52 * “Paterson” (Jim Jarmush, USA, 2016) * con Adam Driver, Golshifteh Farahani, Nellie
Non si sa mai cosa aspettarsi da Jarmush in quanto la sua carriera da regista è stata un po’ altalenante e molto varia.
“Paterson” mi è piaciuto, pur non essendo amante della poesia ho trovato il filo conduttore dei versi “recitati” dall’autista-poeta arguto e non invadente. Le ripetizioni di frasi, situazioni, apparizioni e citazioni sono ben congegnate e variano dal divertente allo stimolante. La progressione dei disegni in bianco e nero nei vestititi, biscotti e decorazioni della casa creati dalla compagna del protagonista (forse il personaggio meno incisivo), le varie scene nel bar, le visioni dei gemelli, le immagini della cascata che si riaggancia alla poesia della bambina, le routine quotidiane di Paterson e infine l’incontro con il poeta giapponese tengono lo spettatore continuamente e piacevolmente impegnato.
Tante le citazioni storiche e culturali che si intrecciano, per i poeti viene nominato addirittura Petrarca per il collegamento con Laura, ma anche i più moderni Emily Dickinson e William Carlos Williams che ha scritto “Paterson” che è il nome della città dove lavora l’autista Paterson interpretato da Adam Driver (driver in inglese significa autista), si parla di Abbot e Costello (in italiano Gianni e Pinotto) in quanto Costello nacque a Paterson e si ripete la loro più famosa gag “Who is on first” (ripresa in tanti film), si torna in Italia ascoltando il discorso di una ragazza - seduta proprio dietro a Paterson autista - che racconta ad un compagno di studi la storia di Gaetano Bresci, anarchico che visse a Paterson e tornò in patria dove assassinò Umberto I e poi morì in circostanze quanto meno misteriose nel carcere di Ventotene.
Tornando al giapponese, questi sottolinea l’inaccettabilità delle traduzioni delle poesie (concetto assolutamente condivisibile) e dice: 'Poetry in translation is like taking a shower with a raincoat on.' (la poesia tradotta è come fare la doccia con l’impermeabile). Nel film i testi delle poesie che Paterson “recita” (in effetti pensa, ma se ne ascolta la voce) appaiono in sincrono in sovrimpressione e quindi mi chiedo come sia stato risolto il dilemma nella versione italiana. Si è optato per i sottotitoli contravvenendo a quanto detto dal poeta giapponese, è stato sostituito l’italiano all’inglese (ancora peggio) o si è l’asciato solo l’originale? Per la cronaca le poesie sono di Ron Padgett.
Nel 2016 Adam Driver ha anche avuto un ruolo in Silence di Scorsese, nei panni dell’altro gesuita missionario. Golshifteh Farahani, attrice iraniana protagonista di "About Elly" (2009) di Asghar Farhadi, regista di “A separation” e di “The Salesman”, quest'ultimo candidato all’Oscar 2017 come miglior film straniero. Il cane Nellie ha vinto il premio “Palm Dog” a Cannes 2016.
Un film secondo me godibile e ben realizzato, con tanti intrecci e riferimenti forse non sempre comprensibili dai non americani (e di una certa cultura). Lo si può anche andare a guardare come semplice commedia, e in questo caso non è delle migliori o delle più divertenti, ma lo spettatore attento saprà cogliere almeno parte dei tanti dettagli che Jim Jarmush (sceneggiatore oltre che regista) ha saputo incastrare come pezzi di un puzzle.
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05/02/17
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