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Gusella Alberto
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Our first flight to Sydney took to the skies one year ago today, and arrived down under in truly unforgettable fashion. #SydneyTogether

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New Zealand is one of the most picturesque countries on the planet, which made our first landing in Auckland earlier this week all the more epic.

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PILLOLE NATIVE (L'origine dei nomi)

Per i Nativi d'America il primo nome era sacro tanto che nei rapporti interpersonali era solito rivolgersi con appellativi di parentela (cugino, fratello etc..)
Il primo nome veniva scelto dal padre però poteva capitare venisse anche scelto dalla tribù.
Veniva scelto in base al proprio spirito, ma era legato a qualsiasi evento riguardante la nascita.
Il Grande Spirito era di importanza assoluta per i Nativi e qualsiasi cosa legata alla natura poteva incidere quindi sulla scelta del nome.
Nel corso della vita comunque spesso i nomi venivano cambiati anche più di una volta. Questo accadeva sempre dopo un evento importante quale poteva essere una guerra per esempio ed in questo caso era il capo tribù o lo sciamano a scegliere il nuovo nome.
Spesso lo sciamano nelle sue visioni poteva dare indicazioni precise sulla scelta specialmente quando le visioni erano numerose per esempio durante i riti di purificazione e da queste visioni si poteva trarre spunto per dare un significato particolare ai nomi.
Curiosità: Amitola, (Arcobaleno) era un nome Sioux e deriva da una leggenda che asserisce come il primo dipinto a colori venne dipinto nelle nuvole da un capo indiano di nome Amitola.
Altri nomi Cheveyo, nome Hopi: Spirito Guerriero; Enapay, nome Sioux: Senza Paura; Goyathlay, nome Apache "Uno che Sbadiglia"; Honiahaka, nome Cheyenne: "Piccolo Lupo" e così via dicendo...

"Essere Nativo è un atteggiamento, uno stato d'animo, un modo di essere in armonia con tutte le cose e tutti gli esseri permettendo al cuore di essere il distributore di energia su questo pianeta.
Consentire sentimenti e sensibilità per determinare dove va l'energia, portando vitalità dalla Terra e dal Cielo, mettendola dentro di sé e regalandola proiettandola dal cuore..."

Brooke Aquila di Medicina

Vuoi scoprire il tuo nome di Nativo? Il mio è risultato essere "Ghiro Selvaggio del Nord"! 😂

http://m.youtube.com/watch?v=pp0CjFEaFLY

Post dedicato a David Trentin che con una sua domanda qualche giorno fa me l'ha ispirato. Grazie.
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APACHE - 1° parte

Apache: nemico...questo significava...questo diceva già tutto.

