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Matteo Luigi Riso
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Matteo Luigi Riso

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Faccio una ricarica al cellulare di mia madre e questo SMS giunge come risposta. La TIM vorrebbe convincere i propri utenti ad usare gli MMS. Questo dimostra quanto certi operatori telefonici siano ridicoli e retrogradi. Parlare ai propri clienti di MMS nel 2015 (tralasciando il fatto che la destinataria del messaggio era mia madre), equivale a farsi coprire di ridicolo. Con Whatsapp e Telegram in circolazione, oltre tutto! Questi sono gli stessi che impediscono l'evoluzione tecnologica del paese: sono gli stessi che hanno affossato il Wi-Max per timore che Skype e simili facessero perdere loro gli introiti delle telefonate; sono gli stessi che prima ti danno un ADSL a 20 Mega nominali, poi ti tempestano con offerte per una fibra ottica fasulla (giacché la fibra non ti entra in casa, si ferma all'armadio di derivazione in strada e da là i dati viaggiano sempre sul vecchio doppino di rame, riducendo fortemente i vantaggi della fibra ottica). Se quanto a tecnologia siamo il fanalino di coda in Europa (e nel mondo industrializzato), sapete chi accusare.
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Matteo Luigi Riso's profile photoMartino Mosna's profile photoCarmine “carminhouse1976” Colamonici's profile photo
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+Martino Mosna il nord Italia non è l'Italia... 
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Matteo Luigi Riso

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Sta per arrivare un nuovo post su #Windows10  ma questa volta scriverò sul mio blog. Abbiate pazienza.
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Ivano Bressan's profile photoMatteo Luigi Riso's profile photoGiacomo Rutili's profile photo
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+Matteo Luigi Riso vorrei scriverlo anch'io.
Aspetto il tuo per vedere quanti saranno i punti in comune. A quel punto potrei limitarmi a condividere il tuo pezzo :)
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Matteo Luigi Riso

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#WIndows10  resoconto a distanza di un mese dalla sua installazione - post lungo!

 A quasi un mese dalla sua installazione, il bilancio della mia esperienza con Windows 10 non può che essere positivo. Ho eseguito 3 installazioni sino ad oggi e potrei dare questi voti a ciascuna di esse:

Netbook Acer Aspire One con Atom Z270 e 2 GB Ram
Installazione (32 bit): 9 (upgrade da Windows 8.1 che upgradava già Win 7)
Fluidità d'uso: 8 (spiace dirlo, con Linux ho avuto esperienze peggiori)
Versatilità: 8 (le finestre di sistema si riducono automaticamente in funzione della risoluzione a 1024x768 e ricordano l'aspetto di dialoghi a scorrimento su smartphone o tablet)

Notebook Asus F6A di mia moglie con Centrino 2 e 3 GB Ram
Installazione (64 bit): 8.5 (upgrade da Windows 7 che già upgradava Vista)
Fluidità d'uso: 8
Versatilità: 9 

PC di studio - Intel Core i3 Ivy Bridge, 4 core e 16 GB di Ram
Installazione (64 bit): 6 (upgrade da Win 7 - spiego meglio dopo)
Fluidità d'uso: 5
Versatilità: 4

