155 * “Al-massir” (Youssef Chahine, Egitto, 1997) tit. it. “Il destino” * con Nour El-Sherif, Hani Salama, Laila Eloui
“Le idee (il pensiero) hanno ali. Nessuno può impedire il loro volo.”
Con questa frase (attribuita ad Averroè) si conclude il film mentre si vede il grande rogo dei libri del filosofo arabo (1126-1198) che rappresenta il personaggio chiave nei contrasti fra fazioni di “mori” che all’epoca governavano a Granada (Al-Andalus, poi Andalusia). Pur seguendo una trama “materiale” (con amori, tradimenti, attentati, canti e danze) questo lavoro di Chahine potrebbe definirsi filosofico visto che si tirano in ballo molti dei suoi convincimenti che, ovviamente, davano molto fastidio a tanti, soprattutto agli integralisti. Si parla tanto di libri, filosofia, religioni, leggi e libera circolazione delle idee.
Per chiarire, ecco alcune delle citazioni attribuite ad Averroè, alcune delle quali estremamente attuali
“L’ignoranza conduce alla paura, la paura all’odio, e l’odio conduce alla violenza. Questa è l’equazione.”
“Le donne dovrebbero essere trattate come esseri umani, non come animali domestici.”
“Il mondo è diviso fra uomini che hanno saggezza e non religione e uomini che hanno religione e non saggezza.
“La religione cristiana è la religione delle cose impossibili; la giudaica, è religione da fanciulli; la maomettana, da porci.”
“Una è la verità in filosofia, altra in religione: la prima è per i filosofi soltanto; la seconda, invece, è per tutti.”
“Chi pensa è immortale, chi non pensa muore.”
Ancora una volta Chahine non si limita a raccontare pedantemente una storia per immagini ma, oltre a rappresentarla bene e con interessanti movimenti di macchina, fornisce lo spunto agli spettatori attenti e “avidi di sapere” per informarsi o approfondire le loro conoscenze in merito all’Epoca d’Oro islamica, durante la quale il mondo arabo fu indiscusso centro intellettuale mondiale di scienze, filosofia, matematica, medicina, astrologia, alchimia e non da ultimo le arti.
Ho trovato questo interessante articolo apparso sul Guardian in occasione della morte di Chahine (2008) nel quale viene ben descritta la “filosofia” del regista egiziano e può servire a chi non lo conosce come introduzione ai suoi film, spesso in difesa di diritti e libertà, contro ogni tipo di barriera.
https://www.theguardian.com/film/2008/jul/28/youssef.chahine
IMDb 7,3 Nomination Palma d’Oro a Cannes
Curiosità: Omar Sharif fu scoperto e lanciato da Youssef Chahine che nel 1954 lo diresse nelle sue due prime apparizioni sul grande schermo: “Shaytan al-Sahra” (Devil of the Sahara) e “Siraa Fil-Wadi” (Struggle in the Valley, in questo fu già protagonista)
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06/05/17
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