428 “Good Bye, Lenin!” (Wolfgang Becker, Ger, 2003) * con Daniel Brühl, Katrin Saß, Chulpan Khamatova
Una sagace sceneggiatura ci riporta al periodo di transizione della caduta del muro di Berlino e dell’unificazione delle due Germanie.
Il protagonista Alex deve mantenere la madre all’oscuro di quegli avvenimenti epocali per evitarle un possibile shock in quanto fedelissima del regime della DDR, la Repubblca Democratica Tedesca. Per raggiungere i suoi per niente facili obiettivi deve anche convincere sorella, amici e conoscenti a cooperare, perfino creando falsi notiziari televisivi. Questa parte mi ha ricordato tanto la divertente successiva commedia americana “Be Kind, Rewind” (di Michel Gondry, 2008, con Jack Black, Yasiin Bey, Danny Glover) nella quale, per tutt’altri motivi, i protagonisti ricreavano amatorialmente tutti i blockbuster dell’epoca. Queste parti di entrambe i film sono veri e propri omaggi al cinema creativo e pover(issim)o ma certamente “Good Bye, Lenin!” è di tutt’altra caratura, confermata dalla Nomination al Golden Globe, 33 premi internazionali e dall’essere stato scelto come candidato tedesco per gli Oscar.
Sorvolando su alcune esagerazioni (ma si tratta pur sempre di una commedia), il film è molto arguto, specialmente per chi ricorda quell’epoca di enormi differenze dai due lati del muro. Ottimo il finale ... se si coglie la sottigliezza non completamente esplicita.
Forse le due ore, pur passando piacevolmente, sono un po’ troppe. Comunque merita una visione.
IMDb 7,7 RT 90%
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19/12/17
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