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Home Restaurant in the World
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Non accettabili i messaggi normativi contrari all’Home Restaurant: parola della commissione Petizioni del Parlamento europeo

Martedì 28 novembre la PETI - commissione Petizioni del Parlamento europeo ha ascoltato Giambattista Scivoletto, fondatore di HomeRestaurant.com e firmatario dell’istanza che contesta il disegno di legge sulla ristorazione in abitazioni private approvato dalla Camera lo scorso gennaio e da allora al vaglio del Senato. Al confronto verbale hanno preso parte Ehrenstein Henning, in rappresentanza della Commissione europea, e i deputati Alberto Cirio e Peter Jahr.
Pál Csáky, vicepresidente PETI, ha condotto i lavori.

“La proposta di legge sull’Home Restaurant, oggetto della petizione, disattende in pieno i principi cardine dell’Agenda europea per l’economia collaborativa, come ha anche confermato l’Autorità garante per la concorrenza e il mercato”, ha detto Scivoletto in apertura di seduta. “È perché l’idea dell’Home Restaurant ci sembra tanto bella quanto necessaria che chiediamo un Vostro forte indirizzo al legislatore italiano, nella speranza che, intanto, porti a una revisione del parere del ministero dello Sviluppo economico (il quale nel 2015 ha equiparato gli HR ai pubblici esercizi, ndr) che, di fatto, ha bloccato questa promettente attività di sharing economy”.

Csáky ha poi passato la parola all’organo esecutivo dell’Unione: per Henning – che ha ampiamente ringraziato Scivoletto per avere sottoposto la questione in sede europea – esistono ancora possibilità di evoluzione del DDL italiano e solo quando la legge sarà fatta Bruxelles potrà valutarne i contenuti definitivi e la sua coerenza con l’orientamento comunitario. Il rappresentante della Commissione ha comunque fornito rassicurazioni circa il confronto costante con le istituzioni nostrane e l’azione di vigilanza dell’Europa.

Significativa e perentoria la successiva precisazione di Csáky sull’Home Restaurant: “Riteniamo molto importante questo tipo di attività e non accettiamo che ci sia un messaggio giuridico contrario”. Precisazione non colta da Cirio, che ha perorato gli infondati timori di concorrenza sleale dei ristoratori ordinari. Il deputato Jahr ha puntualizzato: “Dobbiamo capire il messaggio del firmatario della petizione: non c’è una normativa univoca. Con le penalizzazioni però si è velocissimi! […] Io non voglio andare a mangiare dalla nonna ed essere subito punito […]. Speriamo che si faccia certezza di diritto in Italia. Ci sono tante cose belle, innovative che vanno accettate, incoraggiate, nella piena tutela naturalmente di quelli che sono i settori esistenti […]. Si corregga là dove necessario, si faccia diritto: con le multe si fa presto…”.
Conclude Csáky: “La Commissione europea sta comunicando con le autorità italiane […], restiamo in attesa delle conclusioni di questo dialogo, lasciamo aperta la petizione, e, dottor Scivoletto, torneremo sulla questione fra qualche mese quando avremo nuove informazioni”. Pare comunque intanto chiaro che la legge italiana dovrà aderire alle linee guida di Bruxelles sull’economia collaborativa.
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Timida apertura del Ministero dello Sviluppo Economico ad una ridiscussione dei punti della Legge che l'AGCM, da noi sollecitata, ha rigettato contestandoli tutti!
Di seguito la risposta formale del Viceministro Bellanova del MISE alla interrogazione urgente dei Deputati Catalano, Bombassei e Galgano, del Gruppo Civici e Innovatori.
Certo è che se volesse fare un passo un avanti, Il MISE potrebbe intanto rivedere il parere con il quale ha di fatto BLOCCATO lo sviluppo dell'home restaurant in Italia. http://ivancatalanodep.blogspot.it/2017/05/question-time-su-home-restaurant-la.html
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(ANSA) - ROMA, 17 GEN - La legge attuale in discussione alla Camera sull'home restaurant, così com'è impostata, accorpa e snatura le quattro leggi presentate fra il 2015 e il 2016, introducendo dei limiti che non erano presenti in nessuna delle quattro proposte come l'obbligo di registrazione alle piattaforme on line e l'obbligo di acquisire i pagamenti esclusivamente online tramite una di queste piattaforme". Lo afferma all'ANSA Giambattista Scivoletto, amministratore del sito www.bed-and-breakfast.it e fondatore di HomeRestaurant.com, piattaforma internazionale di Home Restaurant. "Di certo la registrazione e la tracciabilità di qualsiasi pagamento sarebbero un'innovazione non da poco dal punto di vista fiscale - prosegue Scivoletto - ma nella fattispecie renderebbero illecite azioni banali come, ad esempio, chiamare e prenotare direttamente l'Home Restaurant, un limite che non esiste per alcuna attività economica esistente. Senza considerare la barriera che questi obblighi pongono fra l'attività di HR e tutte quelle persone che non hanno un altissimo grado di alfabetizzazione digitale. Tale obbligo da solo, secondo un nostro sondaggio effettuato sul gruppo composto da aspiranti home restaurant, impedirà l'85% delle probabili aperture".
"Per quanto riguarda la concorrenza sleale denunciata dalla Fipe e da deputati poco informati - conclude Scivoletto - La ristorazione italiana ha fatturato, nel 2015, settantasei miliardi di euro. Il fatturato di 7,2 milioni di euro del 2014 dell'Home Restaurant ne rappresenta un decimillesimo. Significa che per ogni 10.000 euro di reddito di un ristoratore, l'Home Restaurant gliene sottrae 1, ovvero mediamente un ristorante italiano perderà 1 euro su 10.000 per colpa dell'Home Restaurant".
(ANSA).
LS/

