Buongiorno: Ebola che non è ebola ma malaria, china, chinino e Red Bull
La notizia è di ieri. Una donna viene ricoverata in ospedale nelle Marche con il sospetto di Ebola e poi per fortuna si scopre che è "solo malaria".
Di Ebola vi parlerò un altro giorno. Interessante è invece la malaria ma solo per il farmaco con cui si cura: il chinino!
L'albero della china è originario dell'America centro meridionale e la sua corteccia è entrata addirittura nella leggenda. La leggenda racconta che la moglie del viceré del Perù (ai tempi della dominazione spagnola) fosse guarita dalla febbre malarica grazie all'aiuto degli indigeni e di questa pianta. 
La contessa di Chincon è ricordata per questo ma la storia vera ci racconta ben altro. Fatto sta che la corteccia di china fa la sua comparsa in Europa nel 1639 e probabilmente il trasferimento delle bacche si deve ai Gesuiti. Infatti la china è stata anche conosciuta come "Polvere dei Gesuiti".
La proprietà terapeutica è stata subito riconosciuta e incentivata. Tanto è vero che nel 1928 la febbre bubbonica nello stato della Nigeria fu debellata con l'uso sistematico di chinino in basse concentrazioni (5-10%) mescolato con acqua, succo di limone, cacao e menta.
Ma c'è anche un altro uso di questa sostanza magica: è un amaro con azione tonica e digestiva. Tanto è vero che è uno degli ingredienti base del Barolo chinato. E lo sapete che è presente in minima quantità come cloridrato nell'acqua tonica, nel Martini Rosso e nel Red Bull?

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