Il pane nel Medioevo 
Vi siete mai chiesti come mangiava chi ci ha preceduto?
Conoscete l'origine del panforte, del panpepato, del castagnaccio e degli strangolapreti?
La caduta dell'Impero Romano ebbe come primo effetto un cambiamento nelle abitudini alimentari in Italia. Le popolazioni nordiche, si sa, erano più legate alla carne e al latte piuttosto che a cereali, frutta e verdura tipiche del Mediterraneo. E poi le devastazioni avevano reso i terreni poco fertili e l'agricoltura poco sicura. Furono solo i conventi a portare avanti la coltura di cereali e vite. Nel Sud del nostro Paese le cose andarono un po' meglio. La panificazione in ogni caso ritornò ad essere un'attività privata e i fornai sparirono.
Bisogna arrivare al basso Medioevo per ritrovare i fornai che portavano il pane anche a casa nelle gerle. Per avere un forno a Firenze bisognava essere iscritti all'Arte dei Fornai e per evitare speculazioni di ogni tipo erano state redatte leggi severe. Il pane però non era uguale per tutti, come al solito. I più ricchi potevano permettersi il pane di frumento bianco e pani speziati e conditi
(panes melatos et pepatos del XIII secolo in Toscana). Questi pani arricchiti di erbe, spezie e frutta secca potevano essere consumati dalle classi più popolari solo in occasione di alcune feste.  I più poveri avevano accesso ai pani scuri in cui c'era una grande quantità di crusca e molto spesso il frumento era mischiato ad altri cereali meno pregiati, come segale, orzo e, più raramente, spelta e saggina destinate normalmente al bestiame. 
E' del Trecento il detto ''In tempo di carestia pan veccioso''. La farina di grano era tagliata con quella di fave. Avete capito bene. A volte si mescolava la farina di frumento anche con quella dei legumi o ai cereali citati prima.
Un altro pane molto diffuso nelle classi popolari era fatto con il miglio. In genere il miglio rispuntava durante le carestie ma in ogni caso se il pane veniva mangiato caldo era abbastanza gustoso e con un sapore dolce. Quello che non veniva consumato veniva fatto indurire e poi pestato fino a ridursi in polvere e mescolato con acqua e burro per fare gli strangolapreti. Gli strangolapreti venivano poi cotti nel latte e conditi con burro e formaggio. Siamo ancora nel Trecento. Zone di Lucca, Prato e della pianura padana. 
Molto spesso il pane secco, ridotto in briciole veniva consumato nelle zuppe. 
Altro elemento interessante: l'uso della farina di castagne e il "pan di legno". Tipico delle zone in cui i castagneti erano molto diffusi, non certo quindi in pianura: per esempio Toscana,  Lazio, Campania, Sicilia e Calabria. Esprime la genialità dell'uomo che anche davanti alle difficoltà non si arrende mai. In assenza di  frumento e altri cereali, il pane viene prodotto con questo frutto dei boschi. Fresche le castagne venivano consumate lesse o arrostite. Poi venivano seccate nei forni per conservarle e quindi ridotte in farina. Con la farina venivano realizzati necci, polente e castagnacci. Ottimi sostitutivi del pane ...  la fame si fermava così ;))

Volete leggere i post precedenti?
Cibo e arte: il pane nell'antico Egitto
https://plus.google.com/u/0/+LorettaSebastiani/posts/aMcZGpc559y
Il pane nell'antica Roma
https://plus.google.com/u/0/+LorettaSebastiani/posts/6a4oUCDeS3H

Il pane dal Rinascimento fino ai giorni nostri
https://plus.google.com/+LorettaSebastiani/posts/dvcksfN9QgN

#cibo   #storia   #pane   #cereali   #F   #expo   #expo2015   #medioevo  
#lorettasebastiani   #theitaliantaste  
About the author: "7-alimenti,pane,Taccuino Sanitatis, Casanatense 4182." di unknown master - book scan. Con licenza Pubblico dominio tramite Wikimedia Commons - http://commons.wikimedia.org/wiki/File:7-alimenti,pane,Taccuino_Sanitatis,_Casanatense_4182..jpg#mediaviewer/File:7-alimenti,pane,Taccuino_Sanitatis,_Casanatense_4182..jpg
Photo
Shared publiclyView activity