Considerata la tribù più bellicosa e crudele... La loro caratteristica principale? La crudeltà. La pietà non era contemplata.
Dotati di notevole intelligenza. Abilissimi nel prevedere le azioni del nemico e organizzare le proprie. Sempre pronti all'azione...nulla li coglieva di sorpresa. Il loro unico mezzo di sussistenza era fatto di razzie...rapine... etc...
Astuti e dotati di un istinto animalesco. Abili nelle imboscate e furtivi negli attacchi.
Non era la violenza fine a se stessa l'obiettivo della loro azione di guerra anzi veniva considerata una sciocchezza. Il loro obiettivo era invece quello di sorprendere e distruggere l'avversario con astuzia.
La loro prima vittima fu l'indiano Pueblo solo in seguito quando questo venne sottomesso agli spagnoli la guerra contro gli invasori divenne per loro l'obiettivo principale.
Bandelier scrisse "Erano per gli indiani che coltivavano la terra come la tigre mangiatrice di uomini per la comunità dell'India.".
Occhi neri profondissimi, capelli sempre neri e lunghi che cadevano lungo le spalle, muscolosi, agili e con una straordinaria capacità di resistenza...temprati sicuramente da una vita durissima ma non si facevano travolgere dalle difficoltà della vita. Dei veri combattenti.
Di fortissimi principi morali...dire sempre la verità era considerata una grandissima virtù. La famiglia occupava il primo posto. Dopo di essa per ordine d'importanza veniva il gruppo, ma ancor di più la banda.
Il concetto di appartenere a quella tribù era si importante, ma non così tanto rispetto la banda...vigeva una piena democrazia e tutti proprio tutti partecipavano alle decisioni.
Il gruppo era formato da alcuni nuclei familiari ed era fondamentale fosse piccolo per la necessità che avevano di spostarsi con rapidità. Se ne contavano otto: i Lipan, gli Jicarilla, i Mescalero, i Mimbrenos, gli Ndendahe, i Chiricahua, i Coyotero, i Tonto. Ogni gruppo a sua volta era composto da bande.
Nel gruppo si distinguevano gli uomini di maggior valore che diventavano leaders. Solo in caso di crisi veniva eletto un "capo" che però aveva solo valore di rappresentanza...ovvero poteva solo parlare a nome del gruppo oppure condurli in battaglia. Il comando veniva riconosciuto e conquistato solo sul campo di battaglia e poteva durare anche pochissimo. Finchè un "capo" riusciva a raggiungere obiettivi positivi per la sua gente manteneva il potere altrimenti veniva avvicendato nel suo ruolo da un altro guerriero considerato più capace. Sebbene le sue parole venivano considerate degne di rispetto ed importanti i guerrieri che lo seguivano potevano decidere d intraprendere anche azioni individuali. La banda alla fine però era la cosa più importante...perchè era fondamentale per un'azione di guerra o di difesa.
Quando un "capo" valoroso dava prestigio al gruppo i giovani guerrieri facevano di tutto per far parte di quella banda.
Un Apache veniva considerato degno di rispetto se dimostrava di essere un grande guerriero e se primeggiava nelle scorrerie.
L'Apache aveva l'innata capacità di mostrarsi quando e dove era meno atteso.
Dei veri combattenti.
Sì crudeli e avidi lo erano per natura, ma non commisero mai le atrocità che subirono dall'uomo bianco che invece andava professando misericordia per poi compiere azioni ben più spietate e crudeli senza risparmiare bambini, donne ed anziani.

"E' meglio avere meno tuono in bocca e più fulmine nella mano!"

Proverbio Apache

In foto: la banda di Geronimo
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INDIANI DELLE PIANURE - Comanche - Kiowa

"Dallo scintillio delle loro lance fiammeggianti ai raggi del sole, li prendemmo dapprima per dragoni messicani. Ma avvicinandoci e guardando nei binocoli, scoprimmo che erano Comanche, in vigilanza delle frontiere..."

Primo contatto tra la Cavalleria degli Stati Uniti e i Comanche (in foto guerriero Comanche)

Tre erano i grandi centri di potere tra gli indiani delle pianure: i Sioux nelle pianure del Nord, i Piedi Neri nel Nord Est ed i Comanche alleati con i Kiowa tra le Black Hills e gli attuali stati del Montana e del Wyoming.
La Comancheria è la provenienza del popolo Comanche. Sempre in guerra con tutte le tribù delle grandi pianure...mantennero la loro indipendenza per molto tempo.
Indomiti, invincibili...temprati da una vita durissima dominarono per decenni i territori su cui si trovavano. Vennero decimati da un'epidemia di vaiolo prima...colera poi portate dai coloni. In seguito i pochi rimasti dovettero fare i conti anche con la fame quando i cacciatori di bisonti decimarono questi animali fonte di sussistenza primaria per i Nativi costringendoli alla resa.
Contavano circa 10.000 individui. Grandi razziatori di cavalli. Furono tra le prime tribù ad utilizzare i cavalli e a farli conoscere agli altri popoli delle pianure.
George Catlin (lo cito spesso...) era un grande artista dell'epoca ed esploratore che passò la vita a dipingere gli indiani d'America e a documentare la loro cultura disse: "Appiedati i Comanche sono tra le più brutte e sciatte tribù indiane mai viste, ma quando si mettono a cavallo subiscono una metamorfosi e sorprendono lo spettatore con i loro modi esperti ed eleganti".
Avevano capelli ed occhi neri, naso aquilino, carnagione ramata.
I Comanche spinti dalla pressione dei Sioux si spostarono a Sud diventando così indiani delle pianure.
I Kiowa li seguirono anche se inizialmente il rapporto tra le due tribù non era dei più tranquilli. Solo in seguito all'incontro tra i capi tribù pose fine alle ostilità stipulando un trattato di pace a cui entrambe mantennero fede.
Si accamparono e fecero scorrerie insieme sebbene avessero diviso i territori...questo per aver libertà nei propri territori di caccia.
Una leggenda racconta che i loro antenati furono chiamati nel mondo uno alla volta da un essere soprannaturale che percuoteva un pioppo cavo. Poi una donna incinta si incastrò nel passaggio e nessun altro poté più uscire. Il loro nome significa infatti "Popolo che viene fuori".
Pur non essendo i Kiowa una tra le tribù più numerose, infatti contava circa 3.000 individui si fece notare.
Resistette con orgoglio a tutti i tentativi di invasione sia da parte di altre tribù che dei coloni. Eguagliarono i Comanche come razziatori di cavalli.
Secondo J. Mooney (uno studioso), considerato il loro numero uccisero più bianchi di qualsiasi altra tribù.

