373 “Bajo la metralla” (Felipe Cazals, Mex, 1983) * con Humberto Zurita, María Rojo, José Carlos Ruiz
Felipe Cazals è uno dei più rispettati registi contemporanei messicani, molto attivo negli anni ’70 e ’80, quando diresse i suoi film di maggior successo come “Canoa” (Orso d’Argento e Nominaton Orso d’Oro a Berlino 1976), “El apando” e “Las poquianchis”. Come questi la maggior parte delle sue pellicole raccontano fatti reali e tragici, con grandi implicazioni politiche e sociali. Nella fattispecie “Bajo la metralla” tratta di un gruppo di terroristi nascosti in una grande casa dopo un attentato andato male. Purtroppo, l’ottimo soggetto “Les Justes” (1950, I giusti), lavoro teatrale di Albert Camus Premio Nobel per la letteratura nel 1957, non riesce a salvare il film realizzato in modo veramente scadente.
I rapporti fra i membri della relativamente numerosa cellula terroristica (alcuni sono morti nell’attentano ed un altro è gravemente ferito) si fanno sempre più tesi fra rivendicazioni, accuse, contrasti sul comando e sull’ideologia in generale. Le visite di un collaboratore esterno e la presenza di un ostaggio non facilitano le cose fornendo, al contrario, ulteriori motivi di attrito.
Tutta la parte psicologica è estremamente interessante e ben pensata ma, come già detto, non troppo ben proposta. I bagni di sangue iniziai e finali sono degni di un brutto C-movie.
Peccato, occasione persa, ma mi ha fatto venir voglia di leggere il testo originale di Camus.
IMDb 6,9
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