425 “Il Generale della Rovere” (Roberto Rossellini, Ita, 1959) * con Vittorio De Sica, Hannes Messemer, Sandra Milo
L’ultimo film di Rossellini che avevo visto, “Viaggio in Italia” (1954) mi aveva deluso, mi era sembrato troppo “turistico”, con un eccesso di panorami del Vesuvio, Golfo di Napoli e Capri, alternati a visite a Pompei, Solfatara, centro di Napoli, e si reggeva pù che altro sulle interpretazioni di George Sanders e Ingrid Bergman. Con “Il Generale della Rovere”, di 5 anni successivo, il regista e co-sceneggiatore (con Indro Montanelli, Diego Fabbri e Sergio Amidei) torna ai temi della guerra, in particolare di come fu vissuta dai civili.
Si potrebbe dire che più che la guerra, Rossellini segua l’evoluzione e la catarsi del protagonista, in effetti anche lui stesso attore visto che interpretava vari personaggi, molto diversi fra loro. Al lato di un convincente De Sica, si vedono un sacco di volti noti (all’epoca) come Ivo Garrani, Vittorio Caprioli, Sandra Milo, Giovanna Ralli, Franco Interlenghi e, seppur per pochi attimi, appare lo stesso Rossellini.
Sono molto ben rappresentati vari dei classici dilemmi quali il bene di tutti contro il sacrificio di pochi e l’amore verso i familiari a qualunque costo, situazioni che si presentano sempre uguali da millenni e continueranno a dover essere affrontate da chi si trova in zona di guerra.
Andrò ore alla ricerca dei primi, più famosi e universalmente acclamati film di Rossellini come “Paisà” e “Roma città aperta”, visti solo in tv tantissimi anni fa.
IMDb 7,9 RT 100% * Nomination Oscar per la sceneggiatura originale
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17/12/17
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