http://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/istituzioni/2017/01/16/home-restaurant-arriva-legge-che-disciplina-il-fenomeno_6b5a680c-da80-44dc-8c2e-2cd1bd386476.html
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A che punto è la Legge sull'Home Restaurant in Italia?

Ci siamo quasi.

Venite a leggere la proposta di legge e le nostre proposte di emendamento nel gruppo riservato:

https://www.facebook.com/groups/homerestaurantitalia/
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Il Ministro Carlo Calenda dice chiaramente in un'interrogazione dell'8 ottobre 2016, che le attività di sharing economy devono essere normate in maniera leggera, senza "inchiodarle"!

Ma al momento, in assenza di una legge, l'unica cosa che "inchioda" l'Home Restaurant è proprio un pronunciamento del suo Ministero che lo equipara ai pubblici esercizi, imponendo a coloro che volessero aprirne uno tutta la trafila burocratica necessaria per aprire un ristorante. Vedi nota *:

http://www.homerestaurant.com/docs/parere-mise.pdf
Che facciamo Ministro?

* REQUISITI PER APRIRE UN HOME RESTAURANT RICHIESTI A COLORO CHE FANNO RICHIESTA CON SCIA AL COMUNE, BASANDOSI SUL PARERE DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

- possedere l'abilitazione SAB (ex REC) ottenibile frequentando l'omonimo corso (Somministrazione Alimenti e Bevande) del costo all'incirca di 600/800 euro. Il corso viene effettuato da enti provinciali o comunali o enti privati da questi ultimi appaltati. Ha una durata di circa 100 ore con esame finale.
Il corso è facoltativo se si ha lavorato come dipendente per almeno due anni negli ultimi cinque nel settore della ristorazione e se si possiede un diploma di scuola alberghiera o equipollente.

- idoneità del locale (presenza di bagno interno ad uso dei clienti, bagno interno ad uso dei dipendenti, condizione acustica)

- piano HACCP, sostituisce il vecchio libretto sanitario ed è necessario che non solo il proprietario, ma anche tutte le maestranze seguano il relativo corso dove si viene eruditi sulle corrette procedure per il trattamento, la preparazione, la manipolazione e la somministrazione di cibi e bevande.

- redazione piano di autocontrollo da inviare all'ASL o all'ente sanitario preposto nel comune riportante: 1) dati aziendali e caratteristiche dei prodotti che si intende servire 2) elencare di possedere i prerequisiti strutturali necessari e le modalità operative che devono essere garantite per produrre alimenti sicuri ed integri. 3) il piano HACCP di cui sopra.

- l’Idoneità Sanitaria del locale. Verificare che l'impianto idrico, l'eventuale canna fumaria, il trattamento rifiuti, la distanza minima tra cucina e sala, l'impianto elettrico siano a norma in base alle specifiche richieste dall'ASL locale. L'ASL farà un controllo per verificare che quanto sopra riportato sia a norma e solo dopo rilascerà l'idoneità sanitaria.

AUTORIZZAZIONI E ADEMPIMENTI FISCALI

- Apertura partita IVA in forma individuale (costo € 400 circa) o costituzione di una società (di persone o di capitali (costo dai 1.500 ai 3.000 euro)

- Iscrizione all'ente INPS

- Iscrizione all'INAIL

- Presentazione della SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) al Comune in cui si decide di avviare il ristorante. E' un modulo di autocertificazione ritirabile presso lo Sportello Unico per le Attività Produttive che dovrà essere compilato e inviato appunto al municipio almeno 30 giorni prima l'apertura del locale.