"Ci sono cose che avete detto che a me non piacciono. Non sono dolci come lo zucchero, ma amare come le zucche. Avete detto che volete metterci in una riserva, costruirci case e darci capanne per gli sciamani e scuole. Io non voglio queste cose. Sono nato nella prateria, dove il vento soffia libero e non vi è nulla che spezzi i raggi del sole. Sono nato dove non ci sono recinti e dove ogni cosa respira liberamente. Voglio morire lì e non fra i muri!"

Dieci Orsi (Comanche Yamparika)
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SIGNIFICATO SIMBOLI NATIVI D'AMERICA

Le penne d'aquila

"L'aquila. L'uccello guerriero ed aristocratico dagli occhi fulgenti e dalle ali potenti, il cui volo ha qualcosa di regale e sovraumano: l'uccello che guarda il sole faccia a faccia e che nella sua maestosa ascesa sembra perdersi nella sublimità delle alture..."

Da sempre considerata la personificazione di "Wakinyan" (colui che conosce tutti i misteri), veniva considerata delle tribù native l'unico animale capace di comunicare con il "Grande Spirito" e portare a lui i loro messaggi.
Rappresenta il principio solare inteso come incarnazione del valore della forza e della potenza...simbolo del volo verso l'alto e della maestà che si eleva con perfetta e superba serenità al di sopra delle cose terrene...appare sempre associata allo spirito dell'uomo ed alla sua più intima realtà.
Oltre essere considerata messaggero verso il "Grande Spirito" era considerata quindi anche l'emblema della potenza e della supremazia della natura, dalla sua maestosità ai suoi misteri che rappresentavano saggezza, forza e coraggio.
Non a caso quindi i Guerrieri delle Tribù delle Praterie guadagnavano il diritto di portare una penna sul capo compiendo in guerra un atto di coraggio...il copricapo era riservato solo ai capi e ai guerrieri di particolare importanza.
Furono i Blackfeet per primi a trasformare una semplice fascia di pelle grezza in una forma distintiva.
In seguito però venne sostituito dal modello Sioux che ottenne maggiori consensi.
I Blackfeet più anziani spiegavano il fatto dicendo che il modello Sioux era considerato a tutti gli effetti una insegna che pochi avevano il diritto di portare.
Infatti il valore e l'onore del guerriero era proprio rappresentato dal numero di penne d'aquila presenti nel copricapo, ne contavano circa 28 - 30 ed erano riservate solo a coloro che avevano compiuto per l appunto azioni di particolare rilievo sociale e perciò era un valoroso guerriero.
La differenza tra i due tipi di copricapi stava nel fatto che quello Sioux era costituito da un berretto di pelle morbida...di solito pelle di cervo...che si adattava perfettamente alla testa. Ad esso poi venivano attaccate le penne, ma mentre quelle dei Blackfeet rimanevano rigide e dritte quelle dei Sioux erano disposte in modo tale che ondeggiassero da cui il nome "copricapi in ondeggiante stile Sioux".
Esistevano poi delle piccole variazioni nello stile da parte delle diverse tribù ma la versione Sioux era l'unica che lo definiva.
Ogni piuma presentava un'incisione che aveva un preciso significato (ved. foto).
Gli usi poi erano diversi per es. venivano anche impiegate nelle cerimonie nuziali: gli sposi si dividevano una coppia di piume uguali dette "twins" (gemelle) come simbolo di protezione ed impegno l'uno verso l'altra oppure venivano usate anche dagli sciamani nei riti di guarigione avendo esse un gran potere evocativo.

