375 “Oso polar” (Marcelo Tobar, Mex, 2017) * con Luis Alberti, Humberto Busto, Marcelo Ceron
Piacevole sorpresa, in quanto il tema non mi attirava, il regista giovane al terzo film con i precedenti appena sufficienti non mi dava fiducia e gli attori mi erano del tutto sconosciuti. Eppure, Marcelo Tobar ha realizzato un più che degno prodotto con Iphones 5S, un Iphone 4s e un vecchio Nokia, un troupe di 12 persone e ... con un budget di 15.000 dollari!
Sembra che Il 40enne regista e sceneggiatore abbia le idea chiare in quanto al cinema, ma gli mancano gli agganci giusti per ottenere finanziamenti e quindi si arrangia come può. Al termine della presentazione del film al Festival Internacional de Cine de Morelia dichiarò. “Le porte del cinema non mi si sono aperte e i cellulari si sono trasformati in arieti per abbatterle. Mi sembra che le cose stiano cambiando per i nuovi cineasti, il cinema non è più elitario per chi ha rigore cinematografico, interesse e attenzione. Per me questa è la democratizzazione del cinema. Se sei un cineasta, devi filmare e, se non ti danno i soldi, trova il modo di farlo.”
Se l’ottimo “Tangerine” (di Sean Baker, 2015) era stato il primo di questa nuova frontiera del cinema a livello mondiale e con i suoi 23 premi e altre 39 nomination aveva dimostrato che era possibile realizzare buoni prodotti a costi irrisori, “Oso polar” è stato il primo film messicano di questo tipo.
Per la verità, produrre film con attrezzature non professionali è sempre avvenuto e lo dimostrano sia ottimi film di oltre mezzo secolo fa girati in 16mm (e qualcuno anche in Super8 ...) che non avevano niente da invidiare ai 35mm, sia film più moderni che hanno anche realizzato incassi milionari come “El Mariachi” (7.000 dollari di budget) o a “The Blair Witch Project” in gran parte girato con videocamere CP-16 e Hi8 (60.000 dollari).
Il film di Marcelo Tobar non è certo perfetto, ha una sceneggiatura un po’ confusa (ma volutamente), forse ha un po’ troppa carne a cuocere. In compenso è snello, originale, con buon montaggio e buone scelte di inquadrature nonostante i limiti dei mezzi.
Il giudizio è senz’altro superiore alla sufficienza e si deve aggiungere un “bonus” per come è stato realizzato il film.
IMDb 6,8
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14/11/17
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