409 “Ghost Dog: The Way of the Samurai” (Jim Jarmush, USA, 1999) tit. it. “Il codice del samurai” * con Forest Whitaker, Henry Silva, Cliff Gorman, John Tormey, Camille Winbush, Isaach De Bankolé, Tricia Vessey, RZA
IMDb 7,5 RT 82% * Nomination Palma d’Oro a Cannes
Film che non avevo mai sentito neanche nominare, che tuttavia ho recuperato dopo aver letto delle sue attinenze con il giapponese “Branded to kill” (Suzuki, 1968), guardato pochi giorni fa. Oltre a un parallelismo della trama in generale, alcune situazioni sono riprese in modo quasi identico.
L'ho trovato al di sopra delle mie aspettative, con un buon Whitaker (che di solito non apprezzo particolarmente) nonostante non abbia il physique du rôle del killer esperto di storia giapponese e di arti marziali. Il protagonista Ghost Dog legge Hagakure (guida pratica e spirituale dei samurai, scritta agli inizi del ‘700, ma pubblicata solo 2 secoli dopo) e numerose sono le citazioni da questo testo, ma ci sono anche tanti altri riferimenti letterari (tramite copertine di libri) a cominciare da “Rashomon” che si rivela un elemento importante nel contesto del film.
Apprezzabile lo humor sia per quanto riguarda gli anzianotti e sovrappeso mafiosi di Cosa Nostra, interpretati da un bel gruppo di bravi caratteristi in mezzo ai quali spicca un Henry Silva quasi mummificato (pur essendo appena 70enne), sia per il personaggio del gelataio che parla solo francese e non capisce una parola di americano. Ben pensato anche quello di Pearline, bambina saggia e colta che ama leggere.
Interessante anche la colonna sonora, con musica originale di RZA che (seppur in una piccola parte) è al suo esordio come attore.
In quanto a Jim Jarmush, trovo che abbia realizzato una pellicola pregevole ed in particolare ho apprezzato l’ottimo uso delle dissolvenze incrociate con gli stessi soggetti nello stesso ambiente e, da un punto di vista meno tecnico eppure importante, anche i tanti inserti di cartoni animati d’epoca, sempre sottilmente attinenti allo sviluppo della trama principale.
Più che consigliato (ci sono tanti morti ma non è assolutamente splatter, scrissi identico commento anche per “Branded to Kill”)
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01/12/18
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