181 * “La dolce vita” (Federico Fellini, Ita, 1960) * con Marcello Mastroianni, Anita Ekberg, Anouk Aimée
Nonostante la fama e le tante recensioni e valutazioni superlative, devo dire che questo film non è certo fra quelli di Fellini che mi sono piaciuti di più. Estremamente lungo (quasi 3 ore) per ciò che ha da raccontare e oltretutto con relativa poca continuità. Potrebbe essere quasi visto come un film ad episodi, intercalati dalle snervanti telefonate e discussioni fra Marcello ed Emma (Yvonne Furneaux).
Si passa con estrema disinvoltura dalla famosa “quasi avventura” con Anita Ekberg (di presenza, ma pessima attrice), alla serata con la prostituta e a quella con il padre, dalla notte al castello alla serata “colta” a casa di Steiner (Alain Cuny), dall’innocente tentativo di “evasione” nella trattoria sul litorale alla “quasi orgia” conclusiva.
In tutte le differenti storie il giornalista interpretato da Marcello Mastroianni è spettatore o attivo protagonista.
Ovviamente, la sceneggiatura dell’affiatatissimo trio Fellini - Flaiano - Pinelli (pare ci sia stato anche un contributo non ufficiale di Pasolini) si presta ad innumerevoli analisi e approfondimenti con i suoi tanti simbolismi e la presenza di personaggi degli ambienti più disparati e di tutto il mondo.
In film da guardare con attenzione ma, ripeto, penso che Fellini abbia prodotto di meglio, sia come solo sceneggiatore già da una quindicina di anni (fra gli altri collaborò a “Roma città aperta”, 1945, “Paisà”, 1946) che come sceneggiatore - regista.
IMDb 8,1 RT 97% #cinema #film
Oscar per i costumi (bianco e nero), Nomination per regia, sceneggiatura e scenografia (bianco e nero)
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01/06/17
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