302 “God's Little Acre” (Anthony Mann, USA, 1958) tit. it. “Il piccolo campo” * con Robert Ryan, Tina Louise, Aldo Ray
Deludente ... tratto dall’omonimo bestseller di Erskine Caldwell, stracolmo di sessualità e allusioni più o meno esplicite tanto da essere messo al bando in più parti, è stato trasformato quasi in una commedia travisando molto del contenuto del romanzo e omettendo varie relazioni e tradimenti nell’ambito della famiglia che invece sono fondamentali per lo sviluppo della storia e analisi dei personaggi (del libro).
Robert Ryan offre un’ottima prova nel ruolo del quasi invasato capofamiglia, ma il suo personaggio è proposto in modo quasi caricaturale; l’esordiente Tina Louise (Golden Globe quale miglior promessa) è certamente procace e sensuale ma in quanto a recitazione ..., infatti rimase una promessa, partecipando in seguito a relativamente pochi film alcuni dei quali italiani (Saffo - Venere di Lesbo, L’assedio di Siracusa, Il fischio al naso, Viva l’Italia ... qualcuno se ne ricorda?); Aldo Ray, appena apprezzato in “Nightfall”, si difende ma non convince, e nel resto del cast c’è poco di notevole
Dalla regia di Mann ci si sarebbe aspettato qualcosa di più, ma nel complesso il film è “salvato” dalla splendida fotografia in bianco e nero di Ernest Haller (Oscar per “Via col vento, ma tanti altri suoi lavori sono memorabili come “Gioventù bruciata”, “Mildred Pierce”, “Che fine ha fatto Baby Jane?” “The Verdict”, ...)
Guardabile, a tratti interessante, ma di pregevole c’è solo la fotografia.
IMDb 6,7
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05/10/17
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