336 “The glass castle” (Destin Daniel Cretton, USA, 2017) * con Brie Larson, Woody Harrelson, Naomi Watts
Già leggendo l'argomento del film non si può fare a meno di andare con la mente al “Captain Fantastic” di Matt Ross (regista e sceneggiatore), con Viggo Mortensen che l'anno scorso ottenne anche la Nomination Oscar. E questo è il primo handicap di "The Glass Castle". Il secondo problema consiste nel fatto che l'altro aveva una sceneggiatura originale e quindi molto più facilmente "manipolabile" mentre questo è basato sull'autobiografia di Jeanette Walls, giornalista e scrittrice ancora viva e vegeta.
La logica conseguenza è che "The Glass Castle" è un film drammatico solo con qualche "alleggerimento" che può far sorridere e pertanto risulta più ostico al grande pubblico. Per la verità sono stati soprattutto i critici a non accoglierlo molto bene dividendosi quasi a metà fra pro e contro.
Io l'ho trovato senz'altro meritevole della piena sufficienza e l'ho preferito a “Captain Fantastic” il quale, per me, era troppo commedia, in certi sensi esagerata.
Woody Harrelson fa la sua brava parte di capofamiglia un po’ squilibrato e senz’altro alcolizzato mentre Naomi Watts ben interpreta sua moglie (aspirante artista) per la quale i 4 figli sono l’ultima delle sue preoccupazioni, pur avendo curato la loro informale educazione. Brie Larson è brava nel ruolo di Jeanette adulta, ma forse ancor più brave sono le interpreti della scrittrice in età minore.
Potrebbero sorgere dei dubbi in merito alla veridicità degli eventi e pensare che gli sceneggiatori abbiano voluto mostrare solo le parti più “estreme” della non facile infanzia dei 4 giovani Walls, ma leggendo i commenti di chi ha letto il libro (per oltre 5 anni nella lista di bestseller del New York Times, quasi 3 milioni ci copie vendute, tradotto in 22 lingue) si viene a sapere che le parti più “dure” sono state soppresse, anche per evitare possibili divieti al film.
Non volendo, come al solito, parlare troppo della trama e anche per evitare spoiler, mi limito a dire che realmente i giovani Walls “hanno fatto la fame”.
Altro punto a favore del film è la scelta degli interpreti nel loro complesso; bisogna riconoscere che quelli che si sono occupati del casting e poi dell’aspetto degli attori (in particolare dei ragazzi) sono stati bravissimi. Se guarderete il film, prestate poi molta attenzione alla serie di foto conclusive nelle quali appaiono tutti i veri membri della famiglia e al breve video del 1989 con Rex e Rose Mary, genitori di Jeanette, i quali si trasferirono a New York per stare vicino ai figli, ma continuarono a vivere “felicemente” da squatters. Per molto tempo, anche dopo essere già diventata una nota columnist, Jeanette mantenne il segreto sul proprio passato, ma poi fu spinta a raccontarlo “prima che lo facesse (male) qualcun altro” e quindi rese pubblica la sua storia solo all’età di 45 anni.
Penso che a questo punto sia chiaro che “The glass castle” non è e non voleva essere una commedia basata su una famiglia “non convenzionale” ma una vera storia drammatica, parzialmente con lieto fine.
A chi volesse saperne un po’ di più su Jeanette Walls consiglio di leggere questa relativamente breve biografia. http://www.notablebiographies.com/newsmakers2/2006-Ra-Z/Walls-Jeannette.html
IMDb 7,1 RT 50%
A puro titolo di cronaca, i giovanissimi Shree Crooks e Charlie Shotwell sono stati interpreti (seppur minori) sia di “Captain Fantastic” che di “The glass castle”
Nell'ultima foto appaiono le 3 Jeanette, in ordine di età Brie Larson, Ella Anderson e Chandler Head
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24/10/17
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