197 * “Gertrud” (Carl Theodor Dreyer, Dan, 1964) * con Nina Pens Rode, Bendt Rothe, Ebbe Rode
Ultimo film di Dreyer, all’epoca 75enne, non certo fra i vari memorabili del grande regista danese.
Si parla soprattutto e tanto di amore, idealizzato da tutti i protagonisti, eppure i rapporti di Gertrud con i suoi uomini appaiono tutti fallimentari.
Troppe scene sono del tutto teatrali, statiche e con entrambe i soggetti di fronte alla macchina da presa, raramente si guardano negli occhi (vedi foto). Un film che si potrebbe quasi solo ascoltare e, come se ciò non bastasse, Dreyer ha aggiunto anche vari e relativamente lunghi cartelli esplicativi, con pensieri pressoché "filosofici".
Nel complesso un film fra il triste e il deprimente, con una donna insoddisfatta del suo passato e presente e che continua a illudersi di aver trovato il “grande amore”.
A mio modesto parere, niente a che vedere con i film precedenti, non che fossero brillanti o allegri, ma certo erano molto più Cinema che Teatro e gli attori di tutt'altro livello, così come la fotografia.
Comunque, questo “flop” di Dreyer non cambia di una virgola la mia opinione su lui. Continuo a giudicarlo il miglior regista scandinavo e certo “Gertrud” non mi fa dimenticare “Prästänkan” (1920), “La passion de Jeanne d'Arc” (1928), “Vampyr” (1932), “Dies Irae” (1943), “Ordet“ (1955).
Cominciate a guardare i suddetti film e poi, se proprio volete, guardate anche questo.

IMDb 7,6 RT 79% #cinema #film
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15/06/17
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