Ne avevo già parlato in un altro post: l'installazione sul PC di studio sembrava corrotta già dopo il setup: applicazioni mancanti o malfunzionanti, lentezza generale, lag vistosissimi...
Una prima impressione che mi ha fatto storcere il naso e che sarebbe perdurata se non mi fossi incaponito a risolvere il crash immediato dell'applicazione Foto. Grazie a questa ho scoperto che per risolvere il suo crash, l'unica soluzione è quella di creare un nuovo account utente ed abbandonare quello precedente.
In poche parole, il mio account precedente era talmente... #fottuto  da aver impedito che alcune configurazioni post-installazione andassero a buon fine.
La prova del nove l'ho avuto quando mi sono loggato con l'account di mia moglie: sequenza di benvenuto che ti annuncia che il sistema si sta preparando al primo avvio e poi, una volta dentro, tutto che funzionava a meraviglia, compresa l'applicazione Foto.
Creato un nuovo account e trasferito tutto quel che mi serviva dal vecchio al nuovo, ho finalmente potuto apprezzare Windows 10 in tutta la sua potenza. Adesso posso giudicare la fluidità d'uso e la versatilità, portando entrambe le valutazioni a 9 ma per l'installazione sono costretto a lasciare quel giudizio: in effetti ha ragione chi ha definito acrobatico l'upgrade da Win7 a Win10 e ciò è ancor più vero se l'account utente di Win7 è compromesso come lo era il mio.
Chiusa questa lunga parentesi circa l'installazione, sono lieto di annunciare che Windows torna ad essere il mio SO predefinito, anche se Kubuntu resta sempre lì, in dual boot, pronto a tornarmi utile quando devo sviluppare qualcosa di specifico per Linux (e capiterà sicuramente nel corso dei prossimi mesi).
E pur adorando LibreOffice 5, ho fatto una scelta di opportunità ed economia: ho sottoscritto l'abbonamento a Office 365 per €10/mese. Questa decisione, sebbene un po' sofferta, si è resa necessaria in considerazione del fatto che:
1) mia moglie è un'avida utilizzatrice del pacchetto Office poiché i suoi colleghi di facoltà usano solo ed esclusivamente questa suite per redigere i loro elaborati e le pubblicazioni;
2) abbiamo diversi computer e l'abbonamento mi consente fino a 5 installazioni di Office (sempre l'ultima versione, anche in anteprima) su altrettanti dispositivi;
3) possiamo lavorare online su Office, anche se non usiamo i nostri computer;
4) abbiamo un gran bisogno di spazio per foto e video che facciamo in diverse occasioni (solo negli ultimi due mesi ho scattato 1489 foto e 105 video - per causa di 4 matrimoni): l'abbonamento estende la capacità di OneDrive a 1 Terabyte.
5) il pacchetto Office comprende l'ottimo Outlook e sostituisce la pessima applicazione Posta e la discreta Calendario di serie in Windows 10.

L'effetto ecosistema inizia a farsi sentire, dunque, e questo ecosistema sembra anche più aperto rispetto ad altri (attenzione: non parlo di open source ma di semplice interoperailità ).
Come tante applicazioni nel suo genere, OneDrive ha la possibilità di importare foto e video da qualsiasi dispositivo mobile si connetta, telefono o lettore di schede che sia. Ho collegato il Galaxy S4 via USB e immediatamente mi ha chiesto cosa volessi fare con foto e video, sicché ho chiesto di importare tutto quel che c'era perché avevo così poco spazio che le applicazioni sul cellulare non riuscivano ad aggiornarsi. In questa situazione ho avuto modo di apprezzare come Google Foto su Android proponesse di liberare spazio cancellando dal dispositivo le foto e i video già sottoposti a backup; purtroppo, però, ogni tentativo in tal senso non è andato a buon fine. In questo anche OneDrive si è rivelato lacunoso ma... l'applicazione Foto di Windows 10 fa esattamente quel che avrebbe dovuto fare Google Foto: importa le foto (si può scegliere se metterle nella cartella Immagini o in OneDrive) e poi può eliminarle gli originali dal dispositivo. Ora non mi resta che disabilitare tale funzione dal client di OneDrive e lasciare che l'applicazione Foto gestisca il tutto. Una vera sorpresa in positivo ma non mancano alcune lacune che ho prontamente segnalato attraverso Feedback.

Il mio PC di studio oggi è più connesso che mai: l'account di Outlook.com è in grado di interagire anche con il mio classico account GMail e per la prima volta ho davvero l'impressione che tutto il mio mondo sia a portata di mano e ben organizzato in lavoro, hobby e vita privata. Microsoft ha capito perfettamente che i PC tradizionali saranno necessari ancora per lungo tempo.

