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Le vere origini di Halloween
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L'unico progetto italiano sulle Vere origini di Halloween!
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Tutti coloro che hanno detto di non festeggiare Halloween perché pensano che sia una festa americana, per essere coerenti non dovranno usufruire di nessuno sconto del Black Friday, visto che quella è davvero un'usanza americana.
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Post pubblicato l'11 Novembre sulla nostra pagina FB:
La cosiddetta “Estate di san Martino” è il nome con cui viene solitamente indicato un periodo dell’Autunno in cui, dopo i primi freddi e le possibili prime gelate, si verificano condizioni climatiche di bel tempo e aria tiepida. Nel nostro emisfero, questo fenomeno si verifica ad inizio Novembre (l’11 Novembre si festeggia, nel mondo cristiano, il Vescovo San Martino di Tours e da qui il nome del periodo), mentre nell’emisfero opposto avviene nel periodo tra Aprile e Maggio.
Secondo la tradizione cristiana, il soldato romano Martino di Tours (nato nel 316 circa) - inviato in Gallia, presso la città di Amiens - durante una delle sue ronde notturne nel rigido inverno del 335 incontrò un mendicante seminudo e, vedendolo sofferente, tagliò in due il suo mantello militare e lo condivise con il mendicante. A questo atto, miracolosamente, la neve si sciolse e così se ne andò anche il freddo e tornò l’estate per un breve lasso di tempo. Dopo questo evento (che secondo altre versioni si verificò per 4 giorni consecutivi, dopo 4 gesti di generosità di Martino verso i mendicanti) e a seguito di un sogno legato a Gesù, la vita di Martino cambiò e dopo aver lasciato, all’età di 40 anni circa, l’esercito, si diede alla vita religiosa fino a divenire nel 371 Vescovo di Tours.
Ma cosa ha a che fare con noi questa storia?
Non tutti forse sanno che la cosiddetta Estate di San Martino potrebbe essere legata alle celebrazioni del periodo del Samhain celtico.
Sebbene alcuni studiosi pensino che le celebrazioni di Samhain durassero solo tre giorni in tutto, altri propendono per un’ipotesi differente.
Alcuni pensano, infatti, che le celebrazioni durassero almeno 7 giorni (tre giorni prima, il giorno della festa e tre giorni dopo); altri ancora, propendono per l’idea che i festeggiamenti di Samhain (così come per le altre feste) presso i Celti cominciassero una settimana prima del giorno indicato, che avessero il culmine il 1 novembre e proseguissero almeno per una settimana dopo. In questo caso, si tratterebbe di un periodo di circa 15 giorni ed è molto probabile che i festeggiamenti di Samhain finissero circa l’11 di Novembre, quella che nella tradizione cristiana è appunto l’Estate di San Martino.
In effetti, l’Estate di San Martino è sempre stato un momento importante dell’anno con molti punti di contatto con il Samhain celtico: scadevano i contratti dei fittavoli, si facevano pratiche divinatorie per il tempo atmosferico dell’anno seguente, i bimbi chiedevano il cibo in nome del santo ed era la festa dei cornuti, che facevano anche delle sfilate (portando palchi di cervo in testa) quasi carnevalesche (ancora oggi in alcune città italiane si svolgono feste di questo tipo, senza dimenticare le fiere). Durante l'estate di San Martino venivano rinnovati i contratti agricoli annuali; da qui deriva il detto "fare San Martino", cioè traslocare.
Tradizionalmente, durante questi giorni si aprivano le botti per il primo assaggio del vino nuovo, che solitamente veniva abbinato alle prime castagne.
Oltre a questo, vi si trova un punto di contatto anche con le tradizioni romane.
Sappiamo che l’8 Novembre (oltre al 24 agosto e al 5 Ottobre) si apriva il Mundus Cereris (Mundus Patet) per agevolare i lavori agricoli, poiché il 9 Novembre, al tramonto delle Pleiadi (che per noi, con il calendario di oggi, sarebbe appunto l’11 Novembre, San Martino) si lavorava alla semina del grano.
Anche in questo caso le tradizioni moderne sono la testimonianza di un passato ricco e duraturo.
