15 * “Cada quien su vida” (Julio Bracho, 1960) * con Ana Luisa Peluffo, Emma Fink, Carlos Navarro
Dopo “Crepusculo” (recensione precedente) ho deciso di guardare un altro suo film: Cada quien su vida (1960). Per la verità, pur essendo annunciato da buone recensioni, non l’ho trovato all’altezza di suoi precedenti lavori che conosco come “Historia de un gran amor”, “Distinto amanecer”, “Rosenda”, ma si deve sottolineare che aveva un po’ le mani legate in quanto questo è un adattamento dell’omonimo lavoro teatrale di Basurto, celebre drammaturgo e sceneggiatore.
L’intero film si svolge in uno di quei locali conosciuti come “salón”, soprattutto sala da ballo con musica dal vivo, ma anche con tante signorine pronte a bere e danzare con gli avventori, un cabaret di seconda categoria tuttavia ben distinto da una “cantina” o addirittura un postribolo. Si tratta di un film corale, con vari clienti abituali abbastanza caratteristici (el diputado, el professor, el peluquero, el Alka Seltzer, el Ojitos), lo staff e tante signorine di vario aspetto ed età (una di loro si è addirittura guadagnata l’appellativo di “Siempreviva” - nel senso di ancora viva ...) tutte con “nomi d’arte” come la 'Tacón Dorado', la 'Penas', la 'Pepsi-Cola', la 'Jarocha' ...
Questa commedia drammatica continua ad essere messa in scena per essere reputata di contenuto ancora attuale e nel 2014 restò a lungo in cartellone in uno dei più famosi salones di Ciudad de Mexico: il Salón los Angeles, aperto nel 1937, nel quale sono stati girati numerosi film e oggi si registrano anche episodi di serie televisive.
In conclusione, niente da dire dal punto di vista teatrale, considerato anche che conta su un navigato cast che conosce l’ambiente, ma Julio Bracho non mi sembra riesca a sfruttare al meglio il mezzo cinematografico per fornire quel qualcosa in più che ci si sarebbe atteso.
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“Cada quien su vida” (Julio Bracho, 1960)
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