65 * Oscar Nominated Short Films (Live Action)
i 5 candidati all'Oscar per miglior cortometraggio
Prima di iniziare questo conciso commento dei corti, mi urge ribadire che se i corti vengono reputati un sottordine di scarso valore è anche perché nessuno pensa a fare operazioni così semplici come questa. E’ vero che questi sono i candidati agli Oscar, ma se qualche distributore mettesse insieme 4 o 5 buoni corti, anche di varie nazionalità e non obbligatoriamente recentissimi, con una durata complessiva standard 100-120 minuti, pensate che nessuno andrebbe a vederli? Per quanto ne so, attualmente i corti sono per lo più relegati in sezioni di festival e in pochi festival dedicati. Quelli che ho visto oggi costituivano un programma di 2h10’, il tempo è passato in un baleno ed il pubblico è uscito soddisfatto. Ecco ciò che ho visto, nell’ordine di proiezione.

"Mindenki" (Sing)
di Kristof Deak, Ungheria, 2016 (25 min, IMDb 8,4)
Breve ma significativa storia che si sviluppa in ambito scolastico nei primi anni ’90, all’inizio del periodo post comunista, con particolare attenzione al coro giovanile. Regia e sceneggiatura sono canoniche e con i tempi giusti, mostrando tutto il necessario e lasciando intendere il resto, senza lasciare nulla di vago. Vengono sottoposti allo spettatore anche un paio di dilemmi non da poco. Tratto da una storia vera.
Si tratta di un breve film ben realizzato, intelligente e serio, probabilmente il favorito.

"Silent Nights" (manca il poster)
di Aske Bang, Danimarca, 2016 (30 min, IMDb 6,2)
Amore a prima vista, ma non troppo duraturo, fra una volontaria del Salvation Army ed un immigrato gahanese. Viene messa troppa carne a cuocere, mischiando stereotipi pro e contro immigranti e aggiungendo problemi prettamente danesi. Un guazzabuglio spesso troppo buonista, senza né capo né coda.

"Timecode"
di Juanjo Giménez Peña, Spagna, 2016 (15 min, IMDb 7,2)
Originale storia quasi surreale di due guardiani di un garage multipiano (nel film quasi sempre deserto). Sono “costretti” (ma consenzienti) a turni di 12 ore e quindi si incontrano ad ogni cambio, alle 6 precise di mattina e di pomeriggio. Qualche buono spunto, ma abbastanza monotono e noioso pur durando solo un quarto d’ora.

"Ennemis Intérieurs"
di Sélim Aazzazi, Francia, 2016 (28 min, IMDb 7,5)
Film assolutamente non compresso, al contrario si svolge quasi in tempo reale. Eccellente sceneggiatura, quasi teatrale, visto che si svolge quasi esclusivamente in una stanza di un commissariato francese all’inizio dei turbolenti anni ’90. Pochi e brevi flash mostrano i pensieri di un algerino francese il quale dopo aver presentato la documentazione per essere naturalizzato, viene sottoposto ad un interrogatorio violento ed aggressivo, non fisicamente ma psicologicamente. Ottimo il testo, più che buone le interpretazioni dei due protagonisti.

"La Femme et la TGV"
di Timo von Gunten, Svizzera, 2016 (30 min, IMDb 7,1)
Questo corto è l’unico del lotto ad avvalersi di un nome famoso: Jane Birkin. L’ormai 70enne attrice/cantante divenuta improvvisamente famosa in tutto il mondo nel 1969 per la “scandalosa” canzone "Je T'Aime ... Moi Non Plus" (interpretata con Serge Gainsbourg), è qui una dinamica sognatrice che corre, va in bicicletta e non si fa mettere i piedi in testa da nessuno. Anche questo corto è ispirato alla storia vera, seppur abbastanza modificata, di un amore a distanza fra un conduttore di TGV e la protagonsta.
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14/02/17
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