L'impressione di essere in un ecosistema l'avverto per la prima volta e in maniera decisa, tanto da meditare l'acquisto di un tablet o di un convertibile con Windows: se cercate di Google+, un paio di anni fa scrissi chiaramente che un tablet con Windows "full" sarebbe stato l'ideale per chi con Windows lavora su desktop. Purtroppo Microsoft ha fatto una serie di passi falsi con Windows RT, Windows 8/8.1, ma oggi sembra che sia di nuovo sulla strada giusta e immagino che molti (come me) in questi giorni staranno meditando di sostituire il proprio tablet Android con un tablet Windows 10 - specifico Android poiché giudico che difficilmente un utilizzatore di iPad sia nelle condizioni di voler passare a Windows, dato che molti iPaddisti in genere usano il Mac come desktop o come notebook.

Mancano parecchie applicazioni nello Store.
Non è un problema perché le applicazioni scaricate dai rispettivi siti si installano e funzionano a meraviglia, ma quelle nello store sono applicazioni pensate per funzionare come Universal Apps, ossia applicazioni che funzionano tanto su desktop quanto su dispositivi mobili. Si caratterizzano dall'avere grosse possibilità di interazione con le tiles del menù Start e/o con il Centro Notifiche. Molte delle applicazioni che uso quotidianamente, invece, sono ferme all'era di Windows 7. Un esempio? ThunderBird non mostra notifiche per la posta in arrivo né il riquadro nel menù Start è animato. Altro esempio? Telegram Desktop mostra le notifiche appena si riceve un messaggio ma questi non restano nel Centro Notifiche anche se ancora non li si è letti.
Nonostante la situazione però, sono ottimista. Quel che manca agli sviluppatori è una serie di strumenti di sviluppo aggiornati e in grado di supportare Windows 10. Giusto ieri +Embarcadero Technologies  ha rilasciato la Trial gratuita di RAD Studio 10 Seattle. Stiamo parlando di #Delphi   e #CBuilder  ! In un anno Embarcadero ha rilasciato due versioni: RAD Studio XE8, concepita soprattutto per consentire lo sviluppo di applicazioni Android, OSX e iOS  (oltre che Windows), costituendo anche una sorta di ponte verso la versione rilasciata ieri che, al contrario, è chiaramente tesa ad accelerare lo sviluppo di applicazioni per Windows 10 (e per i touchscreen). Tempo un paio di mesi e lo Store inizierà a fiorire.

In conclusione: fino ad oggi esperienze positive (se ignoriamo i problemi iniziali dovuti al mio account utente) e Windows 10 colma le lacune che Windows 8 malcelava, fra cui quel comportamento odioso per cui Microsoft ignorava le richieste degli utenti. Oggi , invece, Microsoft tramite l'app Feedback raccoglie idee, critiche e lamentele direttamente dai propri clienti e fa di tutto per venire incontro a tali richieste. Esattamente come dovrebbe fare una community Open Source - se funzionasse.
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25energie's profile photoMatteo Salvi (El Salvador)'s profile photoGiovanni Mazza (Giuvanin)'s profile photoDiego D. De Zan's profile photo
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+Mauro Galafassi scusa ma non sono un fanatico delle combinazioni di tasti visto che uso un portatile e torno a ripetere che non é la stessa cosa ora gestisce le app come programmi e li va ad aggiungere alla barra più altre robe. 
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Matteo Luigi Riso

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... e pensare che qui vorrebbero piazzare un megaponte a campata unica fra Calabria e Sicilia!
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Matteo Luigi Riso

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A mollo. Anche oggi.
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Esse Pi's profile photoGlauco Timo's profile photo
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L'invasione degli uomini rana !
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Matteo Luigi Riso

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Morosi: no alla "black list" sul sito del Comune. 
I Comuni non possono pubblicare sul proprio sito i nomi di coloro che non pagano i tributi. La legislazione statale non prevede  tale obbligo ed esso non può comunque essere introdotto con un Regolamento dell'ente locale. Lo ha chiarito il Garante privacy al termine di un'istruttoria avviata a  seguito di un articolo  di  stampa nel quale si annunciava l'intenzione dell'ente locale di mettere on line una black list con i nomi dei morosi. Secondo il Garante la procedura che il Comune intende avviare viola il principio di legalità sotto diversi profili.
http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/4209946#1
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Matteo Luigi Riso's profile photoDiego Pi's profile photoAndrea Strazzeri's profile photoEsse Pi's profile photo
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Esse Pi
 
+Diego Pi caro pi, sai come inizierebbero tutti a pagare? 
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Matteo Luigi Riso

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Saluti da SOTTO il mare. 
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Diego Pi's profile photoEmiliano Mallamaci's profile photo
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Come il #Sindaco #Marino ?
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Matteo Luigi Riso

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Incazzatura over 9000.

