415 “Onibaba” (Kaneto Shindô, Jap, 1964) tit. it. “Onibaba - Le assassine” * con Nobuko Otowa, Jitsuko Yoshimura, Kei Satô IMDb 8,0 RT 83%
416 “Kuroneko” (Kaneto Shindô, Jap, 1968) tit. or. “Yabu no naka no kuroneko” * con Kichiemon Nakamura, Nobuko Otowa, Kei Satô IMDb 7,8 RT 100%

Questi due horror degli anni ’60 sono sicuramente i film più conosciuti di Kaneto Shindô, i suoi migliori secondo Rotten Tomatoes. Nel cinema giapponese ha avuto un posto di rilievo soprattutto come sceneggiatore, maturando all’ombra di Kenji Mizoguchi; solo successivamente iniziò a dirigere e continuò a farlo fino alla morte (a 100 anni), secondo solo al portoghese Manoel de Oliveira che diresse il suo ultimo film a 104 anni per poi morire a 106.
Entrambi i film hanno ambientazione storica, all’epoca delle infinite guerre e dei samurai, ma non ci sono combattimenti anche se si parla molto di battaglie e fra i protagonisti ci sono vari reduci. Le storie si sviluppano in ambiente rurale e in entrambe i casi i personaggi principali sono due donne che devono sopravvivere come possono essendo rimaste sole a seguito della coscrizione degli uomini di casa.
Un ulteriore parallelo fra i due film sono le lunghe carrellate e riprese dall’alto dei protagonisti che corrono in distese di alte graminacee in Onibaba e una foresta di bambù in Kuroneko (e qui mi è sorto il sospetto che per “La foresta dei pugnali volanti” Yimou Zhang abbia preso spunto da questo film o abbia voluto omaggiare Kaneto Shindô).
La regia è ottima per entrambi i film così come eccellenti sono le riprese che alternano sapientemente campi lunghi e primi piani, con un bel bianco e nero anche se le luci che improvvisamente rompono le tenebre sono spesso abbastanza irreali.
Suggerisco di guardarli a distanza ravvicinata.

NB - le prime 3 foto sono di Onibaba, le altre 3 di Kuroneko
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10/12/17
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