11 * “Camila” (María Luisa Bemberg, 1984) * con Susú Pecoraro, Imanol Arias, Héctor Alterio
Dopo “Señora de nadie” la Bemberg (vedi recensione precedente) ci porta in tutt’altra epoca con una storia molto più “audace” basata sulla vera storia di
Camila O'Gorman. La protagonista, giovane donna dell’alta società che vive in una enorme tenuta con tutta la sua famiglia compresa sua nonna che lì è stata inviata in confino per questioni politiche, si innamora di un sacerdote ... e mi fermo qui. Questa volta però, a differenza del film precedente ambientato nell’Argentina contemporanea, l’azione si sviluppa negli ultimi anni delle lotte tra “federales” e “unitarios” che si conclusero nel 1853 con l’approvazione la Costituzione argentina. La complessa lotta fra le diverse fazioni politiche, la chiesa, le rigide tradizioni, la famiglia ... tutte più o meno direttamente condizionano e tentano di contrastare l’amore fra i due.
Anche questo, come il precedente, è un film “pulito” vale a dire ben diretto, ben interpretato da Susú Pecoraro ed Héctor Alterio (Imanol Arias non è alla loro altezza) e forte di una solida sceneggiatura (della stessa Bemberg) e quindi ne suggerisco la visione.
A “garanzia” della qualità del film, sappiate che ottenne la Nomination agli Oscar 1985 come miglior film straniero.
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“Camila” (María Luisa Bemberg, 1984)
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