Photo credit: Jack Martin Photo Art
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Dia de los Natitas, Bolivia
In Bolivia il festival conosciuto come "Dia de los ñatitas" o "Giornata dei Teschi" si celebra nel mese di novembre, una settimana dopo il giorno di Ognissanti. Essa deriva da una storica tradizione di mantenere i teschi - a volte di membri della famiglia, ma non sempre - in casa a vegliare e proteggere la famiglia.
Per celebrare la festa, i teschi vengono adornati di ornamenti freschi come cappelli o corone di fiori e varie offerte. Alcuni vengono portati al cimitero per le preghiere e le benedizioni.
Spaventoso? #altrochehalloween! E vogliamo ricordare a tutti che in Bolivia il 97% della popolazione è di fede cristiana.
Crediti:
Fonte: skyscanner.it
Immagine: orderofthegooddeath.com
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Grazie, grazie, grazie! :D
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Ghede, Haiti
Pure gli haitiani celebrano una giornata dei morti conosciuta come 'Ghede', una tradizione voodoo che è festeggiata sempre in concomitanza con la cattolica Ognissanti. Durante le celebrazioni notturne ci pensa la musica ad alto volume a risvegliare 'Baron Samedi', il dio della morte. I partecipanti si vestono con costumi che hanno lo scopo di indirizzare il Ghedes ovvero gli spiriti degli inferi. I volti vengono dipinti di bianco per simulare il pallore dei morti. Nei cimiteri vengono visitate le tombe dei defunti e vengono fatte delle offerte al temibile Baron Samedi, sigari e bevande alcoliche incluse.
Spaventoso? #altrochehalloween!
Fonte: skyscanner.it
Foto: William Seabrook (1929)
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Grazie! 8000 follower sulla pagina Facebook è un enorme successo per una pagina di approfondimento culturale. Graziemila a tutti :D
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L'intolleranza e la maschera delle "alternative"
Quando si parla di "alternativa" a qualcosa generalmente lo si fa in presenza di un'intolleranza, ovvero a un'avversione verso un determinato elemento. Ci viene in mente il cibo, ad esempio quando si parla di intolleranza al latte o al glutine, e quindi si trovano diverse alternative come le bevande alla soja e i cibi per celiachi.
Ultimamente abbiamo visto, letto e sentito tantissime notizie riguardanti le feste "alternative" ad Halloween. Gli ultimi giorni di ottobre sono stati tutti un fiorire di manifestazioni di protesta (perché questo sono) mascherate da "feste alternative", organizzate da questa o da quell'altra parrocchia. E naturalmente l'immancabile immagine con la zucca e un divieto stampato sopra a corredo appesa sulle porte.
Rasentando a volte la brutta copia di un Halloween melenso e bigotto, abbiamo tristemente saputo di vari episodi sfociati nell'intolleranza religiosa, dove i gruppi di "angeli" insultavano chi faceva dolcetto o scherzetto.
Ecco quindi il legame tra intolleranza e alternativa, chiaro come il sole: un'intolleranza religiosa, fatta di odio e insegnata persino ai propri figli affinché scimmiottino le paure e gli atteggiamenti di scherno degli adulti, verso i propri simili - i bambini - con cui invece dovrebbero solo giocare insieme, nell'unico periodo della vita in cui l'innocenza permette a tutti di essere amici a prescindere dalle presunte differenze.
Intolleranza religiosa mascherata da alternativa.
Questo sì che fa paura.
Insegnare ai propri figli a essere divisi persino nei confronti di una festa che di malefico ha solo l'avversione di chi vede il male ovunque, questo sì che è spaventoso. Insegnare la divione in tenera età: cosa pensate possa generare nel prossimo futuro se non l'ulteriore travisamento della propria identità quale bandiera da sventolare contro chiunque sia diverso o non la pensi come loro? Davvero i "buoni cristiani", a partire dai preti che dal pulpito inveiscono contro Halloween, credono di fare la volontà di Dio sfogando il proprio odio attraverso i bambini? L'unico vero peccato qui è quello di far travestire degli innocenti da angeli e addestrarli all'odio: questa sì che è una maschera malefica, altro che le zucche e gli scheletri.
Quello che affermiamo da anni è che ognuno è libero di festeggiare o meno quello che più preferisce, ma il rispetto verso chi non la pensa come voi è d'obbligo in una società civile, nel 21° secolo.
Quando fate di un'immagine con un divieto rosso la vostra idea di "libertà" ricordate che state solo sbandierando la vostra intolleranza.
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