341 “La loca de la casa” (Juan Bustillo Oro, Mex, 1950) * con Pedro Armendáriz, Susana Freyre, Beatriz Aguirre
Il film in sé e per sé non è certo memorabile, tuttavia è interessante per il testo originale dal quale è tratto, l’omonima opera teatrale di Benito Pérez Galdós, scrittore e drammaturgo canario che fu apprezzato per svariati motivi. Fra essi risalta uno stile nel quale sa combinare il linguaggio colto della borghesia e quello di strada, la caratterizzazione di donne forti, protagoniste quasi assolute dei suoi scritti, la capacità di trattare gli argomenti con ironia e per tutto ciò fu molto amato dalla classe media e dal popolo e per gli stessi motivi dileggiato da critici e colleghi.
Vari suoi testi sono stati più volte adattati a sceneggiature cinematografiche, “La loca de la casa” già nel 1926, “Doña Perfecta” nel 1951 e 1977, “El abuelo” vanta ben 4 versioni (1925, 1945, 1972 e 1998, quest’ultima candidata all’Oscar come miglior film non in lingua inglese) e non è da sottovalutare l’interessamento alle sue tematiche da parte di Luis Buñuel il quale ne trasse 3 fra i suoi più famosi film: Nazarín (1959), Viridiana (1961, dal romanzo “Halma”) e Tristana (1970).
Come in tutti i suddetti testi è anche in “La loca de la casa” l’onnipresenza della religione e le relative conseguenti giocano un ruolo decisivo nello sviluppo della storia. Una novizia in procinto di prendere i voti accetta di sposare l’uomo rude e volgare che può salvare la sua famiglia, benché odiato e disprezzato da tutti. Notevole come al solito l’interpretazione di Pedro Armendáriz
IMDb 7,7
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28/10/17
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