#Windows10  si sta aggiornando alla più recente build Insider sul netbook... Il PC di studio invece non trova l'aggiornamento...
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Diego D. De Zan's profile photoEmiliano Mallamaci's profile photoWalter Micheletti's profile photo
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in azienda abbiamo fatto una policy per togliere la maledetta icona di upgrade a win10... per dire
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Matteo Luigi Riso

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Dato che il blog non va...

Vecchia #Microsoft e Nuova Microsoft: si vede la differenza? POST LUNGO

Premessa: ho usato #Outlook per anni, per poi sostituirlo con Thunderbird e Google Calendar poiché ritenevo che, sebbene ricco di funzioni, non mi consentisse di lavorare come desideravo.
Il mio workflow è basato pesantemente sull’uso del calendario e quello di Google rappresenta da sempre (per me) la miglior soluzione, in quanto tutti gli appuntamenti, perfettamente organizzati in calendari diversi, poi me li ritrovo sincronizzati su smartphone e tablet. All’epoca smisi di usare Outlook proprio perché mancava una corretta interoperabilità con Google Calendar e il massimo che potevo fare era importare i miei calendari in sola lettura. Da allora e sino ad oggi, ho sempre usato Thunderbird+Lightning per gestire email e appuntamenti di lavoro, con la tranquillità di avere tutto sincronizzato via cloud su #Google Calendar.

Passando a #Windows10, però, vorrei evolvere questo sistema e verificare se il nuovo sistema operativo è davvero così “aperto” e “interoperabile” come appare sin dall’installazione. Scopro, a questo punto, un piccolo capolavoro di Microsoft: l’app “Calendario”. Incredibilmente semplice da usare, sin dal primo avvio mi chiede quali account aggiungere. Indico le credenziali di Google e… Voilà! I miei Google-calendari sono là, perfettamente visibili e organizzati nell’applicazione di serie di Windows 10.
Lo stesso entusiasmo non posso mostrarlo per la contropartita di Calendario, l’applicazione “Posta”. Purtroppo le due app sono integrate e sono installate insieme. Il peggior difetto dell’applicazione Posta è la mancanza di una vista generale di tutte le caselle “Posta in arrivo” che l’utente possiede per i propri diversi account: secondo una vecchia logica, chi possiede più indirizzi e-mail è costretto a saltare da una vista all’altra per leggere i diversi messaggi; in realtà, basterebbe limitarsi a leggere i messaggi in arrivo così come restano memorizzati nel centro notifiche di Windows 10 ma una vista combinata nel 2015 non guasterebbe. E manca anche l’opzione per chiedere la “Conferma di lettura”...

A questo punto, volendo rimuovere Thunderbird che in Windows 10 è un pugno nello stomaco sotto il profilo estetico, apro l’Outlook 2013 che l’abbonamento a Office 365 mi concede. Erano anni che non riaprivo l’ammiraglia dei PIM e mi sarei aspettato parecchie innovazioni nella logica di funzionamento, mentre già dalla prima configurazione intuisco che le cose erano cambiate davvero poco. Purtroppo avevo ragione: ancora in Outlook 2013 i calendari di Google possono essere importati solo in lettura attraverso il link alla versione iCal e, comunque, i diversi calendari appaiono visivamente separati e il massimo della sovrapposizione che si ottiene è il loro raggruppamento in un’interfaccia a schede; inoltre, le caselle di posta elettronica restano ben separate fra loro e anche qui manca una vista combinata.