- Comunicazione Unica da inviare telematicamente alla Camera di commercio. Per ulteriori dettagli leggi: Comunicazione unica
Licenza commerciale da richiedere all'ufficio del Commercio del Comune indicando se si è proprietari del locale o locatari nel cui caso si dovrà procedere alla registrazione del contratto d'affitto negli uffici del Registro.

- Iscrizione al CONAI (consorzio nazionale imballaggi) € 5,16.
Comunicazione all'agenzia delle dogane l'eventuale vendita di alcolici nel locale. (€ 16 per la marca da bollo).

- Autorizzazione all'esposizione insegna da comunicare al Comune con relativa tassa annuale da pagare in base alle caratteristiche dell'insegna.

- Se desiderate diffondere musica nel locale dovrete versare quanto richiesto dalla SIAE per i diritti d'autore.

- Per tutti gli adempimenti fiscali riportati sopra è sempre opportuno appoggiarsi ad un commercialista che vi possa fornire una consulenza precisa e puntuale a riguardo ed espletare le relative pratiche. Costo annuale indicativo: dai 1.000 ai 3.000 euro.

Se non ci sono intoppi e va tutto liscio hai già speso dalle 4.000 alle 6.000 euro.

https://youtu.be/iUZhyl9bszs
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DOMANDA - Gli Home Restaurant faranno CONCORRENZA ai ristoranti?

RISPOSTA - NO! Nel 2015 sono stati spesi 76 miliardi per mangiare in ristorante. 10.000 home restaurant con un introito di 5000 euro / anno sottrarrebbero solo lo 0,06% dal fatturato della ristorazione nazionale.

Al momento gli Home Restaurant attivi sono poche centinaia.

Firma la petizione per una legge migliore sull'Home Restaurant.

https://www.change.org/p/commissione-attività-produttive-parlamento-italiano-legge-home-restaurant

P.S. Noi amiamo andare al ristorante e ci andiamo quante più volte possiamo.
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Home Restaurant e Ristoranti devono rispettare le stesse regole?

NO. Il ristorante è un PUBBLICO ESERCIZIO e come tale deve rispettare le regole imposte ai pubblici esercizi.

Un pubblico esercizio si distingue da casa propria per la possibilità concreta per chiunque di accedervi liberamente e di poter fruire dei servizi erogati.

Casa propria NON è accessibile pubblicamente; la porta non è aperta a chiunque. Un Home Restaurant non accoglie infatti avventori casuali, bensì accetta di ricevere visitatori consapevoli, dietro loro espressa richiesta.

Il fatto che non siano obbligati a sottomettersi per legge a determinate regole, non significa che gli Home Restaurant non le vogliano. La totalità di chi vuole aprire un Home Restaurant è disposto a prendere il certificato HACCP o un'assicurazione.

Inoltre, i nostri calcoli dimostrano che la probabilità di prendere un'intossicazione alimentare fuori casa è doppia rispetto alla probabilità di prenderla dentro casa. Probabilità in ogni caso minima in entrambi i casi.

Firma la petizione per una legge migliore sull'Home Restaurant.

https://www.change.org/p/commissione-attività-produttive-parlamento-italiano-legge-home-restaurant

P.S. Noi amiamo andare al ristorante e ci andiamo quante più volte possiamo.
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Sapete cos'è un Home Restaurant Italia? Ne volete aprire uno? Qui trovate tutte le (poche e semplici) regole fiscali da seguire. http://bit.ly/LeggiHomeRestaurant
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Nasce www.homerestaurant.com! L’Home Restaurant è la possibilità offerta a chiunque ami stare ai fornelli di trasformare la propria casa e la propria cucina in un ristorante occasionalmente aperto per amici, conoscenti e perfetti sconosciuti (viaggiatori soprattutto) che avranno la possibilità di sperimentare la cucina originale dei luoghi frequentati abitualmente o in occasione di un viaggio. La tendenza è partita nel 2006 con i guerrilla restaurant a New York, per poi diffondersi nel 2009 anche nel Regno Unito. Grazie ai social network la moda si è estesa a macchia d'olio dando origine alla nascita dei Supper Club newyorkesi, delle case particular cubane e degli Home Restaurant. Una passione, quella della cucina, che si può trasformare in un vero e proprio businness rispettando alcune regole previste dalla legge di ciascun Paese. Iscrivetevi su www.homerestaurant.com!
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