106 * “A second chance” (Susanne Bier, Dan-Swe, 2014) tit. or. “En chance til” * con Nikolaj Coster-Waldau, Nikolaj Lie Kaas,Thomas Bo Larsen
Soggetto molto interessante e originale trattato molto male nella sceneggiatura, gli avvenimenti (pur essendo spesso irrazionali) si prevedono abbastanza facilmente facendo mancare sorprese e colpi di scena veri e propri.
Purtroppo Susanne Bier (che nel 2010 diresse “Hævnen”, aka “In a better world” - “In un mondo migliore”, premio Oscar 2011 Miglior film in lingua non inglese) non riesce a rendere plausibile nessuno dei personaggi e neanche gli avvenimenti sono sufficientemente credibili. Manca la continuità e la recitazione non è delle migliori.
Più guardo film scandinavi e (almeno a giudicare dai personaggi proposti) più mi sembra che in quei paesi abbiano seri problemi di relazioni sociali ed un modo di affrontare le situazioni difficili quantomeno peculiare. Se andate a ritroso nelle vostre visioni e comparate gli atteggiamenti dei protagonisti, da quelli dei capolavori d’epoca a quelli più moderni, penso che noterete anche voi un clima generalmente cupo, dark, triste e rassegnato, e di solito religione e/o alcool peggiorano il quadro della situazione.
Non per niente i tassi di suicidio di questi paesi (nei quali si dice che si viva bene) sono da sempre ai primi posti fra gli stati europei: Finlandia 16 per 100.000 abitanti, Norvegia, Svezia e Danimarca fra 11 e 12 ... Italia 6,7.
A prescindere da questa divagazione statistica, e pur con il beneficio del dubbio, il film mi è sembrato abbastanza assurdo e oltretutto mal realizzato.
IMDb 6,8 RT 50% #cinema #film
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24/03/17
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