Il “filmone” che non ti aspetti ...
8 * “Contratiempo” (Paulo Oriol, Spa, 2017) tit. int. “"The Invisible Guest" * con Mario Casas, Bárbara Lennie, Francesc Orella Anna Wagener, José Coronado
Forse sembra tale proprio in quanto inatteso, ma devo confessare che sono uscito dalla sala più che soddisfatto. La prima di questo thriller classico, più che classico (qualcuno lo ha già paragonato a Hitchcock), si è tenuta al Fantastic Fest di Austin (Texas, USA) dove ha ottenuto commenti positivi
e reazioni favorevoli tanto che la Film Factory Entertainment ne ha subito acquisito i diritti di distribuzione (dovunque al di fuori della Spagna) e lo proporrà a Cannes.
Dicevo della sua struttura classica senza spari e senza pistole, senza ispettori di polizia che si occupino realmente del caso, completamente basata sul (sui) racconti che un indagato fa al proprio avvocato prima dell’udienza. Il ricco, giovane e rampante imprenditore è stato trovato in una stanza d’albergo con il cadavere della sua amante, con la catena alla porta e senza apparente via di fuga per un eventuale assassino, eppure lui si dichiara innocente.
Di qui in avanti racconterà, a spizzichi e bocconi, quello che è successo prima (praticamente di tutto) e perché è finito in quell’hotel di montagna, aggiungendo ogni volta qualche particolare, modificando quanto detto in precedenza e improvvisamente ammettendo nuove responsabilità. Alle sue versioni si sovrappongono le contestazioni e le possibili linee di difesa proposte dall’avvocato in un crescendo di bugie, mezze verità e fatti incontrovertibili che non riescono mai a incastrarsi alla perfezione. Insomma tante svolte e ipotesi fino ai colpi (plurale) di scena finali.
Chiaramente non posso dire di più (non lo faccio per storie banali, figurarsi per un thriller), ma sappiate che durante la prima mezz’ora mi sembrava tutto assurdo e quasi idiota con i protagonisti che facevano quanto di più sbagliato possibile, poi il film ha preso la china giusta e infine mi sono reso conto che ogni piccolo particolare, anche quelli ai quali non avevo dato eccessiva importanza, aveva una sua ragione o serviva per giustificare un evento successivo o addirittura spiegare il finale.
Ho rianalizzato, a memoria, il tutto e mi rimangono solo un paio di perplessità ... tutto il resto combacia perfettamente. Nei minuti finali il traballante castello di carta costruito sulle varie versioni proposte da indagato e avvocato diventa improvvisamente solido e, con un colpo di magia, ogni elemento si incastra perfettamente al resto.
Sono d’accordo con chi ha scritto che questo è un film che è opportuno guardare, con attenzione, una seconda volta. Mi dispiace non poterne discutere più approfonditamente, facendolo direi svelerei certamente qualcosa.
Segnate i titoli (originale e internazionale) e il nome del regista e non ve lo fate sfuggire se e quando giungerà in Italia.
Paulo Oriol è appena alla sua seconda regia (dopo “El cuerpo”, 2012), ma è anche apprezzato sceneggiatore di entrambi e di altri due film: “Los ojos de Julia” e “Secuestro”
IMDb 8,1 #cinema #film
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“Contratiempo” (Paulo Oriol, Spa, 2017) tit. int. “"The Invisible Guest"
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