384 “La belle noiseuse” (Jacques Rivette, Fra, 1991) tit. it. “La bella scontrosa“ * con Michel Piccoli, Jane Birkin, Emmanuelle Béart
Ennesima occasione imperdibile proposta non dalla solita Cineteca Nacional, bensì dal MUNAL, Museo Nacional de Arte,... “La belle noiseuse” di Jacques Rivette, regista cinematografico e teatrale, fra i più stimati critici di “Cahiers du cinéma” rivista della quale fu caporedattore dal ’63 al ’65, punto di riferimento per i suoi co-fondatori della Nouvelle Vague (Godard, Truffaut, Chabrol, Rohmer e co.),
E' già abbastanza difficile vedere i film dei suddetti autori al cinema (su grande schermo e non in salette striminzite per cinefili incalliti) e questo in particolare è un'autentica rarità visti i suoi problemi di distribuzione derivanti dalla sua notevole durata (3h50'!), tanto che nel 1993 ne fu messa in circolazione una versione ridotta di soli 125 min con titolo “Divertimento”.
Leggendo solo argomento e durata del film, molti si spaventano giudicandolo lungo e noioso, ma chi lo ha guardato concorderà che le quasi 4 ore sono necessarie per gli obiettivi di Rivette. Pur non essendo "movimentato", pur avendo pochissimi personaggi e svolgendosi quasi esclusivamente in una grande, affascinante e un po' decadente magione di campagna, i lenti ma progressivi cambiamenti nei rapporti fra i protagonisti tengono sempre viva l'attenzione. Tutto è incentrato sul particolare "rapporto a tre" che si instaura fra l’artista (Piccoli), la modella Marianne (Béart) e l’opera in evoluzione (La belle noiseuse), chiusi per ore nello studio, mentre monta la gelosia di Liz (Birkin), moglie del pittore e sua ex-modella, e di Nicolas, fidanzato di Marianne. La storia è molto semplice nella sua essenza, molto sottile e complicata nello sviluppo delle relazioni fra i tre personaggi principali, ai quali si possono aggiungere anche il mercante d’arte Porbus, Nicolas e, nel finale, sua sorella Julienne. Dopo oltre 3 ore e mezza si giunge ad un finale geniale e ben proposto, ma con un velo di mistero.
Ottimo il trio composto dalle due modelle (nel film) Jane Birkin e Emmanuelle Béart e dal pittore in cerca di ispirazione Michel Piccoli. Eccellenti dialoghi e regia, così come la sceneggiatura (adattata dal racconto di Honoré de Balzac “Il capolavoro sconosciuto”), e anche l’affascinante location contribuisce alla bellezza del film.
Lo stile di Rivette ben si distingue da quello dei più conosciuti, ma non per questo migliori, Truffaut e Godard, la camera si muove più lentamente, la descrizione di ambienti e personaggi molto più accurata e approfondita. Non sono un fan accanito degli autori della Nouvelle Vague e sono fra quelli che la vedono ampiamente sopravvalutata rispetto ai suoi effettivi meriti (che comunque ci sono) e pertanto se dico che questo film è quasi un capolavoro non è per piaggeria. Oltretutto il film è del 1991, quindi di oltre 30 successivo all’esplosione della Nouvelle Vague.
IMDb 7,8 RT 100%
Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes 1991.
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20/11/17
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