"Vai, non voltarti, e non avere mai paura né vergogna di cadere. Ricorda sempre che anche l'aquila muore..."

Partenza per la guerra (canto Pawnee)

Post che dedico in particolare ad Agnese p e Alberto Gusella che me l hanno gentilmente richiesto...spero d avervi accontentato... 👱
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SQUAW (donna indiana, moglie o vecchia)

"Nella bellezza tutto si compie..."

Per lungo tempo si è pensato che la donna non svolgesse alcun ruolo all'interno della società dei Nativi Americani. In realtà questo non era vero.
Spesso l'uomo era assente per guerra o caccia quindi tutto ciò che riguardava la vita familiare era responsabilità della donna che doveva accudire i figli, sorvegliare l'accampamento, ma anche occuparsi di lavori ben più pesanti quali la fatica del raccolto e l'agricoltura.
I ruoli quindi tra uomini e donne in realtà erano ben distinti .
La principale responsabilità dell'uomo era proteggere i bambini e le donne in particolar modo quelle fertili da guerre, carestie, freddo secondo il principio per cui se moriva il seme della tribù anche la tribù stessa sarebbe morta.
Sono molti i racconti di come gli indiani si sacrificarono per la salvezza di donne e bambini.
Mentre gli uomini cacciavano e quindi procuravano il cibo, le donne erano impegnate nel conservare e cucinare gli animali necessari al sostentamento, raccogliere la legna per il fuoco oltre a costruire oggetti utili oltre ad occuparsi di tutto ciò che riguardava il tepee (tenda indiana) ovvero la sua costruzione conciando per es le pelli etc... Durante le cerimonie si occupavano del cibo. Negli spostamenti trasportavano i pesi più pesanti mentre l uomo era intento a proteggere la tribù da eventuali attacchi lungo il percorso. Quando prendevano parte ai funerali, scavavano loro la tomba. Eccezionalmente poteva accadere che gli uomini collaborassero ai lavori domestici come viceversa le donne combattessero in guerra oppure accompagnassero il marito durante le battute di caccia tornando poi al villaggio con la selvaggina che poi preparavano.
Le ragazze godevano di molta libertà sessuale...però non dovevano rimanere gravide altrimenti avrebbero avuto poi poche possibilità di trovare sposo. Bastava che un ragazzo mostrasse alla ragazza qualche collana e se la ragazza apprezzava il cavaliere dopo averle accettate poteva dormire subito tre o quattro notti nella sua tenda. I coloni approfittarono non poco di questa libertà. Usavano delle tisane come contraccettivo e non c era nessun obbligo prematrimoniale. Il divorzio si poteva ottenere facilmente se entrambi i coniugi fossero d accordo.
Tra le donne indiane più conosciute come non citare Pocahontas o Sacajawea...ancora più conosciuta e di cui parlerò in un altro post
Durante un soggiorno presso i Cheyenne, Grinnel disse: "discutono liberalmente con i loro uomini di ogni argomento, persuadendoli nel fare e nell'astenersi dal fare qualcosa e solitamente dicono la loro sulle questioni che riguardano tutta la tribù. In ultima analisi, sono loro la vera autorità nell'accampamento."

