365 * “Leviathan” (Andrey Zvyagintsev, Russia, 2014) * con Aleksey Serebryakov, Elena Lyadova, R. Madyanov
Inno all’autodistruzione. Nikolay subisce, non combatte realmente per nessun fine o ideale, per nessuna persona e neanche per sé stesso, continua a sprofondare per sua libera scelta, assolutamente non frenato dagli “amici”. Sembra incredibile che sia arrivato fino a quel punto.
Sarà veramente un ritratto della “vita” in una sperduta cittadina di provincia russa? A me sembra una storia un po’ troppo estrema. Non fornisce alcuna idea dell’ambiente umano, non c’è interazione fra le persone se non fra i pochi protagonisti. Eppure ci sono uffici, auto di grossa cilindrata, polizia, tribunale, soldi (soprattutto per il sindaco) ... ma allo spettatore si propongono solo pochi personaggi biasimevoli che durante almeno la metà del film bevono vodka come se fosse acqua.
Riconosco che riesce a trasmettere un forte senso di depressione sia attraverso i fatti che attraverso le immagini e il sonoro (quasi assente in quelle lande), ma soprattutto per i personaggi. Se questo era il vero scopo di Zvyagintsev, devo dire che c’è riuscito. Eppure, quasi tutto ciò che “capita” ai protagonisti è solo frutto della loro stupidità e amore per l’alcool. Perché giustificarli o compatirli?
Non c’è un vero messaggio sociale, né politico, né etico, né religioso. Qual è la vera essenza di questo film?
IMDb 7,6 RT 100%
Nomination miglior film straniero, Cannes miglior sceneggiatura
Rating, Nomination e premi non mi trovano d’accordo.
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“Leviathan” (Andrey Zvyagintsev, Russia, 2014)
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