92 * “The Women’s Balcony” (Emil Ben-Shimon, Isr, 2016) tit. or. “Ismach Hatani” * con Avraham Aviv Alush, Yafit Asulin, Orna Banai
Predicatori e imbonitori mi hanno sempre affascinato e li "ammiro" per la loro capacità di catturare l'attenzione degli astanti e fissarla come se fossero magneti e, in genere, per lo stesso motivo non li apprezzo in quanto molti di loro vendono fumo e illusioni, propagano idee prive di fondamento, finte religioni, ecc.
Restando in ambito cinematografico ricordate il viscido predicatore (Paul Dano) di “There will be Blood” o il finto pastore (Robert Mitchum) di “The Night of the Hunter” o, per qualcosa di molto più leggero e positivo ma comunque “ipnotizzante”, James Brown nelle vesti del Reverendo Cleophus James in “The Blues Brothers”?
In “The Women's Balcony” il protagonista (secondario per presenza sulla scena ma principale per i malumori che suscita) è un giovane rabbino ultraortodosso il quale subdolamente tenta di prendere il posto dell'anziano rabbino temporaneamente inabile. Non si deve essere esperti di ebraismo per capire che il sentimento comune è il rispetto della religione, ma anche di insofferenza nei confronti di quelli che vogliono imporre ad ogni costo leggi ferree e obsolete che spacciano per divine.
Per allargare (a mio rischio e pericolo) il discorso, fra questi tipi di sacerdoti-predicatori integerrimi spesso si nascondono i peggiori, qualunque sia la religione interessata. Non solo ultraortodossi che uccidono e derubano, ma anche imam che predicano violenza e seminano odio, preti pedofili e suore aguzzine, e ognuno potrà pensare ad altri atteggiamenti simili non solo contrari allo loro dottrina ma anche alle leggi civili.
Nel film c'è praticamente tutto questo, un rabbino che con modi affabili e una sapiente e "illuminata" parlantina tenta di manipolare una piccola comunità di ebrei osservanti, tuttavia umani e “quasi” al passo con i tempi. Le donne saranno le prime a rendersi conto dell’ambiguità del religioso e ci vorrà un po’ prima di convincere anche i mariti.
Film corale, ben interpretato e portato avanti con buon ritmo, anche se vari avvenimenti e reazioni, così come il finale, sono abbastanza prevedibili, in sostanza poche sorprese.
Interessante anche dal punto di vista etnico (aspetto per me sempre interessante) che mostra ai non ebrei vari aspetti della loro liturgia, nominando un'infinità di festività e termini religiosi. Eppure, in fondo, nelle feste, riunioni e nel matrimonio vengono fuori le radici mediorientali con cibo, musica e passi di danza che solo un esperto può individuare come specifiche israeliane. Basta dare un’occhiata (e porgere un orecchio) al trailer.
IMDb 7,7 #cinema #film
NB - il "Balcony" del titolo si riferisce alla "balconata" riservata alle donne all'interno della sinagoga
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