Sconsolato, sono indotto ad una riflessione.
Calendario di Windows 10 è chiaramente frutto della “nuova Microsoft”, quella di Nadella, aperta e disposta a collaborare con altre piattaforme; Outlook 2013, invece, mostra ancora i segni del management Ballmer, quello chiuso, aggressivo e mal disposto ad aprirsi verso l’esterno. La differenza si vede. Altri segni, poi li ho rintracciati nell’applicazione Outlook per Android: pensate un po’, anche là posso integrare i miei calendari Google esattamente come in Windows 10 e posso anche usare account di altre aziende (es. Yahoo!). Se Ballmer fosse stato ancora in carica, certamente l’applicazione Outlook per Android non sarebbe esistita e si sarebbero ostinati ad imporre soluzioni in-house. La strategia di Nadella, invece, si sta rivelando sempre più in cavallo di Troia: io in prima persona sto usando applicazioni Microsoft su Android. Funzionano davvero bene e Windows 10 è venuto a dar man forte a queste. Come pensa +Maurizio Ceravolo​, poco manca che esca a comprare un Lumia con Windows 10 Mobile o, comunque, che abbandoni il mio fidatissimo Galaxy Note 10.1 per un convertibile Windows 10.
In teoria, oggi sono nelle condizioni di poter traslocare il mio workflow da una soluzione Google-based ad una soluzione Microsoft-based e continuare ad usare i miei dispositivi Android senza alcuna modifica epocale. “In teoria” perché l’app Calendario (e il sottosistema su cui è costruita) non è esente da difetti - per esempio: la sincronizzazione automatica è lenta, manca la ricerca e graficamente ci sono alcune defaillances - però cose da poco e che non impedirebbero di segnare udienze e appuntamenti, così come dedotto dai diversi test condotti.
In tutto ciò, come si è comportato il mitico Outlook 2013? Male. Semplicemente male. Mentre Calendario di Windows, Calendario su Outlook.com e Outlook su Android si sincronizzano pacificamente fra loro (sebbene con i ritardi segnalati anche via Feedback), Outlook 2013 se ne sta lì ad attendere che qualcuno aggiunga l’account su outlook.com; fatto ciò, mi sarei aspettato di vedere i diversi calendari creati su Outlook.com, invece ho ritrovato solo il calendario di default su Outlook.com e gli altri sono stati semplicemente ignorati. Posso anche capire la ratio di questo comportamento: Outlook 2013 permette di assegnare categorie e colori diversi a ciascun evento inserito in un singolo calendario, dunque perché qualcuno potrebbe voler gestire più calendari? Se ci pensiamo un attimo, effettivamente la visione di Outlook 2013 non è sbagliata, anzi è il contrario! Outlook 2013 è concepito per il lavoratore, quello serio, professionale e organizzato, che non ha 4 calendari diversi ma uno solo e l’organizzazione l’applica solo agli eventi per mezzo di colori e categorie. Vuoi vedere che Outlook 2013 alla fine ha ragione ad imporre uno schema così rigido?

Morale della favola: osservando le varie incarnazioni di Outlook e il nuovo Windows posso facilmente vedere la linea di rottura fra l’era Ballmer e l’era Nadella. Il nuovo Windows 10 è un sistema operativo che offre tutto già out of the box (come dicono quelli che parlano bene) e Outlook 2013 quasi quasi diventa un inutile orpello (francamente, è eccessivo e troppo ricco di funzioni); se migliorassero le app Posta e Calendario di quel che ad oggi manca, Windows 10 potrebbe perfettamente essere utilizzato così com’è. Mentre il vecchio Outlook 2013 è l’emblema della vecchia Microsoft, invece Windows 10, Posta, Calendario, Outlook per Android (e quasi certamente Office 2016) rappresentano perfettamente lo spirito della nuova Microsoft, ove tutto quel che facevamo in precedenza è tornato ad essere tale ma sotto forme nuove e moderne. Giusto per fare un paragone con Linux, nell’installazione di Kubuntu che ho in dual boot nel PC dello studio è da diversi mesi che provo (inutilmente) ad associare il mio account Gmail al mio account utente locale, così da poter vedere la mia foto profilo, usare il mio calendario, la mia posta, i miei contatti. Nulla da fare. Poi ti arriva il figlio del male, Windows, l’emblema del closed source, e che fa? Tac: un paio di click e puoi usare il tuo account outlook.com, quello su Gmail in parecchie altre parti del sistema operativo e questo non fa una piega, infischiandosene del fatto che stai usando un prodotto non-Microsoft.