"Ogni cosa che dà vita è femmina, quando gli uomini inizieranno a capire le relazioni dell'universo che le donne hanno sempre conosciuto, allora il mondo comincerà a cambiare in meglio..."

Lorraine Canoe, Mohawk

Post che dedico a tutte le mie amiche presenti in particolar modo a Laura Schiavo che a suo tempo mi chiese di parlare anche delle donne... Grazie a tutte Voi... 👱
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INDIANI DELLE PIANURE - Blackfoot - Crow

Dopo Sioux, Cheyenne e Arapaho proseguiamo con Blackfoot e Crow...

I Blackfoot (Piedi Neri) venivano così chiamati perchè era loro uso portare dei mocassini tinti di nero.
Si dividevano in tre confederazioni: i Blood perchè si dipingevano viso e corpo d'argilla rossa; i Piegan che significa "i poco vestiti" ed infine i Siksika.
Contavano circa 30000 individui. I Crow meno di 5000.
Occupavano uno spazio a sud del fiume Yellowstone fino in Canada
Entrambi le tribù erano piuttosto ostili fra di loro ed anche con le altre tribù. In particolare i Piedi Neri erano dei veri attaccabrighe...è difficile trovare un altro popolo così rissoso ed aggressivo verso le altre tribù degli indiani. La cosa peggiorò dopo l'arrivo dei cavalli ed il commercio delle pellice...loro attività principali oltre la caccia ai bisonti.
I Piedi Neri tenevano tantissimo ad avere un sempre maggiore numero di cavalli...c'è anche da dire che nessun altro indiano aveva ne esemplari ne equipaggiamenti come loro. Potevano fare km e km pur di sottrarre ad altre tribù gli esemplari migliori.
Si racconta che in un villaggio di 400 tende c'erano 10000 cavalli.
Grazie ad uno scambio commerciale proficuo intercorso con gli inglesi ottennero fucili potenti riuscendo così a catturare cavalli con più facilità. Dipendendo dagli inglesi per i loro scambi commerciali decisero di allearsi con loro diventando mercenari al loro servizio per combattere contro i commercianti di pellicce americani. Abili nel costruire armi in particolare modo molto belli gli archi debitamente decorati. Le donne erano molto brave nel confezionare abiti in pelle di montone e bisonte. Non ci sono molti nomi conosciuti di capi dei Piedi Neri...forse perché amavano cambiare nome ogni anno circa questo praticamente dopo ogni successo in guerra.

I Crow (Corvo). L'innegabile loro abilità li rese un popolo temuto e rispettato. Erano considerati degli astuti guerrieri. Fisicamente erano alti, alcuni di corporatura robusta, muscolosi e con spalle larghe...altri invece di media altezza e di corporatura esile. Le donne belle...sembravano più spagnole che indiane. Avevano l'usanza di dipingersi il proprio volto e corpo con pitture che cambiavano in base degli eventi a cui la tribù andava incontro...in base a quello che volevano esprimere. Per esempio una faccia dipinta di colore nero intervallato da striscie gialle e rosse anche sul petto e sulle braccia erano caratteristiche di un guerriero di grande esperienza. Amavano i capelli lunghi. Per loro era un segno di grande bellezza...capelli che adornavano con corna di animali, conchiglie, piume, perline etc... La stessa cura per i capelli la riponevano anche negli ornamenti personali e nell'impreziosimento delle armi. Furono anche guide per i bianchi...e per questo venivano targati come "servi degli Yankees" da tutte le altre tribù del resto "solo un indiano trova un altro indiano"... Fu Crow la guida che portò il Generale Custer sul campo di Little Bighorn. Il suo nome era Curly (Ashishishe). I Crow nemici mortali dei Lakota servivano spesso l'esercito Usa. Quando Custer intravide la sua fine, lasciò libere le sue guide e Curly sopravvisse al massacro.

Curioso che nonostante la loro natura bellicosa entrambi le tribù non parteciparono alle guerre indiane questo per il semplice fatto che si trovavano al di fuori del flusso migratorio. Quando poi il governo degli Stati Uniti ordinò il loro confino nella riserva a loro destinata in Montana, accettarono senza opporre resistenza.

