due sonde gemelle della NASA che studiano da quasi cinque anni le Fasce di Van Allen e non sono state “cotte”, a quanto mi risulta, da questo ingrato lavoro. Informazioni generali sulla missione delle Van Allen Probes sono disponibili qui: https://www.nasa.gov/mission_pages/rbsp/mission/index.html. Grazie ai risultati ottenuti da queste sonde, sappiamo tra l’altro che gli elettroni relativistici più pericolosi all’interno delle Fasce sono molto meno numerosi di quel che si pensava, il che avrà ricadute positive sui costi di schermatura dei satelliti. Per approfondire: http://www.media.inaf.it/2017/03/16/fasce-di-van-allen-spunta-il-sereno/.

In conclusione, Hubble e tutti gli altri satelliti e telescopi spaziali in grado di riprendere immagini astronomiche di oggetti celesti e della Terra orbitano tranquillamente sopra le nostre teste, sufficientemente protetti dai pericoli elettromagnetici delle Fasce di Van Allen. Le immagini astronomiche che essi ci inviano sono assolutamente reali, oltre che - vale la pena di dirlo - spettacolari e suggestive.

DOMANDA: Chi te lo fa fare di scrivere questi chiarimenti, visto che nessun cospirazionista è disposto a mettere seriamente in dubbio le proprie convinzioni preconcette?

RISPOSTA: L’impresa di mandare uomini sulla Luna, pur se legata fortemente a fattori politici e propagandistici, è stata probabilmente la conquista più straordinaria realizzata finora dal genio umano. Un’impresa dove coraggio, spirito di avventura e persino incoscienza si sono uniti, utilizzando al meglio ciò che le conoscenze scientifiche e gli strumenti tecnologici dell’epoca mettevano a disposizione. Il risultato è stato semplicemente grandioso: a soli 66 anni di distanza dal primo tremolante volo a motore dei fratelli Wright, gli esseri umani sono stati in grado di costruire un sistema di volo così sofisticato e potente da consentire di uscire dall’orbita terrestre e scendere sulla Luna. Non solo, ma anche di riportare indietro incolumi i coraggiosi astronauti di quelle sei spedizioni (nonché quelli dell’Apollo 13, che però sulla Luna non poterono scendere). Vedere infangare la memoria di quella grande impresa con sberleffi, prese di posizione preconcette, critiche superficiali e argomentazioni contorte è veramente triste e mi fa sentire in obbligo di dire la mia. Non che speri di convincere i lunacomplottisti con le mie argomentazioni, ma sappiano almeno che qui non è aria per loro!

Lo stesso penso di chi ritiene che tutte le missioni spaziali inviate verso altri corpi del sistema solare siano false, e false, di conseguenza, le immagini che quelle sonde ci hanno inviato e continuano a inviarci. L’impresa di costruire velivoli in grado di viaggiare nello spazio per anni, di sfruttare gli effetti di fionda gravitazionale dei pianeti per risparmiare carburante, di scendere sulla superficie di Marte con sistemi automatici calibrati alla perfezione (come Curiosity e Opportunity) o quasi alla perfezione (come il lander Schiaparelli dell’ESA) merita rispetto e ammirazione, non critiche stupide e preconcette.

Oggi abbiamo la fortuna di disporre di una enorme quantità di informazioni liberamente e gratuitamente consultabili da chiunque: archivi immensi di documenti online che spiegano ogni dettaglio tecnico, scientifico e costruttivo delle sonde utilizzate in missioni spaziali e degli strumenti scientifici che esse trasportano. Invito gli scettici e i diffidenti ad abbandonare almeno provvisoriamente le loro convinzioni, a sospendere per un po’ il giudizio negativo e a fare lo sforzo di documentarsi, seriamente. Mi auguro che, a mano a mano che prenderanno confidenza con i fatti, con i dati, con lo sterminato insieme di conoscenze che l’esplorazione spaziale ha finora prodotto, la loro diffidenza possa diminuire e tramutarsi progressivamente in piacere della scoperta, curiosità e desiderio di saperne di più.

Vale la pena di essere fieri di ciò che in pochi decenni di esplorazione spaziale l’umanità è riuscita a realizzare, anche se non bisogna mai perdere di vista la consapevolezza dei nostri limiti. Tutto il sapere finora accumulato è di certo solo un graffio, una piccola crepa sulla superficie di un enorme muro di mistero. Ma quella crepa ci permette comunque di gettare uno sguardo vero e profondo sul sistema solare e sull’Universo nel quale ci è capitato di esistere. Vale la pena di difendere e ampliare le conoscenze finora ottenute, mentre è indegno denigrarle e soprattutto fossilizzarsi nell’idea paranoica che siano false!
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23/05/17
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Una delle principali regole di sicurezza è aggiornare
Fate gli aggiornamenti dei telefoni e dei computer è fondamentale. La lettura è molto entrylevel, quindi è consigliabile a tutti.
#WannaCry e #EternalRocks dovrebbero bastare come motivi per aggiornare il sistema operativo di un PC usato in un ambiente di lavoro.

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Altro caso di serp anomala su Google Immagini
A quanto pare il punto esclamativo è decisamente #asian.
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I vaccini possono creare posti di lavoro nel settore dei trasporti...

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È ufficiale: Libero ha un sedicenne represso come titolista
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