421 “Scheherazade, Tell Me a Story” (Yusri Nasrullah, Egitto, 2009) tit. or. “Ehky ya Scheherazade” * con Mona Zaki, Mahmood Hemaidah, Hasan El-Raddad
IMDb 7,4 RT 89% * Lina Mangiacapre Award a Venezia
Con un po' di fortuna e occhio nella videoteca di Puerto de la Cruz si trovano vere rarità (che non equivale a dire perle) ... questa è una. Un film egiziano presentato anche in Italia a Venezia dove vinse il premio Lina Mangiacapre (film che mostrano nel segno della differenza il cambiamento dell’immagine della donna, soggetto di storia e di cultura).
Yusri Nasrullah fu allievo Youssef Chahine (il più rispettato regista egiziano di sempre) ed è autore impegnato. Tuttavia, in questo film non riesce a fornire immagini credibili delle donne egiziane (forse per superficialità, forse per mostrare casi limite), lasciando spiazzato lo spettatore occidentale.
La protagonista Hebba (anchor woman politica e di successo) vive nel lusso ed è sposata con Karim, giornalista filogovernativo. Due professionisti di ideali diversi, difficilmente possono convivere pacificamente in un campo delicato come quello della comunicazione. Nonostante Hebba rinunci ad occuparsi apertamente di politica, passando a interessarsi di temi sociali ed in particolare quello del ruoli della donna non può non nascondere che ognuno di essi sia comunque condizionato dalla politica. Intervistando in studio varie donne con trascorsi drammatici, scatenerà un nuovo putiferio che ovviamente non sarà gradito dal marito.
Ciò che sembra assolutamente irreale è il fatto che una giornalista possa essere giunta ad occupare tale posizione senza rendersi conto del tessuto sociale egiziano, dei problemi della vita di tutti i giorni, della violenza e chi più ne ha più ne metta. Un paio delle donne da lei intervistate nel suo show sono borghesi, relativamente ricche e di una certa cultura quasi a voler mostrare che il machismo è presente a tutti i livelli. Allo stesso tempo tutte le vittime, anche quella di classe meno abbiente, vengono mostrate spesso come delle sprovvedute credulone.
Un film nel complesso “volenteroso” ma insufficientemente realizzato, anche perché il cast lascia abbastanza a desiderare.
Resta comunque un’interessante visione, se non altro per lo sguardo critico su alcuni ambienti egiziani come quello della comunicazione e dei legami con la politica.
FotoFotoFotoFotoFoto
10/12/18
5 foto - Visualizza album
Condiviso pubblicamenteVedi attività