347 “Bandidos” (Luis Estrada, Mex, 1991) * con Eduardo Toussaint, Jorge Poza, Alan Gutiérrez
Secondo dei soli 7 lungometraggi (in 23 anni, 1991-2014) di Luis Estrada, regista e sceneggiatore che stimo molto, in particolar modo per i suoi film successivi di feroce critica sociale e politica, “travestiti” da comedia negra (“La ley de Herodes”, “El infierno”, “La dictatura perfecta” ... cercateli e guardateli). “Bandidos” è la sua prima sceneggiatura cinematografica - in precedenza ne aveva curato altre per corti e TV - e sono quindi giustificate alcune carenze. I ragazzini protagonisti della storia sono troppo giovani per fare tutto ciò che Estrada mostra, varie scene sono un po’ scollegate fra loro e ci sono vari salti temporali poco chiari. Tuttavia mostra già un gran gusto per le inquadrature, colori e tempi e certamente ciò grazie all’essere figlio di del regista Jose Estrada, non certo fra i più famosi ma diresse vari film ben conosciuti in Messico.
Pur avendo ragazzini come protagonisti è strutturato come un “western messicano”, all’epoca della rivoluzione dii circa un secolo fa. Fra gli adutli (tutti con ruoli molto limitati) compaiono vari suoi amici-attori che poi parteciperanno a vari suoi altri film, in primis Damián Alcázar (ottimo attorre, qualcuno lo può conoscere come Gilberto Orejuela della serie “Narcos”), Daniel Giménez Cacho (tanti buoni film in America Latina e Spagna “Voces inocentes” “La mala educación”, “Blancanieves”, ...) e Pedro Armendáriz Jr. (favorito dalla fama del suo omonimo padre, ma certo non dello stesso livello, ha già all’attivo 165 film).
Pur avendo poca “sostanza”, è piacevole da guardare anche per i tanti riferimenti e citazioni ai western classici.
IMDb 6,9
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01/11/17
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