184 * “A ciascuno il suo” (Elio Petri, Ita, 1967) * con Gian Maria Volontè, Irene Papas, Gabriele Ferzetti
A cavallo fra gli anni ’60 e ’70 in Italia furono realizzati numerosi buoni film storici e/o politici (seri) e i registi di punta del genere furono Francesco Rosi, Elio Petri e Florestano Vancini e più volte soggetto e sceneggiatura, oltre che in questo caso, furono opera del grande scrittore siciliano che fu Leonardo Sciascia, come per esempio “Il giorno della civetta” (1968), “Bronte: cronaca di un massacro che i libri di storia non hanno raccontato” (1970), “Cadaveri eccellenti” (1972), “Todo modo” (1976). Di due film di Vancini mi occuperò a breve.
L’intricata trama è parte portante dell’intero film, piena com’è di tanti sospetti, illazioni, bugie e sorprese, ma anche le ottime interpretazioni del solito Volontè, insieme con Ferzetti e la Papas hanno il loro peso. E attorno a loro tanti altri bravi attori italiani come Salvo Randone, Mario Scaccia, Leopoldo Trieste, Luigi Pistilli. L’azione si svolge fra la provincia siciliana e Palermo, fra l’ambiente del piccolo paese e i giochi di potere del capoluogo, fra politici e prelati.
Lo spettatore dovrà attendere fino alla fine per chiarirsi le idee ed in merito al finale è assolutamente appropriato il commento di uno degli attori che afferma: “Hanno fatto un capolavoro! Un vero capolavoro!”
Anche se secondo me non è allo stesso livello di vari film di Rosi (più politico) merita senz’altro una attenta visione.
IMDb 7,1 #cinema #film
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04/06/17
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