114 * Ixcanul (Jayro Bustamante, Gua, 2015) tit. it. “Vulcano” * María Mercedes Coroy, María Telón, Manuel Antún
Interessante storia drammatica che vede come protagonisti una famiglia di Kaqchikel (etnia Maia) che vive alle falde del vulcano Ixcanul.
Alla loro insipienza (nel senso di credere ciecamente in pratiche al limite della superstizione) si aggiunge la sfortuna e di conseguenza andranno incontro ad una serie di disavventure. Apparentemente ha vari punti in comune con “Tanna” come per esempio il vulcano, l’appartenenza ad un’etnia che continua a vivere secondo tradizioni e stili antiquati, il rifiuto di apprendere la lingua ufficiale del paese il che li rende ancor più isolati e quindi vulnerabili, un matrimonio combinato, un giovane amante, una gravidanza inattesa.
Eppure, Ixcanul è tutt’altra cosa, in quanto il dramma è familiare e non condiziona un intero villaggio, il legame più profondo è quello madre-figlia con la prima che funge da vero capofamiglia preoccupandosi di quasi tutto e lasciando al marito il solo compito di lavorare nei campi per portare a casa un po' di danaro.
Singolare il modo in cui l'esordiente regista Jayro Bustamante descrive la vita familiare di Maria e i rapporti fra i raccoglitori di caffè, tutti dipendenti da uno stesso padrone. Il regista guatemalteco mostra in modo molto crudo il modo nel quale questi ultimi gruppi etnici sono destinati a soccombere, soprattutto per puro autolesionismo, in particolare per l’abuso di alcool (problema comune a tante altre comunità sparse in tutto il mondo) e per non riuscire a comunicare con le istituzioni per mancanza di lingua comune, divenendo così facili prede per ogni tipo malfattori (per non dire altro).
IMDb 7,2 RT 100% #cinema #film
Premio Alfred Bauer (nuove prospettive) alla Berlinale 2015, oltre a Nomination Orso d’Oro e miglior esordiente
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01/04/17
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