un interessante estratto dal post di Uriel Fanelli. Sembra scritto apposta per voi +Comico in piedi col microfono., +Lillo ecc ecc ecc...
che dire, semplicemente un genio.

Qui bisogna affrontare il concetto attuale di politica, che viene dal novecento. Il novecento e’ stato dominato da UNA corrente filosofica, che e’ l’idealismo tedesco, il quale conteneva le filosofie politiche che abbiamo conosciuto: comunismo, socialismo, nazismo, fascismo, la scuola economica austriaca, e cosi’ via.
Qual’e’ la caratteristica comune? Sono tante, ma tra le prime se ne dovrebbero notare diverse:

- Il disprezzo per il metodo sperimentale: nel mondo dell’idealismo tedesco, l’idea e’ perfetta. Allora il comunismo e’ perfetto, il nazismo e’ perfetto, e cosi’ via. Se pero’ fate notare loro che non funzionano, che nel mondo scientifico e’ sufficiente per bocciare l’idea, vi risponderanno che l’idea e’ perfetta, ma il mondo no, quindi e’ la sua applicazione ad avere fallito (per via dell’imperfezione del mondo) e non l’idea. Cosi’ i comunisti vi diranno che i disastri che abbiamo visto non erano DAVVERO disastri comunisti perche’ quello non era VERO comunismo, i fascisti vi diranno la stessa cosa, e cosi’ via.

- La riduzione della scienza a mera tecnica: venendo da filosofi, queste idee tendono a considerare la scienza come uno strumento capace di fare cose ma incapace di dare risposte. Solo le idee perfette, slegate a questo mondo , possono essere perfette; cosi’ se qualcuno dice ai comunisti che il comunismo avrebbe una complessita’ troppo alta per essere realizzabile in tempi ragionevoli , diranno che la scienza non puo’ occuparsi di cose umane, come invece puo’ fare la perfetta scienza comunista, che e’ perfetta proprio perche’ non guarda alla realta’ applicativa come fa la tecnica. Allo stesso scopo avete poco da dire ad un nazista che ormai, al livello di conoscenza del genoma che abbiamo, sappiamo bene che non esistono le razze umane: la teoria della razza e’ una teoria, quindi e’ perfetta: al massimo sara’ la vostra scienza ad essere negroide.

- Il concetto che il fallimento di una teoria storicamente opposta (anche per ragioni circostanziali) sarebbe un argomento a favore della propria; cosi’ i peccati dell’odiato vicino assolvono noi dai nostri. E cosi’ se il comunismo e’ stato brutto allora e’ mondato dai suoi peccati per gli errori del fascismo e viceversa, e se il liberismo si sta rivelando una merda allora sara’ meraviglioso il comunismo, per il solo fatto di esserglisi opposto; come se il solo fatto di combattere qualcuno facesse di noi il suo opposto morale.
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