210 * “Buongiorno” (Yasujirô Ozu, Jap, 1959), tit. or. “Ohayô” , tit. int. “Good Morning” * con Chishû Ryû, Keiji Sada, Yoshiko Kuga,
Stavolta Ozu passa alla commedia “sociale” in un ambiente più popolare dei flm precedenti, occupandosi di problemi abbastanza diversi che comprendono i rapporti fra vicini con relative maldicenze, pettegolezzi e sospetti, l’educazione dei bambini, la diffusione degli elettrodomestici (televisori e lavatrici in primis), oltre ad accenni ai soliti temi del matrimonio, alcolismo, vita familiare.
Continua a mantenere alcuni dei suoi schemi e immagini peculiari come, per esempio, i panni stesi ad asciugare all’aperto (con i quali apre e chiude il film), i terrapieni, il ritorno a casa dei mariti e relativa “svestizione” (foto). Per quanto riguarda le riprese, per lo più si mantiene fedele a inquadrature fisse e spesso ricorrenti con campi più o meno lunghi perfettamente in asse con un corridoio o una stradina, immancabilmente attraversati da soggetti, protagonisti o meno, vicini o lontani, che quindi appaiono nella sola parte centrale del fotogramma scomparendo quasi immediatamente di lato entrando in una stanza o dietro un edificio (p.e bambini che passano sulla limitata parte del terrapieno visibile fra le case, alle loro spalle - vedi foto).
Pur apparendo in un certo senso ripetitivo, Ozu costruisce ogni scena con criterio e con piccole variazioni sempre significative, utilizza alla perfezione ambienti limitati ed essenziali e, con il supporto del suo ottimo “cast di fiducia”, pur raccontando relativamente poco riesce a non annoiare mai (checché ne dica qualcuno). Divertenti le opinioni espresse da diversi personaggi a riguardo della televisione (vedi foto).
Ozu riesce ad essere preciso, incisivo, piacevole e arguto anche in un film leggero come “Buongiorno”, che quindi merita una visione alla pari degli altri.

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26/06/17
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