Se penso che l’open source avrebbe potuto fare tutto ciò da molto prima...

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Maurizio Ceravolo's profile photoGiacomo Rutili's profile photoMatteo Luigi Riso's profile photo
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Io voglio iniziare oggi un esperimento. Sto mettendo Office 2016 (preview) al centro del mio workflow - ho l'installazione perché ho sottoscritto Office 365 per avere anche il Tera su OneDrive.
Ho persino scoperto come avere una vista combinata su Outlook: basta configurare gli account come POP3 (e indicare di lasciare i messaggi su server), così tutte le caselle confluiscono nel file PST di Outlook.
Man mano che vado avanti con la trasformazione, mi accorgo che la soluzione Microsoft-based è più razionale mentre le soluzioni Google-based - come osservato anche nell'altro tuo post - sembrano essersi innovate pochissimo e, apparentemente, restano soluzioni per l'utente medio e non per scopi professionali (anche di basso livello). Tutto ciò mentre tengo d'occhio l'Outlook su Android per vedere come si comporta di conseguenza.
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Matteo Luigi Riso

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Stefano “Kumitey” Girardi's profile photoRiccardo Antonazzo's profile photo
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Matteo Luigi Riso

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Diego D. De Zan's profile photo
 
Ahahahah!!!.....
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Matteo Luigi Riso

