105 * “Carancho” (Pablo Trapero, Arg, 2010) trad. lett. “Avvoltoio” * con Ricardo Darín, Martina Gusman, Carlos Weber
Per essere precisi, il Carancho (Caracara sp.) è un rapace della famiglia Falconidae, ma di quelli che si comportano come gli avvoltoi, nutrendosi principalmente di carogne. Nel titolo è utilizzato in questo senso.
Pablo Trapero, con Carancho entrò nel lotto dei 9 film dai quali fu poi scelta la cinquina di candidati all’Oscar, ma non riuscì a restare in corsa.
In verità il regista argentino mi è sembrato ancora “grezzo” non all’altezza dei successivi “Elefante blanco” (2012) e El Clan (2015, Leone d’argento a Venezia). Ricardo Darín è una garanzia e non delude, brava anche, Martina Gusman.
Gli “avvoltoi” (potemmo anche definirli “sciacalli”) del film sono dei loschi figuri che traggono profitto dalle liquidazioni delle vittime di incidenti d’auto, reali o fasulli che siano, d’accordo con medici e infermieri dell’ospedale e anche con i poliziotti.
Ciò che mi lascia perplesso è la storia, troppo estrema, troppo improbabile ... è possibile che in questo ambientino nessuno, dico nessuno, riesca a prevedere le conseguenze ineluttabili delle proprie azoni?
Nomination “Un Certain Regard Award” Cannes 2010
IMDb 6,9 RT 100% #cinema #film
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23/03/17
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