382 “Antiporno” (Sion Sono, Jap, 2016) tit. or. “Anchi-poruno* con Ami Tomite, Mariko Tsutsui, Asami
Forse qualcuno ne ricorderà il nome per essere stato presentato al Torino Film Festival dell’anno, chi l’ha visto certamente non lo ha dimenticato. Fa parte di un progetto di rilancio del porno softcore giapponese, il cosiddetto “roman porno”. Sion Sono è un poeta ed affermato regista noto per le sue opere tendenti a “scandalizzare” e questo film è certamente più che provocatorio. Pur essendo molto breve (1h16”) riesce a proporre una quantità di “visioni”, ribaltamento di ruoli, sogni, flashback, scene ripetuti più volte, anche con le stesse battute, talvolta con personaggi invertiti. In alcuni momenti, per la continua ripetizione di alcune scene (ma sempre con qualche particolare diverso) mi ha ricordato la struttura di “L’angelo sterminatore” di Luis Buñuel.
La maggior parte delle scene si svolgono in una stanza gialla con annesso bagno a vista di color rosso intenso. In tutto il film domina un’esplosione di colori che culmina nel finale con getti di tinta sulla protagonista. Visivamente avvincente, in alcuni tratti è accompagnato da musica classica (Beethoven? ma non era citato nei titoli di coda) che contrasta con l’isteria della protagonista che nella relativamente lunga prima parte diventa quasi snervante per il suo acuto e continuo strillare. Dopo i primi 15’ avevo cominciato ad avere dei dubbi in merito all’opportunità di guardare questo film, ma dopo poco la situazione è cambiata radicalmente, ciò che sembrava non avere senso comincia a evidenziarsi come elemento base dei successivi sviluppi e alla fine sono rimasto più che soddisfatto del film nel suo complesso, in particolare per la parte visiva.
Visto che risulta difficile descrivere a parole (per lo meno per me) la qualità e varietà delle immagini, invece di pubblicare il solito poster accompagnato da poche foto, ho preferito proporre il breve ma significativo trailer.

IMDb 6,8 RT senza rating per avere solo 4 recensioni (comunque tutte positive)
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