149 * “Cela s'appelle l'aurore” (Luis Buñuel, Fra, 1956) tit. it. “Amanti di domani” * con Georges Marchal, Lucia Bosé, Julien Bertheau
Ora mi manca solo “Los ambiciosos” (aka “La fiebre sube al Pao”, it. “L'isola che scotta”, 1959) per completare la filmografia di Buñuel!
Questo “Cela s'appelle l'aurore” pare che sia quello che, fra tutti, ha avuto minor circolazione ed è sconosciuto ai più. Segna il ritorno in Europa del regista spagnolo, dopo il lungo soggiorno forzato in Messico.
La storia si svolge su un’isola non meglio identificata nel Mediterraneo (in effetti è la Corsica) ed è tratta da un romanzo di Emmanuel Roblès, adattata per lo schermo dallo stesso Buñuel. A me è sembrato proprio un bel film, con una bella fotografia, ben interpretato.
Pur non lasciando spazio al surrealismo e a simbologia estrema e indecifrabile, sono evidenti molti elementi Buñueliani classici, gli immancabili piedi e gambe, il contrasto fra le classi sociali con alti prelati apertamente schierati con la borghesia e quei particolari che il regista spagnolo amava inserire a ripetizione nei suoi film. In questo compaiono più volte dei simpatici gattini miagolanti (pur non avendo alcun nesso con la storia) e oggetti che cadono in terra (fazzoletto, guanto, cesta con polli ...).
Le parti “crime” e sociali risultano molto più interessanti della love story fra il medico Valerio (Marchal) e la bella vedova Clara (Bosé). Certamente non è paragonabile a “L’angelo sterminatore” o “Viridiana”, ma è strano che sia così poco conosciuto.
Se ne avrete l’opportunità, guardatelo ... non ve ne pentirete.
IMDb 6,9 #cinema #film #Buñuel
PhotoPhotoPhotoPhotoPhoto
30/04/17
7 Photos - View album
Shared publiclyView activity