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#lafinestradelbagno offre questo panorama. 
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Martino Mosna's profile photo
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Public - 3 weeks ago
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Questo che viene spacciato per un hotel è in realtà un villaggio turistico. Esso sorge (inspiegabilmente) all'interno della Riserva Naturale della Foce del Belice, con un impatto ambientale esagerato, dato che tutt'intorno non vi sono altro che campi coltivati e il silenzio più totale che la natura possa offrire. Le strade per accedere a questa struttura sono delle stradine interpoderali (appunto: si passa in mezzo a vari ettari di campi coltivati) anguste, maltenute e priva di illuminazione pubblica; quest'ultimo dettaglio è importante perché, se si è dotati di auto propria e si desidera sfuggire ai prezzi da monopolista praticati dal bar e dal ristorante/pizzeria, per raggiungere il paese più vicino (Marinella di Selinunte a 20 KM) bisogna avere pazienza e coraggio per sfidare il buio pesto che avvolge la zona nelle ore notturne. Nessuna abitazione lungo quelle strade, nemmeno una lampadina accesa e neanche un benzinaio nel raggio di 60/70 KM. Questo "hotel" è totalmente disconnesso dal mondo e persino i servizi di prima necessità, mancanti all'interno della struttura, sono lontanissimi; infatti, all'interno dell'hotel non vi è un'infermeria, nè un medico di turno, nè un bancomat. Nel caso ci si senta male, bisogna ricorrere alla guardia medica di Castelvetrano (a più di 30 KM). Non vi è neanche la possibilità di chiamare un taxi perché devono provenire da Castelvetrano ed esigono tariffe esorbitanti proprio per la distanza che devono coprire. L'hotel, inoltre, mette a disposizione una navetta solo per i collegamenti hotel-aeroporto di palermo e viceversa (200 KM, 2 ore di macchina). La struttura esternamente è gradevole e la hall è ben fatta: tutto fumo negli occhi perché le camere sono sporche e i bagni sono malridotti e richiedono una profonda ristrutturazione. A molti ospiti dell'hotel viene conteggiato l'acquisto della tessera Club per la fruizione di spiaggia e piscina (5 euro al giorno per persona); in realtà nessuna tessera o ricevuta viene consegnata all'ospite e sorge il dubbio che questi costi vengano addebitati anche nell'ipotesi estrema in cui non si fruisca di detti servizi. Il frigobar in camera è installato a richiesta e costa 6 euro a notte. Per fruire del telecomando per il televisore bisogna versare una cauzione di 20 euro (scomoda perché ci si toglie del contante dalla tasca e il primo bancomat è solo a 25 KM). Al ristorante occorre prenotare il tavolo fra le 8 e le 10 del mattino. SI pranza/cena a buffet e costa 25 euro a persona. La qualità del cibo è bassissima e i tavoli spesso sono assegnati dallo chef, il quale ha il potere di prevaricare le eventuali prenotazioni. Gli estintori ai piani sono scaduti e qualcuno è anche scarico. L'asciugacapelli nel nostro bagno aveva la possibilità di fungere come presa di corrente per eventuali rasoi elettrici, ma il coperchio forato non si agganciava e metteva a nudo i pericolosi contatti elettrici a 220/230 Volts. La connessione Internet è a pagamento e si effettua con la vecchissima connessione via modem analogico a 56 K: niente ADSL, niente Wi-Fi. L'animazione è spesso fastidiosa e alcuni animatori sono maleducati. La spiaggia è proprio ai piedi di questa struttura ma - purtroppo o per fortuna - non prevede un chioschetto-bar e, nel caso si desideri bere qualcosa, è necessario rifare tutta la strada all'indietro fino alla hall dell'hotel. I prezzi delle consumazioni sono esageratissimi. Le locandine dei gelati confezionati hanno i prezzi originali coperti da etichette adesive bianche con i prezzi maggiorati scritti a penna. Alcuni esempi: un ghiacciolo al limone microscopico costa 2 euro, una Coca Cola da 25 cl. costa 2 euro, una bottiglia d'acqua da 50 cl. costa 1,50 euro, il caffè costa 1 euro. Evitate questa struttura in tutti i modi: tutto è predisposto in modo da tenere gli ospiti intrappolati nel villaggio, impedendo loro di visitare le località limitrofe (più economiche e movimentate) e obbligandoli a spendere un patrimonio per i pasti.
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Quality: Poor - FairFacilities: Poor - FairService: Poor - Fair
Public - a year ago
reviewed a year ago
Ottimo ristorante! Si managia davvero bene (cucina regionale italiana, soprattutto) e lo staff (interamente italiano) è cordialissimo. Se passate da Parigi dovete assolutamente andarci.
Public - a year ago
reviewed a year ago
BUONO IL CIBO...MA NON TI AIUTANO CON LA LINGUA...NON TI DANNO SPIEGAZIONI SUL SERVIZIO OFFERTO...TORNERÒ COMUNQUE
Public - a year ago
reviewed a year ago
30 reviews
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Una gran bella sorpresa. A vederlo da fuori sembra un buco mentre all'interno è molto più ampio. Ricchissimo menù di birre nazionali e internazionali. C'è la possibilità di assaggiare una birra "ospite" ogni mese diversa. La pizza è ottima. I prezzi sul menù della pizzeria potrebbero far pensare ad un costo sopra la media: in realtà, per un eccesso di modestia della gestione, non viene menzionato il fatto che si tratta di pizze giganti e, quindi, in linea con il prezzo chiesto (pizza Margherita €7,00). Ottimo locale, da visitare almeno una volta nella vita.
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Public - a year ago
reviewed a year ago
OTTIMO CIBO ottimo servizio pulito ed elegante...
Public - a year ago
reviewed a year ago
Trattoria "Da Salvatore" alias "La Napoletana". Se capitate dalle parti di Ganzirri è assolutamente obbligatorio fermarsi a mangiare là. I motivi sono fondamentalmente tre: 1) la squisitezza dello staff, gentilissimi fin dal primo minuto in cui sono entrato a chiedere informazioni, professionali e disponibili; 2) la qualità della cucina e le portate di dimensioni "sopra la media"; 3) i prezzi onesti e giustamente rapportati alla qualità del locale. Di giorno è solo trattoria e cucina prevalentemente specialità marinare - consigliati: pasta con le cozze e l'impepata di cozze - ma è possibile gustare anche piatti di altro genere o carne. La sera, invece, è anche pizzeria. A qualcuno potrebbe apparire come il classico locale "turistico" - nel senso negativo del termine - ma non bisogna farsi ingannare: è un ottimo ristorante a conduzione familiare e tornarci sarà un vero piacere.
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Public - 2 years ago
reviewed 2 years ago