332 “Grizzly Man” (Werner Herzog, USA, 2005) * con Timothy Treadwell, Amie Huguenard, Werner Herzog
Come da programma eccomi al double bill (due film di seguito, con un breve intervello, un solo biglietto) che la Cinemateca Portuguesa propone ogni sabato, con inizio alle 15.30. Questa volta il tema comune è la natura selvaggia e i film scelti sono “Grizzly Man” (del quale avevo visto solo pochi spezzoni in video) e “Dersu Uzala”, il primo ambientato in Alaska all'inizio di questo secolo, il secondo nella taiga del bacino dell'Ussuri, al limite orientale dell'Impero Russo, nel primo decennio del secolo scorso.
Considerato nel suo complesso, il docufilm di Herzog riesce a restare abbastanza super partes inserendo fra le varie riprese realizzate dallo stesso Timothy Treadwell interviste ai suoi amici più stretti e persone che hanno avuto a che fare con lui e che lo vedevano come un folle ... ed io sto con questi ultimi. La sua era in effetti una intrusione in un mondo che non gli apparteneva in alcun modo e gli orsi lo "tolleravano" ma certo non interagivano con lui. Proclamava di difendere i grizzly ma non c'è evidenza di alcun risultato reale e comprovato e oltretutto si trovava (infrangendo varie leggi) in territorio protetto. Nell'ultima parte del film si scaglia violentemente contro il governo, il Kodiak National Wildlife Refuge, i ranger. Nelle sue tante riprese non mostra un solo cacciatore e solo una volta un gruppo di turisti fotografi che si limitano a lanciare qualche pietra.
Proprio per questa sua posizione oggettiva, Herzog con il suo film ha fornito spunti ad entrambe le parti (denigratori e ecologisti più o meno estremisti) di parlarne sia bene che male, appigliandosi a questa o a quella dichiarazione di Treadwell o di qualche intervistato.
Questo film è certamente più documentario di altri per includere molte riprese non organizzate da Herzog, ma semplicemente da lui scelte fra le oltre 100 ore girate dallo stesso Treadwell (solo in un caso da altra persona) e per avere molte interviste secondo me significative e, soprattutto, bilanciate fra pro e contro.
Non sempre i documentaristi riescono ad esimersi da far diventare i propri lavori veri e propri manifesti di parte.
Per apprezzare appieno questo lavoro bisogna essere abbastanza amanti della natura ed interessati al tema. Herzog ha certamente prodotto documentari e film più significativi e di maggior pregio, ma è importante ricordare che il limite fra gli uni e gli altri (tranne rare eccezioni) è spesso molto indefinito.
IMDb 7,8
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22/10/17
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