"Che cos' è la vita? E' il lampo di una lucciola nella notte... E' il respiro di un bufalo d'inverno... E' la piccola ombra che corre sull'erba e si perde nel tramonto..."

Crowfoot (Piede di Corvo)

Blackfoot, guerriero e oratore

In foto: giovane guerriero Crow pronto alla battaglia.
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USA - Utah - Arizona

Paesaggio fra lo Utah e l'Arizona

"Le parole si parlano, i silenzi si toccano..."

F. Caramagna
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LA BATTAGLIA DI ROSEBUD

Nel giugno del 1876 i Cheyenne e i Sioux Lakota (noti rivali) accampati nel Montana, dopo essersi alleati per offrirsi protezione reciproca, attaccarono, lungo le alture sopra il Rosebud Creek, il generale Crook.
Il generale venne colto di sorpresa...si dice stesse bevendo un caffè.
La battaglia infervorò per quasi un giorno prima che i 1500 guerrieri Nativi guidati da Crazy Horse (Cavallo Pazzo) si ritirassero.
La tattica che venne usata era molto innovativa e inusuale per gli indiani delle pianure.
Si trattava di attaccare senza tregua, correndo da una parte all'altra velocissimamente aspettando ogni momento di pausa che c era tra gli spari per evitare perdite inutili e senza lasciarsi prendere dai protagonismi individuali cosa piuttosto ambita nella cultura dei Nativi, infatti chi si rendeva protagonista di atti d eroismo era ammirato e ambito.
Tra i 1000 soldati ci furono parecchie perdite tanto che il generale Crook decise di far rientro al campo base rinunciando ad inseguire gli indiani.
Crook si dichiarò comunque vincitore questo perchè rimase sul campo di battaglia mentre Crazy Horse con i suoi guerrieri si ritirò.
C'è da dire che solo l'intervento dei ricognitori Shoshoni e Crow nello scontro fu fondamentale ed evitò a Crook una sconfitta.
In realtà dopo aver subito parecchie perdite e rimanendo senza provviste Crook decise di far rientro al campo base nel Wyoming dove rimase per circa sette settimane in attesa di rinforzi.
Il combattimento iniziò da parte dei Nativi nella semi oscurità dell'alba lanciando urla terrificanti e con i volti dipinti...questo per terrorizzare il nemico. Ai soldati sembrò d aver di fronte migliaia di avversari decisamente ben organizzati come mai prima.
Erano abituati a combattere con degli avversari sempre in cerca di gesti eclatanti, gloriosi o di refurtiva...ognuno poteva comportarsi come voleva in battaglia...mai dietro ordini di un capo.
Questa fu la vera svolta data da Cavallo Pazzo. Attaccò con molta veemenza senza concedere spazio e respiro agli avversari...strategia rivelatasi vincente.
Il Capitano Mills così definì gli indiani: "Erano i migliori soldati a cavallo sulla terra. Mentre caricavano esponevano poco della loro persona, tenendo un braccio dietro il collo ed una gamba sopra il cavallo, sparando e lanciando da sotto il cavallo, tanto che non c era parte del corpo che potessimo mirare...!"
Sul campo di battaglia ad un guerriero Cheyenne venne ucciso il cavallo, il suo nome era "Comes in Sight". Venne soccorso dalla coraggiosa sorella "Buffalo Calf Road Woman" che a dorso del suo cavallo lo recuperò aiutandolo a issarsi sulla groppa del cavallo mentre le giubbe blu continuavano a sparare.
La scena è stata riportata in un libro mastro di un Cheyenne del Nord.
La scena riprende i soldati di Crook intenti a sparare mentre "Buffalo Calf Road Woman" porta in salvo il fratello raffigurato di traverso sul cavallo e con il fucile in pugno (foto).

"Ho visto che in ogni grande impresa non è sufficiente per un uomo credere solo su se stesso!"

Lone Man (Isna-la-Wicca) Sioux Teton
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