114 “La viuda de Montiel” (Miguel Littin, Mex/Col, 1979) * con Geraldine Chaplin, Nelson Villagra, Katy Jurado
Sceneggiatura tratta da un racconto di Gabriel García Márquez (Gabo), facente parte di una raccolta pubblicata con titolo "Los funerales de la Mamá Grande” nel 1962. Questo film di Littin è il secondo della decina di lavori di Gabo adattati per il grande schermo. Probabilmente pochi sanno della grande passione per il cinema di Márquez che nel 1954 scrisse e diresse lo short “La langosta azul” (1954, 29’), sua prima e unica regia, per poi continuare la sua collaborazione con la settima arte con tante sceneggiature originali e una dozzina di adattamenti dei suoi scritti.
Gabo fu buon amico di Littin tanto da scrivere in prima persona delle peregrinazioni e riprese “abusive” del regista in Cile dove rientrò nel 1985 riuscendo a girare 7.000m di pellicola spacciandosi per documentarista uruguayano, dopo essere stato costretto all’esilio dal regime di Pinochet nel 1973. Detto libro è stato pubblicato anche in Italia con titolo “Le avventure di Miguel Littin, clandestino in Cile”. Il libro fu pubblicato in Cile nel 1986 e quasi immediatamente censurato e, per ordine diretto del dittatore Pinochet, nel febbraio 1987 ne furono bruciate 15.000 copie.
Venendo al film, c’è da dire che non è dei migliori di Littin ma non tanto per colpa sua ma per la difficoltà di portare sullo schermo le storie di Márquez, il quale scriveva in modo da calare il lettore nella realtà di piccoli paesini assolati e polverosi, con tanti personaggi ben descritti, fra parti oniriche e quasi surreali, nel complesso impossibili da tradurre in un film di meno di due ore. In particolare questo ha anche la “palla al piede” di avere Geraldine Chaplin come protagonista. Con tutto il rispetto per il padre (che comunque non è fra i miei preferiti né come attore, né come regista) mi sembra un’attrice assolutamente incapace e in questo caso le manca anche il physique du rôle; solo Carlos Saura (con il quale ebbe una lunga relazione) riuscì a trarne qualcosa di buono nei suoi migliori film come “Ana y los lobos” (1973), “Cría cuervos” (1976) e “Elisa vida mia” (1977).
In sostanza, a dispetto dei buoni presupposti, “La viuda de Montiel” si rivela essere un film deludente, un’occasione mancata.
IMDb 6,6
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11/04/18
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