Interessante non-film, ottima messa in scena teatrale
395 * “Dogville” (Lars von Trier, Dan, 2003) * con Nicole Kidman, Paul Bettany, Lauren Bacall, Ben Gazzara, James Caan
Dopo aver letto pareri molto contrastanti in merito a questo film del quale sapevo molto poco, mi sono deciso a guardarlo ed il mio giudizio complessivo è sintetizzato nella riga di apertura.
L’idea di far svolgere tutta l’azione in un minuscolo villaggio con case praticamente senza pareti e la cima del campanile sospesa in aria, visioni d’insieme dall’alto e con ulteriori dettagli disegnati al suolo a mo’ di mappa è senz’altro geniale e ben realizzata. Il cast è ottimo è ognuno interpreta più che bene il suo ruolo. Quello che secondo me manca per farlo diventare un vero film è la descrizione degli ambienti che può (e dovrebbe) dire tanto, in particolare per ciò che riguarda gli interni; è come un libro composto quasi esclusivamente da dialoghi senza alcuna descrizione di stanze, pareti, oggetti, edifici.
Pur dovendo riconoscere che Lars von Trier realizza bene il suo solito lavoro con la cinepresa a spalla nello stile minimalista che è alla base del suo “dogma”, trovo che tutto ciò sia complessivamente limitante. Nel corso di oltre 30 anni di carriera le sue idee ed i suoi lavori sono stati analizzati, sezionati, esaltati e molto criticati e quindi rimando chi fosse interessato ad approfondire la conoscenza con il controverso regista danese alla lettura di pagine scritte (presumibilmente) da persone più preparate di me, che hanno visto la quasi totalità delle sue opere (io solo 3).
Curiosità: alla fine del film la protagonista del film Grace/Nicole Kidman viene accusata di essere “arrogante” per comportarsi in modo troppo accondiscendente, subendo qualunque angheria da parte di altri e perdonandoli. In una simile interpretazione dell’arroganza diversa da quella alla quale siamo abituati (“trattare gli altri con insolente asprezza e con presunzione”, Treccani), mi ero imbattuto proprio pochi giorni fa guardando l’ultimo film di Tarkovsky (“Offret”, 1986, tit.it. “Sacrificio”). Ho pensato ad una citazione ma, effettuata una rapida ricerca, ho scoperto che è una visione filosofico-religiosa che vede il perdono come una dimostrazione di grande superiorità e quindi è pura arroganza.
Von Trier ha affermato di essere riuscito a scrivere la sceneggiatura di Dogville in soli 12 giorni, sotto l’effetto di alcool e droga, mentre in stato normale ha avuto bisogno di un anno e mezzo per “Nymphomaniac”.
IMDb 8,1 RT 70% #cinema #film
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“Dogville” (Lars von Trier, Dan, 2003)
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