177 * “Il Decameron” (Pier Paolo Pasolini, Ita, 1970) * con Franco Citti, Ninetto Davoli, Jovan Jovanovic, Pier Paolo Pasolini,
Mi sembra superfluo spendere parole per il testo originale di Boccaccio dal quale furono estrapolate ed adattate una decina scarsa di novelle.
“Il Decameron” di Paasolini è il primo della trilogia che continuerà con i suoi omologhi “I racconti di Canterbury” e “Il fiore di Mille e una Notte”. Il film è recitato quasi completamente in vernacolo, con predominanza del napoletano popolare, ma si notano molte alte inflessioni locali e anche molto più meridionali (siciliano). Si nota chiaramente il doppiaggio (dialetto-dialetto) soluzione che comunque Pasolini scelse volutamente, spesso avvalendosi di non professionisti, e pare che abbia affermato: “Il doppiaggio, deformando la voce, alterando le corrispondenze che legano il timbro, le intonazioni, le inflessioni di una voce, a un viso, a un tipo di comportamento, conferisce un sovrappiù di mistero al film.” Similmente a quanto scrissi pochi giorni fa in merito ad “Accattone”, una discreta conoscenza dei dialetti meridionali migliora senz’altro la comprensione del film e quindi il godimento della pellicola.
Per quanto riguarda il cast, Pasolini utilizzò pochi attori noti (in parti molto brevi, p.e. Silvana Mangano, Guido Alberti) e ancora una volta si è “sbizzarrito” nel coinvolgere un numero spropositato di volti più che reali e allo stesso tempo incredibili, facendo quasi concorrenza, e probabilmente superando, Federico Fellini.
Non ne sono certo, ma penso che questi lavori di Pasolini abbiano dato la stura definitiva al filone delle commedie all’italiana di serie B (e anche peggiori) di genere boccaccesco anche se più o meno dotte rivisitazioni erano già apparse sugli schermi (p. e. “La mandragola” di Macchiavelli - Lattuada).
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28/05/17
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